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Se il centrodestra tornerà presto al governo come sembra, e se avrò ancora la possibilità di occuparmene, rimetterò subito in funzione Italia.it.
E’ da lì che bisogna ripartire, seppure con le opportune modifiche.
[fonte: Lucio Stanca su Economy]
[UPDATED - 31/01/2008]
Depositata il 24/01/2008 l’ interrogazione a risposta scritta 4/03357 del senatore Stefano Morselli.
Spunta anche una nuova interrogazione a risposta scritta 4/06166 (23/01/200
del deputato Fabio Rampelli (AN) indirizzata direttamente alla Presidenza del Consiglio.
Qui tutte le interrogazioni parlamentari a risposta scritta su Italia.it.
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Dopo il deputato verde Massimo Saverio Ennio Fundarò che ha preannunciato un’interrogazione parlamentare sulla chiusura di Italia.it, per par condicio, ci voleva un senatore.
Pronti.
Luca Carlucci di scandaloitaliano ha rilasciato un’intervista al blog appunti digitali sullo “scandalo italiano” che continua: qualche previsione sul futuro di italia.it e su quello del blog di cui è fondatore e “master contributor”.
Venerdì scorso il programma Le Iene ha mandato in onda un servizio sul portale italia.it. Qui il video, sul sito delle Iene. Oppure qui, sulla TV di Beppe Grillo.
Piccolo restroscena: Mauro Casciari, autore del pezzo, il 21 gennaio scorso aveva scritto a scandaloitaliano informando di essere a Roma alla ricerca dei ministri Rutelli e Nicolais e di avere bisogno urgente di immagini e/o salvataggi del sito o di parte di esso, almeno l’home page.
E’ stato chiaramente reindirizzato sulla wayback machine.
Il portale italia.it ha chiuso, ma le Regioni non intendono rinunciare ai 21 milioni di euro che spetta[va]no loro.
La conferma arriva da Enrico Paolini, assessore al turismo della regione Abruzzo, coordinatore degli assessori al turismo regionali e vice presidente di ENIT.

… ed ora non è più accessibile. [post 113]
In coincidenza con la pubblicazione del portale italia.it (23 febbraio 2007)
il governo Prodi entrò in crisi, a causa del famoso proclama di D’Alema
“altrimenti tutti a casa” sulle note questioni di politica estera.
Ora il portale ha chiuso e il governo è andato in crisi un’altra volta (ben noti i motivi).
Semplici coincidenze o ’sto portalone, tra le tante, porta pure un po’ sfiga?
Ha cominciato il presidente di Confturismo-Confcommercio e Federalberghi, Bernabò Bocca.
Lo ha seguito il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti.
Va giù duro il presidente di Anbba, associazione nazionale dei B&B e affittacamere, Stefano Calandra.
[UPDATE - 24/01/2007]
Chi non ricorda una giovanissima Yvonne Sciò nel mitico spot anni 80 della SIP (oggi Telecom) ?
Proprio Telecom, nelle intenzioni del DIT, sarebbe diventato il nuovo gestore di Italia.it .
Ma a quanto pare l’ira funesta del Rutelli ha poi sconvolto i piani e indotto il DIT a “procedere ad un momento di ripensamento“. Culminato in questi giorni nella messa off-line del portale.
Se avete letto questo post che risale al 29 novembre scorso, forse vi è rimasta la curiosità di sapere cosa avesse replicato allora il ministro Rutelli. Alla luce degli eventi di questi giorni, cioè dell’ inattesa chiusura del portale italia.it, vale la pena di leggere (od ascoltare) cosa affermasse il ministro dei Beni Culturali (con delega al turismo) poco meno di due mesi fa.
C’è una piccola perversa soddisfazione nel vedere come la rassegna stampa di ENIT di oggi (.pdf 3,3 Mb) raccolga integralmente il pezzo di ieri di Punto Informatico, con una citazione nella chiosa finale
“… Perché Italia.it non è e non è mai stato un portale, non è un progetto, non sono contenuti, non è interesse comune, non è collaborazione, non è miglioramento.
Italia.it è solo tanto denaro pubblico, interessi di combriccole e un oceano di incompetenza”.
che mi sembra di aver gia letto da qualche parte.
Rileggere oggi quanto scriveva scandaloitaliano il 28 febbraio 2007, cinque giorni dopo la pubblicazione in pompa magna del portale italia.it alla BIT 2007, suona quasi profetico.
Dopo il lancio Ansa di due giorni fa e la nota uscita dall’ufficio stampa di Rutelli
per invitare chi cercasse “responsabilità per l’inefficacia della soluzione tecnologica e l’incongruità dei finanziamenti” a rivolgersi “al governo della passata legislatura”
pareva assai strano non arrivasse una replica dall’ideatore e strenuo difensore del progetto, il senatore Lucio Stanca.
E’ arrivata.
Luca Carlucci, su scandaloitaliano, spiega perchè il peggio deve ancora venire.
Quoto.
La notizia della chiusura del portale italia.it viene lanciata dall’Ansa alle 11:37 di oggi.
E’ tempo di protagonismi e prontamente insorge quindi il Codacons con annuncio ufficiale.
Doveva succedere, è successo.
La chiusura “alla chetichella” del portale italia.it è stata occasione immediata per l’annuncio di una nuova interrogazione parlamentare, l’ennesima. Questa volta il deputato “curioso” è Massimo Saverio Ennio Fundarò dei Verdi.
Dal suo sito ci fa sapere che per cambiare le cose basta un sorriso (sì… vabbè).
All’agenzia stampa Prima ha invece preannunciato l’imminente interrogazione .
[UPDATE 19/01/2008] - pronti a ricominciare !
Anna Masera su LaStampa.it di oggi annuncia il de profundis definitivo per Italia.it.
A quanto pare ieri sera verso le 19.00 sarebbe stata decisa e decretata la fine ingloriosa del portale ciofecone direttamente dal DIT e dal ministro Luigi Nicolais. Naturalmente nessun tipo di annuncio sul sito del Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella P.A.
Zitti zitti hanno spento il portale e buonanotte (ma i link sul sito governativo ci sono ancora tutti).

LaStampa.it ha aperto un forum (ora chiuso) per raccogliere segnalazioni e candidature delle web celebrità italiane 2007.
Dall’ epifania 2008 doveva essere aperto un instant poll (che ancora non si è visto) per raccogliere quelle più gettonate e procedere all’elezione “ufficiale”.
Sul forum sono arrivate 30 segnalazioni e nessuna dico nessuna è per il nostro beneamato ciofecone.
Ma come !?!!
[UPDATE 13/01/2007]
E’ dell’ ottobre 2004 il progetto tecnico-scientifico della Scuola Normale Superiore di Pisa. Del giugno 2005 la pubblicazione dei bandi di gara. Del luglio 2006 la prima versione del prototipo. Del dicembre 2006 la presentazione della seconda versione del prototipo.
Il lancio portale era previsto per aprile 2007, poi rimandato (con scarno annuncio, misteriosamente scomparso) a dicembre 2007.
Confermata a LaStampa dalla responsabile del progetto Rossella Caffo la disponibilità on-line entro la fine anno 2007, ma con partenza “un po’ in sordina”.
Stessa scadenza dichiarata già da tempo dall’ OTEBAC.




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