Scorrendo l’ultimo libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, La Casta (Rizzoli Editore) mi sono imbattuto a pag. 213 in una curiosità. Dell’ attuale gestione Soru al governo della Regione Sardegna e degli appalti ICT ereditati dalla giunta precedente si legge:

Un appalto per il sistema informatico della contabilità interna concesso a 40 milioni di euro, annullato e rifatto per 8 e mezzo.
Un altro appalto da 8 milioni per il portale internet del turismo, contestato, ricontrattato e concluso per una cifra venti volte più bassa: 400.000 euro.

Questo secondo episodio ha attratto la mia curiosità, così ho deciso di approfondire.
Le cose sono andate un po’ diversamente rispetto a come le dipinge Stella (o Rizzo).
Lo stesso Soru ne parla QUI:

È stato fatto un grande sforzo su un sito che si chiama SardegnaCultura, e su un sito che si chiama SardegnaTurismo, messo on line ripartendo anche dall’esperienza di Visit Sardinia.

Se si tenta di andare su http://www.visitsardinia.it, dopo un po’ compare il classico messaggio “The connection to the server was reset while the page was loading”.
Tuttavia provando a verificare sul database del NIC si trova che il sito è effettivamente registrato dalla Regione Sardegna:

 
Domain: visitsardinia.it
Status: ACTIVE
Created: 2002-06-19 00:00:00
Expire Date: 2008-04-07
Last Update: 2007-04-23 00:02:54
 
Name: REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ContactID: REGI392-ITNIC
Address: Vle Trento, 69
09122 – Cagliari (CA)
IT
Nationality: IT
Phone: +39.07046011
Created: 2007-03-01 10:40:15
Last Update: 2007-03-01 10:40:1

La vicenda di VisitSardinia [nota: …pliis visit auar country…] ha inizio con il bando di gara pubblicato sul B.U.R.A.S (bollettino ufficiale della Sardegna), parte III, n.44, del 7.12.2001 (poi rettificato nel B.U.R.A.S. parte III, n.1 del 10 gennaio 2002) per l’affidamento, con procedura ristretta, dei servizi relativi alla “Progettazione, realizzazione, avviamento, aggiornamento e gestione del Sistema integrato promo- prenotazione “Prodotto Turistico Regione Sarda”.
Il 28.01.2003 (un anno dopo) viene approvata la graduatoria risultante dalla gara e l’appalto è aggiudicato alla S.I.A.P. S.r.l., nella sua qualità di capogruppo del Raggruppamento Temporaneo di Impresa tra la stessa S.I.A.P. S.r.l. e le società ACCENTURE S.p.A, GOLFVACANZE S.p.A. e L’UNIONE EDITORIALE S.p.A. per l’importo di Euro 2.478.232,60 comprensivo di IVA.
Il 18.03.2003 si stipula il contratto di appalto tra la S.I.AP. s.r.l. e l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.
Il provvedimento di aggiudicazione, i verbali della Commissione per la valutazione delle offerte ed il bando di gara vengono tempestivamente impugnati dalla società ELSAG S.p.A. davanti al T.A.R. della Sardegna.
Con sentenza n.545/2003 depositata in data 22.04.2004 il T.A.R. Sardegna annulla il procedimento di gara e di aggiudicazione.
La S.I.AP. ricorre al Consiglio di Stato che accoglie parzialmente e rimanda al TAR.
Nel frattempo la giunta regionale è cambiata e Soru è stato eletto governatore della Sardegna.
Il 7 di luglio entra in scena la Axis di Gianluca Filippi, azienda che non aveva originariamente partecipato alla gara, e scrive a Soru ed all’unione europea.
Così dichiara il titolare al Giornale di Sardegna il 24 ottobre 2004:

“La mia società, la Axis, ha sviluppato e affermato dal 1995 un sito (www.sardegna.com) che è costato 200 mila euro e dà lavoro a 15 persone. Diavolo, con due milioni emezzo di euro si fa un ospedale: altro che sito!”. Invidia? “Ma quando mai. Il nostro è il portale di riferimento del settore turistico in Sardegna. Lo dice il Crenos, dopo una ricerca di mercato. Lo dice il Times on line, che lo usa e lo cita. Come la rivista Turismo e ICT, leader del settore”. Primi, bravi e trascurati? “Non ho partecipato alla gara regionale. Ho reagito quando la Regione ha dato ugualmente il servizio a VisitSardinia benché il Tar avesse annullato la gara. Un pò indignato, per amore di giustizia e anche per difesa”. Filippi non ha dubbi. “Se si favorisce un soggetto privato con i soldi pubblici, è stravolto il mercato. Se la Regione ti fa concorrenza, chiudi e mandi la gente a spasso. Perciò mi sono rivolto all’Unione europea: qui vincevano i forti e i furbi. Non ci sto”.

Pare che la UE nell’occasione non abbia avuto i classici tempi biblici della nostra burocrazia. A metà settembre risponde rilevando che il comportamento della Regione “laddove confermato, risulterebbe difficilmente conforme al diritto comunitario”; con invito a spedire tutta la documentazione per consentire un intervento presso le autorità italiane e per “verificare se sussistono i presupposti per avviare una procedura per inadempimento”, con “passi necessari nei tempi più celeri”.
Gianluca Filippi raccoglie l’intera documentazione e il 12 ottobre la trasmette a Bruxelles.

Il 27 ottobre 2004 la SIAP diffida l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio a rititare il sistema nel frattempo realizzato e richiede il pagamento del corrispettivo previsto nell’ originario contratto. A fine gennaio del 2005 intima il ritiro del sito.

Come è andata a finire ?

Ecco QUI : un anno dopo, con delibera n. 5/9 del 8 febbraio 2006 le parti procedono a transare in via extra-giudiziale.
La Regione riconosce, previa relazione di un consulente tecnico

… che l’importo finale di consistenza di quanto previsto in appalto è quantificato in Euro 1.765.264,47 come meglio descritto nell’allegata relazione tecnica sullo stato di attuazione allegata al presente atto e che, a meno degli acconti già liquidati alla S.I.A.P. S.r.l. nel corso di realizzazione dell’appalto, è ad essa dovuto, a totale definizione del contenzioso, un importo a credito di Euro 732.667,56

Dalle ceneri di VisitSardinia nascerà successivamente www.sardegnaturismo.it, che è poi l’attuale portale del turismo sardo: è disponibile in lingua italiana ed inglese, ma pare che siano in corso di realizzazione le localizzazioni in tedesco e russo.
E naturalmente, prima o poi, sarà la volta dell’integrazione con il mitico portalone italia.it.

A meno che la nostra richiesta di indagine non conduca nel frattempo a sviluppi clamorosi (ma dubito fortemente…).