Qualcuno ricorderà che il 2 aprile scorso scandaloitaliano aveva inviato questa lettera di notifica a Prodi, Rutelli & Nicolais, lettera che ad oggi non ha avuto alcuna risposta.
Con essa si chiedeva l’accesso ai documenti di gara di Italia.it, documenti pubblici. Voglio qui svelare un paio di retroscena e chiarire definitivamente il senso dell’operazione.


Per conto di scandaloitaliano, naturalmente con il consenso di alcuni contributors, sono io ad aver personalmente firmato e spedito la lettera; il documento è stato redatto a quattro mani, con la preziosissima (e competente) collaborazione dell’avv. Lorenzo Spallino, che su http:/www.webimpossibile.net ha scritto numerosi interessanti articoli di approfondimento sull’ormai nota legge 4 del 09/01/2004 (legge Stanca: “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”).
Perchè l’accessibilità del sito Italia.it (ma non solo di questo) è così importante ?
Essenzialmente per due ragioni:
1) per una semplice e più che ovvia questione di civiltà;
2) per una questione di natura normativa e contrattuale.
In questo articolo (anche in versione divulgativa) di webimpossibile viene affrontato il tema della sanzione di nullità dei contratti.
In buona sostanza e semplificando molto, la legge Stanca (art.4 c. 2) impone l’obbligo al dirigente pubblico di non stipulare contratti di appalto per la realizzazione e modifica di siti Internet, “quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità”.
Se ciò avviene, se cioè il contratto firmato non contiene esplicitamente la condizione di rispetto dei requisiti di accessibilità, la violazione è sanzionata con la nullità del contratto.
Nel linguaggio giuridico (per dirlo terra terra), nullo significa che esso non ha alcun valore legale e che non è emendabile, questo a prescindere dal fatto che il sito in oggetto sia poi effettivamente accessibile o meno. La circostanza non è importante: è come se il contratto non fosse mai stato firmato.
Qui è illustrato un caso concreto verificatosi nel comune di Como (dove peraltro l’accessibilità del sito in esame era estremamente parziale).
Che succede al dirigente pubblico che non ottempera a questa norma ?
La legge Stanca lo dice chiaramente all’ art. 9 :

“L’inosservanza delle disposizioni della presente legge comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferme restando le eventuali responsabilità penali e civili previste dalle norme vigenti”.

In questo articolo (qui anche in versione divulgativa) webimpossibile analizza ed illustra con chiarezza il significato di “responsabilità dirigenziale”: nell’impianto normativo attuale, a quanto pare, comporta

“l’impossibilità del rinnovo dello stesso incarico dirigenziale”.

Tra le possibili responsabilità civili, naturalmente, rientra l’eventuale ipotesi di danno erariale in capo alla pubblica amministrazione.
A chi è demandato il compito di vigilanza sulle amministazioni statali ?
La legge Stanca lo dice con chiarezza all’ art. 7 c. 1: alla Presidenza del Consiglio. Sempre webimpossibile lo illustra nel dettaglio qui.
Infine, chi ha il compito di valutare se un sito sia o meno accessibile?
Il regolamento attuativo della legge Stanca individua dei soggetti “abilitati” a fornire questo servizio, iscritti in apposito elenco presso il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella PA). Qualora un sito venga dichiarato accessibile, esso può fregiarsi di apposito logo (art. 5 c. 1), per un periodo di al più 12 mesi. Poi occorre nuova verifica.

“1. Il logo che attesta il superamento della sola verifica tecnica raffigura un personal computer di colore terra di Siena, unito a tre figure umane stilizzate rispettivamente, da sinistra, di colore celeste, azzurro e amaranto, le quali fuoriescono dallo schermo a braccia levate; all’esito della verifica soggettiva, il diverso livello di qualità raggiunto dal servizio è indicato mediante asterischi, da uno a tre, riportati nella parte del logo raffigurante la tastiera del personal computer.”

LogoAccessibilità

da (http://www.pubbliaccesso.gov.it)

Come è facile verificare, su italia.it questo logo attualmente non c’è.

[UPDATE]

Art. 8 Regolamento di attuazione della legge Stanca
Modalità di utilizzo del logo da parte dei soggetti
di cui al comma 1, dell’articolo 3 della legge n. 4 del 2004

1. Le amministrazioni pubbliche e comunque i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, della legge n. 4 del 2004, che intendono utilizzare il logo sui siti e sui servizi forniti, provvedono autonomamente a valutare l’accessibilità sulla base delle regole tecniche definite con il decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie, di cui all’articolo 11 della legge n. 4 del 2004; la valutazione positiva, previa segnalazione al Cnipa, consente l’utilizzo del logo.

Se ne deduce facilmente che italia.it è ora accessibile quanto i relativi documenti di gara.
Se lo fosse non vi sarebbe ragione per non esporre il logo.

Pensiamo che la chiarezza e la trasparenza siano valori che accomunano tutti noi – da questo punto di vista è importante ricordare che la discussione che sta avvenendo sia pure in modo virtuale chiama in causa il Raggruppamento di imprese quale esecutore di un contratto.

Il Team IBM-ITS-Tiscover su Dialogo con IBM ITS TISCOVER

Sono pienamente d’accordo.

About these ads