«Italia.it è una ciofeca. Sono tre anni che lo diciamo, prima a Stanca e poi a Rutelli, ma niente. Il sito eccolo lì: è un cadavere che non verrà rianimato».
Così l’assessore al turismo dell’Emilia Romagna, Guido Pasi, in un’ intervista a La Stefani.
Una cadavere prestigioso: oltre 45 milioni di euro di finanziamenti per questo risultato, certamente assai poco brillante.
scandaloitaliano, un instant blog nato così, ha indagato a fondo per circa un mese e mezzo sulla storia del portale italia.it .

Ci sono diversi aspetti della vicenda ancora non chiariti.
Gli autori del blog, quale ultima iniziativa, hanno pubblicato ed inviato una lettera aperta al governo italiano, chiedendo la messa a disposizione degli atti ufficiali di gara (che dovrebbero essere pubblici…); lettera sottoscritta da oltre millecinquecento persone.
A distanza di un mese, nessuna risposta (il che equivale, secondo la legge, ad un rifiuto).
L’attuale ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais, in concomitanza e più di trenta giorni fa, ha istituito una commissione d’indagine “che dovrà, in tempi brevi, fare luce sulle criticità e sulle possibili omissioni che hanno accompagnato sinora lo sviluppo del programma”.
Proviamo a ripartire da qui, ora che il tam tam su italia.it tra i bloggers è in apparenza cessato e mentre qualcuno se ne compiace persino.






2 comments
9 Maggio 2007 a 22:05
G. Buzzanca
Mi imbarazza molto essere il primo. Ma non mi pare un primato da festeggiare ….
Allora.
Forse non sarebbe sbagliato esplicitare con chiarezza “politica” (perchè) metodi (cosa vorrei azionare ….) e strategie (in che maniera).
Considerata l’esperienza di scandaloitaliano direi anche i tempi (fino a che obiettivo e comunque per quanto tempo).
10 Maggio 2007 a 01:39
frap1964
Questo progetto non è la continuazione di scandaloitaliano, che è nato sull’onda di una protesta diffusa ora sopita. Di scandaloitaliano eredita solo il metodo, che peraltro ho condiviso e contribuito a costruire e sostenere, ma certamente non i tempi ed i “ritmi di lavoro”. Termini ed obiettivi a tempo non ce ne sono. Si discute di web milionario a tutto tondo (e si parte da Italia.it). E’ probabile venga realizzata una nuova iniziativa su questo portale (esposto/denuncia). Molti, dinanzi al primo più che prevedibile rifiuto, sembrano essersi già arresi, hanno fatto le cassandre (finirà così…) e/o sono in placida attesa che “qualcuno faccia qualcosa”.
Italia.it è comunque solo la punta di un iceberg di spreco e malaffare della PA nel settore informatico. L’ e-gov, ad esempio, è un territorio immenso e tutto da esplorare (con calma…).