Sono almeno due mesi che il sottosegretario al turismo MVB va dichiarando più o meno ai quattro venti quale sarà la vera novità del portale Italia.it 2.0: nel concreto, per quel che si è capito sinora, nessuna.

Chi conosce la vicenda del portalone sa perfettamente che il progetto originario dell’allora ministro dell’Innovazione Lucio Stanca prevedeva:

a) la creazione di una mega-vetrina collettore di contenuti essenzialmente provenienti dai portali turistici regionali + nuovi contenuti “nazionali”;
b) la realizzazione di una super piattaforma di booking basata su “avanzati” sistemi di Destination Management, in teoria dedicata essenzialmente alle “piccole strutture ricettive”;
c) il coinvolgimento nel progetto oltre che delle Regioni, anche della maggior parte delle amministrazioni centrali dello Stato: dal Ministero degli Esteri a quello dell’Ambiente, dai Beni Culturali all’Istruzione, dalle Attività Produttive all’ Agricoltura e Politiche Forestali.

Sul secondo punto il passato governo Prodi, vista la contrarietà delle associazioni di categoria, innestò la retromarcia a tutta forza

DECRETO 3 agosto 2007
Individuazione di progetti da finanziare, ai sensi dell’articolo 27,
commi 1 e 2, della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
IL MINISTRO PER LE RIFORME E LE INNOVAZIONI NELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE

Art.1

2. Le risorse non impegnate o che saranno disimpegnate dal Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie a valere sulle assegnazioni ai Progetti “Scegli Italia – sistema di prenotazione e
portale”
, “Scegli Italia – contenuti digitali” approvati con decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 28 maggio 2004, e al Progetto “Turismo – promozione del portale Italia.it”, approvato
con decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie del 22 luglio 2005, con esclusione della quota parte delle predette assegnazioni destinata con decreto 7 marzo 2006 dello stesso Ministro
a progetti presentati dalle Regioni, sono destinati anche alla migrazione verso il nuovo modello gestionale del portale, alla gestione e mantenimento, anche evolutivo, nel triennio 2008-2010,
della piattaforma tecnologica.

Poi però, per completare degnamente l’opera, firmò anche coraggiosamente un atto transattivo da 5.851.355 euro con il raggruppamento temporaneo d’impresa di allora (IBM, ITS, Tiscover); accettando la consegna e poi collaudando un portale turistico con contenuti, traduzioni e quant’altro che definire di livello penoso sarebbe (a dir poco) un complimento.
Siccome poi le imprese avevano ben lavorato e dispiaceva molto chiudere subito tutto, si decise pure una proroga semestrale del contratto dai costi aggiuntivi tutt’ora ignoti. Poi il 17 gennaio 2008, zitti zitti, spensero tutto.
E le associazioni di categoria naturalmente insorsero.

Tornando per un momento ai primi mesi del 2005, va ricordato che dopo l’annuncio del mega-portalone da 140 milioni di euro (poi ridotti a 45 e in seguito risaliti a 58) ed a gara ormai espletata, insorse bellicosa qualche associazione di categoria. Ai tempi dei tempi (marzo 2005) la FIAVET (Confturismo): l’allora presidente Tozzi, nel corso del convegno “Turismo: risorsa primaria”, chiese provocatoriamente se con il portale vaticinato dal ministro Stanca

“gli agenti di viaggio italiani saranno assunti dallo Stato o è prevista la loro rottamazione”.

L’allora ministro dell’Innovazione rispose sdegnato sul sito istituzionale:

Il portale nazionale del turismo non è contro gli operatori del settore ma, anzi, è un supporto ed uno strumento ormai insostituibile“.

Dopo i recenti e ripetuti annunci brambilleschi ci si era oggettivamente chiesti: come mai stavolta non protesta nessuno?

Pronti! ;-)

A pochissimi giorni dalla presentazione, ancor prima di conoscere tutti i dettagli del progetto, interviene il presidente di Confindustria Assotravel, Andrea Giannetti:


tengo a ribadire quanto sostenuto in tutte le occasioni in cui il tema è stato affrontato ed in particolare durante i lavori della commissione interministeriale che se ne è occupata.
[ndb: sì, ma parliamo di quattro anni fa…]

Non condividiamo affatto che si realizzi con i soldi pubblici un portale finalizzato alla commercializzazione diretta del prodotto turistico. Sia perchè sarebbe una concorrenza sleale nei confronti di imprese (grandi e piccole) che hanno realizzato importanti investimenti in questo campo sia on line che attraverso canali più tradizionali. Sia perchè ritengo che ognuno debba svolgere il proprio mestiere

Sono certo che il sottosegrario Brambilla rivedendo l’apertura sui compiti di commercializzazione del portale italia.it terrà conto della realtà delle imprese e del mercato: due scenari che conosce molte bene provenendo da questi ambiti.

Rivedendo l’apertura?

Per lo sforzo intrapreso nell’adeguare l’eloquio al politichese da prima repubblica cosa si può dire?
Davvero commovente.

Il fiorentino Presidente, già entusiasta per la nomina di M.Marzotto all’ENIT e titolare di un’agenzia viaggi a Firenze dal nome internescional che è tutto un programma, Follow me (eccome no!) prova disperato, ma un po’ tardivo, a difendere gli interessi di bottega dei suoi associati (e suoi).

Ciò che lascia stupefatti in questo genere di dichiarazioni è l’assoluta assenza di prospettiva e/o di quel minimo di visione collettiva dell’interesse reale del settore turistico e/o del Paese.
Qui nemmeno si immagina che sia tecnicamente possibile realizzare un sistema di booking frontend,  che lasci poi all’ utente finale la scelta di decidere a chi destinare effettivamente la prenotazione: un po’ come si fa quando si vuol comprare un prodotto online.
Intanto però qualcuno spieghi all’Assotravel che le aziende di intermediazione nel campo turistico se non sapranno trovare motivi concreti per convincere i loro clienti a riconoscere – creandolo – un reale valore aggiunto al loro lavoro, in prospettiva vedranno seriamente ridimensionato il loro ruolo; che lo vogliano o meno.

Accanto a questi innovatori spinti dell’hospitality online, dal fronte opposto, ci sono i “guru del mobile 2.0“.

“Crediamo nelle capacita’ della Brambilla ma, trattandosi di pubblico, non crediamo nei suoi consiglieri ed esperti che dovrebbero portare avanti questo progetto – dichiarano i due guru del mobile 2.0 – Ci sembra, ancora una volta, ma ci siamo abituati, anacronistico parlare di portale web classico senza immaginarne uno in mobilita’. L’Italia dovrebbe stare in tasca a tutto il mondo e questo e’ possibile solo con un portale creato per il mobile. L’idea di un portale promotore dell’Italia con spunti commerciali e’ cosa vecchia

Anzitutto ci chiediamo come mai gli esperti consiglieri del sottosegretariato con delega al turismo non si siano presi la briga di contattare realta’ ‘mobile oriented’ prima di dare il ‘la’ all’operazione.
Vorremmo ricordare ai ‘fantastici’ consiglieri della Brambilla che il Giappone, giusto per citare una nazione tecnologicamente evoluta, sta finanziando aziende e privati per il passaggio totale dall’informazione fissa a quella in mobilita’. E vorremmo ricordare, sempre ai ‘fantastici di turno’ che il pc non e’ la tv che entra in tutte le case ma uno strumento di nicchia, a differenza del cellulare che e’ in tasca a tutti. Non amiamo fare citazioni ma qui e’ il caso di rivolgersi a Stephen King: ‘A volte ritornano'”.

Come facciano i “guru” ad escludere a priori che non sia stato previsto nel progetto anche un canale “mobile” lo sanno solamente loro.
E vabbè, pure questi a tirar l’acqua al loro mulino (ma con un po’ di acrimonia).
Io però francamente non credo che sceglierei una destinazione turistica navigando sul mio cellulare.
Mentre sfruttando GPS e capacità multimediali dei telefonini si possono certamente ipotizzare interessanti applicazioni nel settore.

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