Stai sfogliando l'archivio mensile di settembre 2007.
Certamente ricorderete che a fine luglio Luca Carlucci di scandaloitaliano scrisse a Lelio Alfonso, uno dei responsabili della comunicazione del governo Prodi, per avere qualche dettaglio in più su budget e costi di Italia.it.
Dall’ audizione del Capo Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie apprendiamo ora che non tutto fu chiarito a dovere. Ma questo, naturalmente, non ci sorprende, anche perchè nemmeno davanti ad una commissione parlamentare il funzionario ha voluto fare la dovuta chiarezza.
Una lettura attenta (od un’ascolto) dell’audizione del Capo Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie, Ciro Esposito, presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati consente di scovare qui e là qualche piccola e qualche più interessante novità sulla vicenda del mitico portalone.
Leggendo o ascoltando la sublime e deliziosa vaghezza nel narrare in sede di audizione alla X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, si traggono qui e là nuovi interessanti spunti e dettagli sul passato e sul futuro del portalone ciofeca (appellativo di Guido Pasi, assessore al turismo della regione Emilia Romagna).
Volendo dar credito a quanto dichiarato dal Capo Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie durante l’audizione del 19 settembre u.s. alla X Commissione Attività Produttive della Camera, 15 regioni e le due provicie autonome di Trento e Bolzano avrebbero già firmato la convenzione con il DIT per ottenere l’erogazione dei finanziamenti “regionali” del portale italia.it .
L’altro ieri 19 settembre alle ore 15:00 si è svolta presso la X Commissione Attività produttive della Camera un’ indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 29 marzo 2001, n. 135 concernente la riforma della legislazione nazionale sul turismo. Audizione di rappresentanti del Portale Italia.it. e di rappresentanti del Touring Club Italiano.
L’audizione, durata un’ora circa, è stata ripresa in audio da Radio Radicale (grazie di esistere!) e può essere ascoltata integralmente QUI.
Se avete letto questo post e avete sottoscritto la lettera di richiesta per l’apertura di un’indagine sulla vicenda di italia.it sapete che di tutta la questione è stata informata anche la Commissione Europea.
La lettera era stata inizialmente inviata alla Direzione Generale Salute e Protezione del Consumatore (questioni relative ai consumatori) che, dichiarando la propria incompetenza nel merito, l’aveva trasmessa alla Direzione Generale Impresa e Industria (che avrebbe competenza anche in materia di turismo).
Anche la regione Marche, dopo Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Campania ha approvato lo schema di convenzione con il DIT per il cofinanziamento dei progetti destinati alla realizzazione di contenuti digitali di interesse turistico nel portale “Italia.it”.






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