Stai sfogliando l'archivio mensile di dicembre 2007.
Il 16 luglio scorso il blog aveva inviato questa lettera per conoscenza anche al Garante della Concorrenza e del Mercato. Due giorni fa l’Autorità ha risposto in raccomandata con avviso di ricevimento.
Scandaloitaliano pubblica un eccellente post di Lorenzo Spallino sui due pareri che l’Avvocatura Generale dello Stato ha espresso nell’ intricata e scandalosa vicenda del portale italia.it il 16/08/2006 e poi il 22/09/2007, dopo l’invio del rapporto della commissione di indagine Nicolais .
È solare lo stupore dell’Avvocatura dello Stato per la superficialità, il dilettantismo, la disattenzione con cui è stato gestito un appalto di servizi in tema di nuove tecnologie per un importo di poco meno di dieci milioni di euro…

A seguito del parere dell’Avvocatura, che ipotizza un probabile danno erariale, il ministro Rutelli ha inviato il tutto alla Corte dei Conti il 15 ottobre 2007.
Il rapporto: [RelazioneDellaCommissioneIndagine_PortaleItaliaIt.pdf - 274 Kb]
/fonte: LaStampa.it
Leggete, scaricate, diffondete, commentate !! –[ Italia.it, tutto chiaro ]
Primi commenti:
italia.it: la genesi del disastro
italia.it: fallito per sottostima dei costi e niente sprechi
italia.it: ecco la piattaforma tecnologica
italia.it: la prescrizione di accessibilità c’è
Sulla stampa:
Portalitalia o Sprechitalia? – Flavia Amabile – LaStampa.it
Le indiscrezioni sulla relazione della commissione d’indagine già pubblicate:
La gallina dal portale d’oro – Flavia Amabile – LaStampa.it
Portale d’oro, Rutelli ai giudici:
“Intervenite, è stato solo uno spreco” – Flavia Amabile – LaStampa
Il flop del portale Italia.it arriva alla Corte dei Conti – Mariano Maugeri – Sole24Ore
Portale Italia. Visita guidata agli sprechi – Sergio Rizzo – Corriere Economia
Firma !
La pubblicazione del rapporto della commissione di indagine Nicolais delinea finalmente, con buona chiarezza, la vicenda di italia.it.
La lettura del documento, insieme alle recenti dichiarazioni del senatore Lucio Stanca alla X Commissione del Senato e ad altri elementi che scandaloitaliano e millionportalbay hanno scovato e ricostruito in questi mesi, consente una ricostruzione precisa, dettagliata e decisamente verosimile dei fatti.
La fase iniziale di italia.it, di cui si racconta qui, è di particolare importanza, tanto che la commissione d’indagine e poi l’Avvocatura dello Stato concludono che proprio gli eventi dei primi mesi finiranno per condizionare pesantemente il seguito, determinando di fatto il fallimento del progetto.
Lo so che sembra incredibile, ma la commissione d’indagine del portale Italia.it, nella sua relazione, riesce a sostenere questa tesi: che il progetto sia fallito anche per probabile sottostima dei costi e che non si siano affatto verificate “spese allegre” o ingiustificate.
Verificare per credere alle pagg. 28-29 del documento, paragrafo 13) Precisazione sui costi.
Nel silenzio e/o nelle mezze ammissioni che hanno avvolto il progetto italia.it, mancavano sino ad ora notizie e informazioni sulla piattaforma tecnologica utilizzata. Il rapporto della commissione Nicolais, pur se in modo non completo ed approfondito, apre uno squarcio di luce anche su questo. Se ne parla alle pagine 30-32.
Sul tema dell’accessibilità del portale italia.it si sono aperte, sin dal momento della pubblicazione, grandi polemiche. Inizialmente italia.it era visibilmente non accessibile e fu lo stesso raggruppamento d’impresa a riconoscerlo.
Per la fine del mese di aprile 2007, con il supporto della fondazione ASPHI onlus, nel cui consiglio direttivo siede Andrea Pontremoli, Presidente ed AD di IBM Italia SpA, ci si pose l’obiettivo di raggiungere la piena conformità ai requisiti tecnici, elemento obbligatorio secondo la legge 4/2004 (legge Stanca) per i portali della pubblica amministrazione.
Di recente il ministro Luigi Nicolais ha replicato a due distinte interrogazioni parlamentari a risposta scritta inerenti la vicenda del portale italia.it.
La prima, formulata il 29/05/2007 dal deputato Riccardo Migliori (AN), ha avuto risposta il 12/11/2007.
La seconda, formulata il 02/05/2007 dal deputato Giorgio Jannone (FI), ha avuto risposta il 29/11/2007.
Le due interrogazioni sono piuttosto diverse, ma le due risposte presentano una curiosa particolarità.
Se avete affrontato impavidi gli ultimi due post, vi consiglio ora di rinfrancare lo spirito con questo pezzo di scandaloitaliano.








Commenti recenti