commissione.accesso@governo.it

Firenze, 22/07/2007

RICORSO DI SCANDALOITALIANO AVVERSO IL DIPARTIMENTO PER L’INNOVAZIONE E LE TECNOLOGIE (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI)

Con la presente, in quanto personale firmatario della lettera di notifica di scandaloitaliano del 2 aprile 2007 e contributor del medesimo blog; in nome e per conto di scandaloitaliano,avverso la decisione del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie pervenuta in data 10 luglio 2007, intendo personalmente presentare ricorso nei termini e tempi di legge e per via telematica, come previsto dalle norme vigenti.

I FATTI

In data 2 aprile 2007 scandaloitaliano notificava con lettera da me personalmente controfirmata ed indirizzata a:

il Presidente del Consiglio Romano Prodi
il Vice-Presidente del Consiglio Francesco Rutelli
il Ministro per l’ Innovazione e le Tecnologie Luigi Nicolais

e qui allegata, l’esistenza di una lettera aperta (allegata alla notifica), con la quale oltre 1500 cittadini italiani richiedevano la pubblicazione su di un sito istituzionale e/o, in subordine, l’accesso ad alcuni atti di gara del progetto “Scegli Italia” ed in particolare del portale www.italia.it .
Tutto ciò per il tramite di scandaloitaliano e “come semplice atto di responsabilità e di etica civile”.

In data 22 maggio 2007 perveniva alla casella di posta di scandaloitaliano copia di una lettera del capodipartimento del DIT, Ing. Ciro Esposito (qui allegata) prot. DIT 0001759 – 08/05/2007 – 2.45.4.6.1 del 08/05/2007 che notificava l’avvio di un procedimento amministrativo a far data dal 19 aprile 2007.
In allegato, copia di una lettera prot. 7972/GAB-U del Capo di Gabinetto del Ministero per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, dott. Alberto Stancanelli indirizzata a detta Commissione e per conoscenza a vari e diversi organi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In detta lettera veniva richiesto a codesta Commissione un parere circa l’ammissibilità della richiesta formulata da scandaloitaliano, citando espressamente sia la pubblicazione che l’eventuale accesso ai documenti.

In data 10 luglio perveniva alla casella di posta di scandaloitaliano una lettera prot. DIT-0002639-10/07/2007 – 2.45.4.6.1, a firma dell’ Ing. Ciro Esposito, qui allegata, con la quale il DIT negava l’accesso ai documenti richiesti, citando un presunto parere di codesta Commissione, ma senza fornire alcuna reale evidenza e/o riferimento.

In merito all’ eventualità di pubblicazione dei documenti sul sito istituzionale, nemmeno un cenno.
Sul sito governativo della Commissione, http://www.governo.it/Presidenza/ACCESSO/sedute.html, l’ultimo verbale attualmente reperibile risale ad una riunione sicuramente antecedente (19 aprile 2007).

MOTIVAZIONI DEL RICORSO

Si richiede anzitutto cortesemente a codesta Commissione di far pervenire alla casella di posta di scandaloitaliano scandaloitaliano@gmail.com e/o alla seguente frap1964@gmail.com una copia in formato elettronico del verbale relativo alla riunione in cui sarebbe stato espresso tale parere.

Si osserva poi che scandaloitaliano ha chiaramente presentato una richiesta in sede politica e non, formalmente, in sede amministrativa.
Si fa notare inoltre come sia stata richiesta, in prima istanza, la pubblicazione dei documenti su di un sito istituzionale e solamente in subordine l’accesso a copia elettronica e/o cartacea di detti documenti.

La richiesta formulata da scandaloitaliano è stata erroneamente (o volutamente) presentata a codesta Commissione come un atto teso ad operare un generalizzato controllo sulla PA: ciò è falso.

Scandaloitaliano in un mese e mezzo di vita ha fatto ciò che il DIT ed il ministro Nicolais avrebbero dovuto istituzionalmente garantire e non hanno fatto: fornire una compiuta, corretta e trasparente informazione sulla genesi e sullo stato sia tecnico che economico del progetto Italia.it.
Scandaloitaliano lo ha fatto sempre con documenti alla mano (quelli reperibili).

E’ stato un lavoro certamente non semplice, atteso anche che nel periodo in esame, il sito istituzionale del DIT era fuori linea da mesi “per manutenzione”.

Tutto ciò in un contesto in cui l’intero web italiano si indignava formulando le più diverse e fantasiose ipotesi mentre vari e diversi attori istituzionali intervenivano con opinioni, dichiarazioni e cifre spesso diverse e contrastanti: sempre senza uno straccio di prova documentale.
Ancora oggi sul “nuovo sito del DIT” tutto ciò che è possibile leggere su questo progetto sono dodici striminzite righette, del tutto generiche e contenenti informazioni edulcorate e in parte palesemente false come:

La piattaforma interattiva è caratterizzata da sistemi di prenotazione dell’offerta turistica, con benefici in termini di aggregazione telematica degli operatori, nonché con vantaggi nella facilità di accesso ai servizi interattivi e informativi sulla rete Internet e sui grandi circuiti telematici internazionali di distribuzione (Global Distribution Systems – GDS), da parte dei consumatori finali e di tour operator e agenzie di viaggio.

E’ sufficiente andare sul sito www.italia.it per constatare l’evidente assenza di queste funzionalità.

Va detto inoltre che quello in esame non è un progetto qualsiasi, ma quello del portale che avrebbe dovuto fungere da catalizzatore del rilancio del turismo italiano, un settore a dir poco essenziale nella vita economica di questo Paese.
E certamente un record assoluto, nell’intera storia della Repubblica Italiana, quanto a finanziamenti e budget a disposizione (45 + 9 + 2.1 + ?? milioni di euro) per un solo portale.

L’importanza delle somme pubbliche impegnate al fine di realizzazione del portale, il tempo trascorso e la pochezza del risultato finale presentato giustificano certamente un interesse collettivo alla massima trasparenza

Appare quantomeno incredibile che il dott. Alberto Stancanelli, Capo di Gabinetto del ministro Nicolais ed ex-membro di codesta Commissione nel triennio precedente, come si rileva facilmente dagli atti pubblicati
sul Vs. sito governativo, si rivolga a Voi chiedendo un parere e suggerendo nel contempo la risposta da fornire.

Quale senso per un’azione del genere se non quello di mettere in atto una pratica dilatoria e scaricare nel contempo la responsabilità amministrativa di una decisione che era comunque scontata sul piano meramente formale ?

E’ quantomeno sconcertante come codesta Commissione abbia potuto prestare il fianco ad una simile azione.

La Commissione di accesso ai documenti amministrativi è, secondo il Vostro sito istituzionale:

l’organismo preposto alla vigilanza sull’attuazione del principio della piena conoscibilità e trasparenza dell’attività della pubblica amministrazione, al quale possono rivolgersi privati cittadini e pubbliche amministrazioni.

Appare più che evidente come la pubblicazione su di un sito istituzionale degli atti di gara del portale italia.it sia stata un’ ipotesi nemmeno presa in considerazione; a mio avviso volutamente.

Essa è invece pratica normale in molti e diversi casi sia in amministrazioni centrali che locali.

Fornisco in proposito qualche esempio (comprensivo di bandi, esiti, capitolati e contratti):

CNIPA – 2006 – 2007

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/In_primo_piano/Sistema_Pubblico_di_Connettivit%c3%a0_(SPC)/Contratto-quadro_per_servizi_di_interoperabilit%c3%a0_evoluta/

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/In_primo_piano/Sistema_Pubblico_di_Connettivit%c3%a0_(SPC)/Contratto-quadro_per_siti_web_e_servizi_on_line_nella_PA/

COMUNE DI MILANO – 2003

http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/garecontratti.nsf/WEBAll/22F4D397BA889AA3C1256D8200376792?opendocument

Ancor più grave il fatto che tale comportamento si verifichi in un dipartimento della Presidenza del Consiglio che dipende e contemporaneamente pubblica sul suo sito istituzionale una direttiva del ministro Nicolais:

http://www.innovazionepa.gov.it/dit/ita/Normativa/eGovernment/DigitalizzazionePA/normativa_digitalizzazionePA.shtml

che così invita esplicitamente tutte le amministrazioni:

Al fine di incrementare il regime di pubblicità e conoscenza dell’azione delle amministrazioni, da parte dei cittadini, delle imprese e degli altri organismi pubblici, si invitano le amministrazioni destinatarie ad ampliare gli atti pubblicati, rendendo conoscibili tutte le negoziazioni relative a servizi, forniture o lavori, il cui importo presunto sia superiore ai 20.000 euro, nonché gli esiti delle medesime procedure. Tutta l’attività finalizzata all’acquisizione di beni, servizi o realizzazione di opere, di importo superiore ai 20.000 euro, deve quindi poter essere consultabile da chiunque.

Scandaloitaliano si è fatto carico di un interesse diffuso e collettivo alla trasparenza degli atti, chiedendo semplicemente al DIT ciò che in diverse altre amministrazioni centrali e locali è da tempo un fatto normale.
Tutto ciò per garantire informazione sicura, certa e riscontrabile e non per operare “controllo generalizzato”.


Si chiede pertanto a codesta Commissione di invitare il DIT a pubblicare, senza ulteriori indugi, sul proprio sito istituzionale gli atti richiesti e/o, in subordine, a consentire a

scandaloitaliano
l’accesso a copia degli atti medesimi, secondo le modalità precedentemente richieste.

Si segnala infine, puramente a titolo informativo, come l’inspiegabile ostinazione di detto dipartimento nel resistere alla pubblicazione di atti pubblici nel caso in esame, abbia già determinato, quale naturale conseguenza, il ricorso alla Corte dei Conti, all’ Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alla Comunità Europea – Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e, p.c., alla Procura Generale della Repubblica di Roma, con formale richiesta di apertura di un’indagine sull’intera vicenda.

http://www.petitiononline.com/Indagine/petition.html
(lettera spedita in data 16/07/2007 e qui allegata)

Si richiede cortesemente, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 07/03/2005 n. 82, di essere notiziati sull’ esito di detto ricorso ai seguenti indirizzi di posta elettronica:

scandaloitaliano@gmail.com
frap1964@gmail.com

Cordialmente

In nome e per conto di scandaloitaliano

Francesco Aprile
<indirizzo>
Firenze
frap1964@gmail.com

ALLEGATI

NotificaConLetteraProdi.pdf : lettera di notifica + lettera aperta a R. Prodi, F. Rutelli e L. Nicolais
rispostaDIT.pdf : prima risposta DIT + richiesta parere commissione
rispostaDIT_2.pd : risposta definitiva DIT
IndagineItaliaIt.pdf : lettera a istituzioni italiane ed europee


Il testo di questo ricorso, contrariamente ai restanti contenuti del blog, non è sottoposto a licenza Creative Commons, ma è liberamente utilizzabile da chiunque abbia firmato l’originale petizione di scandaloitaliano, anche con opportune modifiche, variazioni e sintesi.
Questi gli allegati da utilizzare e citare nel ricorso:

Testo petizione scandaloitaliano (scarica .pdf)
Risposta iniziale del DIT (scarica .pdf)
Risposta finale del DIT (scarica .pdf)

frap1964

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