Stai esplorando gli archivi giornalieri per 4 ottobre 2008.
C’era una volta un portale da 58 milioni di euro, ma ora non c’è più: un progetto faraonico che prima o poi dovrebbe risorgere – dicono – però al momento tutto tace negli uffici brambilleschi (MVB).
C’erano anche venti regioni che si eran spartite una torta da 21 milioni di euro; la fetta più grossa, 1.678.400 euro, doveva toccare al Veneto.
Quello tradizionalmente operoso, ma soprattutto il territorio che vanta sistematicamente il maggior numero di presenze turistiche ogni anno (diverse decine di milioni, quasi 60 nel 2006).
Fu certamente per questo che quindici giorni dopo il catastrofico debutto del portalone (22 febbraio 2007) l’allora vicepresidente del Consiglio Regionale Veneto, il leghista Luca Zaia, assessore alle politiche dell’agricoltura e del turismo, che di lì a poco più di un anno sarebbe stato miracolosamente catapultato sulla poltrona nazionale di ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, prese carta e penna e dettò un vibrante comunicato stampa di protesta indirizzato all’allora ministro con delega al turismo Francesco Rutelli:
Sono con la presente a chiederti di intervenire e prontamente oscurare le pagine dedicate alla regione Veneto nel portale sul turismo italiano http://www.italia.it
…
per tutelare l’immagine del Veneto prima che i danni diventino irreparabili.






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