You are currently browsing the category archive for the 'ICT.it' category.
Sono davvero curioso di conoscere i risultati della ricerca che sarà presentata il 15 gennaio 2009 a questo convegno di AICA e SDA Bocconi.
Speriamo che poi li pubblichino da qualche parte.
UPDATE: qualche e-mail all’ufficio stampa della Funzione Pubblica, una e-mail diretta al ministro Brunetta, una successiva telefonata (da numero protetto) sul mio cellulare da parte dell’ ufficio stampa del ministro per assicurarmi che la vignetta sarebbe stata prontamente pubblicata.
Perchè originariamente non c’era, pur essendo stata spedita il 6 agosto, ma il problema tecnico era che… “siamo stati inondati…”.
Ora è lì che campeggia con il numero 364 in mezzo a tutte le altre.
Essendo le vignette pubblicate in stretto ordine alfabetico per autore questa è attualmente l’ottava (giusto per la precisione… eh! ).
Votate, votate, votate !!
Che se vinco il “Brunetta d’oro” e mi invitano a Roma, con l’occasione chiedo al ministro se ci pubblica gli atti di gara del portale Italia.it, o almeno se riesce a farci sapere finalmente una volta per tutte quanto è davvero costato ad oggi ’sto benedetto portalone (magari prima che torni Lucio Stanca).
Secondo il Corriere della Sera di oggi (pag. 10-11, foglio 2), a settembre Lucio Stanca verrà nominato ministro dell’Innovazione tecnologica. Prepariamoci quindi alla nascita e/o riedizione di nuovi/vecchi progetti informatico-faraonici.
Anche Michela Vittoria Brambilla verrebbe “promossa” a ministra, grazie alla rinascita del Ministero del Turismo, peraltro già abolito con referendum popolare nel 1993 con l’ 82,30% dei consensi su un totale di trentaquattromilioniseicentosettantaduemilaquattrocentoventisei voti validamente espressi (34.672.426).
Il totale votanti fu di 36.863.866, i sì all’abrogazione 28.528.528, praticamente oltre la metà degli italiani di allora).
Quando si dice rispetto della volontà popolare.
P.S. : e siccome non c’è due senza tre, Ferruccio Fazio diverrà ministro della Salute.
Gli italiani hanno una vera e propria fame d’innovazione e appaiono ben più lungimiranti di chi amministra la cosa pubblica.
…
La domanda It della PA è scesa nel 2007 di -0,6%, oscillando negli ultimi anni intorno a un’asfittica quota di 3 miliardi di euro. Ma la riduzione della spesa informatica riguarda solo la parte che viene posta sul mercato. Oltre la metà, infatti, pari a 1,5 miliardi di euro, finisce direttamente nelle casse delle società pubbliche in house, cifra che cresce di oltre 100 milioni di euro l’anno. I risultati di un’informatica che continua a essere applicata al di fuori di ogni criterio concorrenziale, scelta non attraverso selezioni sulle migliori offerte, ma per aumentare l’occupazione politica del mercato, si vedono in un e-government che non decolla, anzi arretra: i siti pubblici, infatti, sono gli unici il cui utilizzo è in netto calo.
…
il quadro che emerge è quello di un fallimento della politica pubblica sull’informatica. Così invece di essere uno stimolo dello sviluppo, come avviene in tutte le economie mondiali che affrontano la globalizzazione come un’opportunità di sviluppo, l’informatica pubblica frena gli slanci d’innovazione del Paese.
/Rapporto Assinform 2008- Ennio Lucarelli








Commenti Recenti