italia.it: fine ingloriosa. Ora chi paga?
Pubblicato da frap1964 su 18 Gennaio 2008
[UPDATE 19/01/2008] - pronti a ricominciare !
Anna Masera su LaStampa.it di oggi annuncia il de profundis definitivo per Italia.it.
A quanto pare ieri sera verso le 19.00 sarebbe stata decisa e decretata la fine ingloriosa del portale ciofecone direttamente dal DIT e dal ministro Luigi Nicolais. Naturalmente nessun tipo di annuncio sul sito del Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella P.A.
Zitti zitti hanno spento il portale e buonanotte (ma i link sul sito governativo ci sono ancora tutti).

Cinquemilioniottocentocinquantunomilatrecentocinquantacinque euro + un altro milioneduecentotrentasettemila per il solo studio di fattibilità + un bel centomila ancora per il solo sgorbio del cetriolone. Totale: 7.188.355 euro e probabilmente qualcosina d’altro ancora (vedi alla voce: anticipi del 10% per convenzioni già sottoscritte con le Regioni, certificazioni e verifiche per accessibilità, spese varie ed eventuali, ecc. ecc.)
Gettati al vento definitivamente.
Complimenti.
Lucio Stanca, padre putativo e strenuo difensore del progetto, il 29 novembre 2007 in audizione alla decima commissione permanente Industria, Commercio, Turismo del Senato: “Cioè, mettiamo a tacere… perchè sennò i cervelli vanno all’ammasso con questa storia degli sprechi… gli sprechi ci sono… In questo caso non ci sono!” e “Cioè dal punto di vista tecnico è validissimo” .
Progetto fallito per sottostima dei costi e nessuno spreco secondo il rapporto della commissione d’indagine del ministro Nicolais.
Il ministro Rutelli è “un esempio raro e unico di trasparenza ed efficienza”, secondo Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze; vincitore del Tourism, Business and Culture Award alla BIT 2007, premio speciale come “uomo dell’anno per il turismo”. Motivazione: per le attività intraprese in questi mesi a favore del turismo. Tra cui spicca luminoso e immemorabile l’accorato appello (con backstage) “Pliiz visit the websait bat pliiiz visit Italy“, improvvisato lì per lì. Per dirla con le sue parole: “...ed è diveeeentata una leeeeggenda questa storia…“.
Italia.it: nel 2008, il portale col sorriso, secondo Eugenio Magnani, direttore generale di ENIT.
Sorriso indecifrabile, forse poco più di un lazzo.
[UPDATE 19/01/2008]
E il resto dei 58,1 milioni di euro del budget di progetto che fine fa ?
“il resto, spiega Ciro Esposito, capo del dipartimento per l’Innovazione della presidenza del Consiglio, “rimane nelle casse in attesa di ricominciare, di fare qualcosa di diverso insieme alle Regioni”. “In questi mesi (da febbraio 2006 a dicembre 2007) - aggiunge Esposito - abbiamo cercato di migliorare l’offerta, di rilanciare il portale chiedendo il contributo delle Regioni. Ma le polemiche sull’efficacia del sito web hanno avuto la meglio. Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa“. (Agr)
Insomma, è colpa nostra.
Va bene. Ma ora chi paga?
Risponde Il Legno storto.
Corte dei Cooooooooontiiiiiiiiiiii, se ci sei batti un colpo !!
P.S. Ora più che mai, FIRMA !
P.P.S Negli ultimi sei mesi il sito ha svolto la sua funzione in modo davvero egregio, anche nel confronto con il sito di ENIT.
Il picco di accessi coincide con l’annuncio di chiusura del portale da parte di Rutelli.

P.P.P.S. Per i nostalgici ormai c’è solo la wayback machine.


19 Gennaio 2008 a 2:12 am
Invece del tradizionale messaggio di Mozilla Firefox “Impossibile visualizzare la pagina”, proporrei una variante: ’sto sito nun se pò vede. Condoglianze al fallo dell’incredibile Hulk.
19 Gennaio 2008 a 3:06 am
Quasi incredibile!!
Una storia da raccontare ai nipoti.
Una conferma che la insanabilità di una posizione, ripetutamente denunciata, da una parte e un metodo corretto dall’altra, fatto di documenti, commenti su fatti reali e conseguenze tratte sempre in maniera “corretta” (per quanta vis polemica ci fosse) lasciano veramente, loro si, il segno. In questo stile mi riconosco!
La relazione di Rutelli (come Ministro, piantiamola di fare stupide battute sulla persona, troppo scontate) alla Corte dei Conti speriamo segua il normale corso e future azioni da parte della amministrazione centrale,siano maggiormente ragionate, qualitativamente valide e economicamente giuste. E che non siano ad “assegnazione (di fatto) diretta”.
Ritorno a dire che non rispettare questo “modus operandi” potrebbe creare (se non ha già creato) all’interno anche di questo blog fratture insanabili.
Esigo che questa serietà nell’azione di valutazione e, nel caso, denuncia, sia il marchio di fabbrica. Che post o commenti “fuori seminato” o se vogliamo dirla tutta “considerazioni qualunquistiche” non facciano parte del patrimonio di questo blog. O che siano adeguatamente stigmatizzate.
Diversamente, ma non credo di provocare drammi personali, consideratemi fuori. Da questo post, se necessario.
Ho scritto (in privato agli altri 3 contributori) che è un problema etico, di correttezza dell’azione comune. Mi sento di ripeterlo in pubblico perchè ritengo che questo sia stato e debba essere il marchio di fabbrica di questo eterogeneo gruppo composto dai contributori e da tutti coloro che hanno, a vario titolo, partecipato.
19 Gennaio 2008 a 6:50 pm
Si possono chiedere i semi del cetriolone?
19 Gennaio 2008 a 6:57 pm
Sì, ma è erba cattiva: non muore mai.
19 Gennaio 2008 a 8:08 pm
Sono dell’opinione che la schermata “Impossibile visualizzare la pagina” sia ADDIRITTURA più triste (e non è facile) del calzascarpe verde. Magari se italia.it era troppo difficile potevano limitarsi a Ladispoli.it, un sito 10000 volte più piccolo di quanto ci fecero credere, ma meglio di NIENTE. Fare NIENTE con tutti quei soldi era pure più difficile che fare italia.it. Forse sono troppo cattivo lo ammetto… Consoliamoci, almeno la chiusura fara sì che non costerà altri soldi, fino al prossimo scandalo.
19 Gennaio 2008 a 8:11 pm
Il malato è morto! Bene!
chi ha spento l’interruttore, dove sono i milioni investiti fino ad ora, quanto hanno preso (o sborsato) le Regioni, eccetera eccetera.
E la redazione? Che fine fa la redazione? Sarà l’ennesima vittima silenziosa di questa tragicomica vicenda?
E’ obbligatoria una comunicazione ufficiale che spieghi a tutti gli italiani (le cui tasche hanno finanziato il bel portale…
Non può essere seppellito tutto!!!!!!
Così, nell’etere…
Giorgio
20 Gennaio 2008 a 10:22 am
[...] di Italia.it anche molta amarezza. Rimangono tante considerazioni, ben delineate dagli amici di The Million Portal Bay, sul fatto che questo progetto fallimentare fallito è costato milioni e milioni di euro: [...]
20 Gennaio 2008 a 12:47 pm
E’ una vergogna !!
21 Gennaio 2008 a 7:52 pm
[...] Solo una dichiarazione del Capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, raccolta dall’Ansa: “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro” ha spiegato “bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. In effetti, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne restano altri 38 a disposizione. Quanto basta a generare un nuovo “mostro”? È quello che temono diversi blogger italiani. “Molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male” scrive TomStarDust. “Ora chi paga?” si chiedono gli autori di The Million Portal Bay. [...]
24 Gennaio 2008 a 4:59 am
[...] ma ci pensi… ma quanto ci costi?italia.it: rassegne stampa, e[c]citazioniWeb extra-lussoitalia.it: fine ingloriosa. Ora chi paga?italia.it: tutto chiaro. Ecco il rapporto della commissione Nicolais.Progettoitalia.it - La [...]
7 Febbraio 2008 a 8:08 pm
[...] di quanto auspicato dal Senatore interrogante, il Governo ritiene che il Portale «Italia.it» non debba essere chiuso ma possa divenire realmente, attraverso la rete Internet, il volano dell’offerta turistica [...]