La notizia è di un mesetto fa (11 aprile), ma visto che la stampa “ufficiale” di italia.it non se ne è mai occupata seriamente…

Si tratta di alcune dichiarazioni del ministro Rutelli in occasione di un vertice a Palazzo Chigi sul turismo e di cui è possibile leggere su Turismo e Finanza; sono qui riportate integralmente (in replica alle accuse sugli elevati costi del portale italia.it):

Tutto quello che è stato scritto non è vero: finora non è stato speso un centesimo per il portale italia.it. Le risorse dovranno essere attribuite attraverso una procedura”.

Sempre su Turismo e Finanza si apprende che:

Nei giorni scorsi il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio aveva emanato un comunicato in cui ribadiva che per il portale non era stato speso nemmeno un euro: “non è stata ancora erogata alcuna somma al ‘raggruppamento temporaneo di imprese’ che si è aggiudicato la gara per la realizzazione del portale Italia.it. In altri termini -affermava il Dipartimento- è falso quanto più volte riportato da diversi organi di informazione, nonostante le precisazioni diffuse da diverse settimane e cioé che per il portale sarebbero stati spesi 45 milioni di euro”. La nota concludeva ribadendo che ”sebbene, infatti, risultino finora impegnati fondi per circa 4 milioni di euro, non è stata ancora speso un solo euro per Italia.it”. [nota: e il milione di euro di cui ha parlato QUI l’ amministratore delegato di Innovazione Italia ?]

”Abbiamo tratto questo progetto dalle secche in cui si trovava e a febbraio lo abbiamo mostrato -ha detto ancora Rutelli- chiarendo che la versione ufficiale del portale sarà quella che sarà presentata alla Bit dell’anno prossimo. E’ un cammino che deve crescere e migliorare”.

Il comunicato a cui si fa riferimento è probabilmente quello del 05/04/2007, in cui si chiarisce ben poco, ma in compenso si annuncia l’istituzione di una fantomatica commissione d’inchiesta, che in tempi brevi avrebbe dovuto far luce sulle criticità.
Ma a distanza di oltre un mese tutto giace nel silenzio più assoluto
.
Le precisazioni cui si fa riferimento sono forse queste, reperibili (tutt’altro che facilmente) sul sito http://www.regioni.it .
Ma chi le ha mai lette ? A parte il fatto che dicono ben poco.
La “procedura” citata sopra è probabilmente la convenzione con le Regioni di cui si è informato in un post precedente.

Alzi la mano chi ha mai sentito Rutelli dire che “la versione ufficiale del portale” sarà presentata solo nel 2008.
Si consiglia (anche il ministro) di andarsi a rivedere la conferenza stampa del 21/02/2007 (sito del governo – presentazione nuovo logo It), in cui Rutelli dichiara, testuali parole, …

“tra gli impegni che il governo si è preso e che mantiene in queste due giornate 21 e 22 di febbraio c’è la presentazione che avverrà domani a Milano alla Borsa Internazionale delTurismo del portale italia.it. Anche questo è stato il frutto di una fortissima collaborazione tra il governo e quindi l’ufficio del turismo… il dipartimento per il turismo e la Presidenza del Consiglio, il Ministro Nicolais che ha lavorato sodo su questo e sarà domani a Milano a presentarlo con me, il quadro delle Regioni italiane…
da domani inizia la fase di release e di promozione che durerà alcuni mesi e poi sarà affidato all’ENIT…”

Un giornalista del “Frankfurter Allgemeine Zeitung” (Pillar) chiede:

“da quando poi i turisti e gli interessati nel turismo in Italia potranno cliccare italia.it e poi trovare direttamente l’albergo nel posto dove desiderano perchè diceva… sta in una release… mi sembra con una cosa temporanea, provvisoria… ancora di prova… e dove erano gli ostacoli perchè so che lei si è battuto già dal primo momento per un sito italiano, dall’inizio del governo… grazie”

Rutelli così risponde:

“da domani saranno accessibili tutte le informazioni, quando dico release significa che noi ci siamo dati un anno di tempo perchè il portale sia definitivo, però come voi vedrete domani il portale già è a un livello avanzatissimo, molto soddisfacente e persino sorprendente se consideriamo che fino a pochi mesi fa eravamo incerti se saremmo riusciti ad aprirlo. Quindi è un sito che è pronto… è un portale che però è pronto a ricevere anche le osservazioni del pubblico. In questo senso è una fase già ufficiale, ma sperimentale, nel senso che il pubblico potrà consigliare miglioramenti, potrà consigliare modifiche da qui ai prossimi mesi quando sarà consegnato all’ENIT, che lo gestirà. Grazie.”

A questo punto si alzano tutti e se ne vanno. E poi sappiamo bene come è andata e cosa effettivamente si sia visto e ci fosse sul portale.

Qualcuno spieghi al ministro cosa vuol dire in inglese e nel linguaggio tecnico release; lui spieghi invece perchè, andando su italia.it, non compaia chiaramente l’avviso che si tratta di un sito in costruzione (a parte un disclaimer a caratteri minuscoli a fine pagina, dove si parla di validazione dei contenuti a carico delle Regioni).

Ma parlando di siti in costruzione, che fine ha fatto quello del DIT ?
Già è vergognoso di per sè che il sito governativo di un dipartimento che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio sia “temporaneamente fuori linea” da oltre un anno.
Se poi si tratta del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, la cosa da vergognosa si fa grottesca e tragicomica.
Dell’era Lucio Stanca di questo dipartimento si può certamente dire e criticare molto, ma almeno era possibile accedere ad un portale su cui reperire delle informazioni sulle attività e sui progetti in corso: insomma, un minimo di trasparenza c’era.
Qui è sparito proprio tutto. Al massimo qualche comunicato ed interviste del ministro qui è là. Ma veri chiarimenti e trasparenza, zero.

Ma come per magia… si legge QUI che da lunedì 21 maggio:

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi sarà il primo “navigatore” del nuovo portale del Governo Italiano (www.governo.it), online dal pomeriggio di lunedì 21 maggio proprio in occasione della visita di Prodi al Forum P.A. che si apre a Roma.
Il portale si presenta con una grafica rinnovata e molti servizi interattivi in più, inclusa la possibilità di scrivere al Presidente e agli uffici del Governo. Si tratta di una doverosa scelta di trasparenza, nel quadro di un sempre maggiore rapporto diretto con i cittadini. A questo proposito, in seguito alla nomina del Portavoce unico, è stato costituita anche la Struttura di Comunicazione del Governo che seguirà appunto le politiche comunicative delle attività dell’esecutivo, mettendo in rete e coordinando la mole di informazioni e iniziative adottate dai singoli Ministeri.
Il nuovo http://www.governo.it è stato interamente realizzato dalle strutture informatiche e redazionali della Presidenza del Consiglio, grazie anche alla preziosa collaborazione del Dipartimento per le Riforme e Innovazioni nella P.A. (che parallelamente inaugurerà lunedì il proprio sito dalla grafica coerente insieme al Dipartimento per l’Attuazione del Programma) e del Cnipa. Questo ha permesso di realizzare il portale a costo zero, ulteriore segnale di efficacia delle strutture interne e di contenimento della spesa.
Le oltre trentamila pagine del portale, che a loro volta danno vita a quelle dei ministeri e dei dipartimenti del Governo contengono le notizie, le documentazioni e i provvedimenti aggiornati anche grazie all’adozione dei feed RSS per una migliore fruibilità da parte degli utenti.

Lunedì si vedrà cosa c’è sul sito del DIT; diversamente è palese che la misura è ormai colma e che occorra dare un chiaro segnale del fatto che uno scarno comunicato ed una finta commissione d’indagine non possano essere una risposta accettabile alle richieste di chiarimento e trasparenza, legittime e sacrosante, di oltre 1500 persone.

A meno di (improbabili) colpi di scena, di qui a poco, da questo blog, partirà una nuova iniziativa di sottoscrizione collettiva per chiedere l’apertura di un indagine sull’appalto e sul progetto di italia.it .

Una richiesta da inviare agli organi inquirenti competenti.
Nella speranza che in questo Paese almeno un briciolo di professionalità sia rimasto in una delle nostre istituzioni di controllo.

Quella del DIT sembra temporaneamente non disponibile, praticamente come il suo sito (… questo, forse, ancora per poco).