Luca Carlucci, sul suo blog e su scandaloitaliano, pubblica i risultati di un suo “carteggio” via e-mail con Lelio Alfonso.
Ora, Lelio Alfonso non è proprio un tizio qualsiasi: è il responsabile della comunicazione istituzionale e integrata del Governo Italiano; inoltre è direttore della struttura di Palazzo Chigi che si occupa della redazione del portale www.governo.it; proprio su questo due giorni fa ha rilasciato un’intervista a Punto Informatico.

Luca invece no, è uno “normale”.
Ma certamente non è uno qualsiasi: con lui ho condiviso l’esperienza di scandaloitaliano.
Diciamola tutta, Luca è insieme la mente, il motore, il cuore e il braccio operativo (l’editor) di scandaloitaliano.
Ma non provate a dirglielo o a scriverglielo: prontamente si schermirà dicendo che la cosa in realtà è nata lì per lì, così, quasi per caso. E il bello è che è tutto vero.
Subito dopo vi snocciolerà una sintesi con tutti i dati su accessi (ora oltre 207.000), contributors, risultati conseguiti, posizionamento su varie classifiche dei blogs, i vari dietro le quinte e così di seguito. Perchè Luca è fatto così e per lui la qualità è un valore.
In realtà non lo conosco, nel senso che non so proprio che faccia abbia e lui non conosce me.
E siccome la cosa mi diverte molto, io farò in modo che continui così.

Ciò detto, se Luca fosse al posto di Lelio (e ne avrebbe i numeri) certamente non scriverebbe o direbbe le cose “alla Alfonso”. E io non sarei qui a commentarle.

…(scandaloitaliano) mi è noto così come la vicenda mediatica di Italia.it. E’ anche per queste ragioni che, pur premettendo a Punto Informatico la mia non competenza specifica, ho ritenuto comunque doveroso dare una risposta, sia pure di carattere generale. Il “non so bene a che titolo” è presto detto. Essendo il responsabile della comunicazione del Governo sono tenuto comunque a dare risposte, anche quando non si è direttamente chiamati in causa, altrimenti il suo giusto richiamo alla correttezza e alla trasparenza verrebbe meno.

Come sarebbe a dire “anche quando non si è direttamente chiamati in causa” ? E scandaloitaliano a chi ha scritto (la lettera è indirizzata a Prodi, Rutelli e Nicolais) ? E il portale chi l’ha presentato ?

Eccomi come promesso a cercare di chiarire i suoi (e non solo suoi) dubbi. La doverosa premessa è che solo pochi giorni fa, a Trieste, il Ministro Rutelli ha annunciato che il portale Italia.it “nella sua versione definitiva e validata” sarà disponibile per la Bit del 2008, chiarendo dunque che si è ancora in una fase operativa piuttosto lunga. Del resto sono le stesse parole che Rutelli aveva espresso alla Bit 2007, quando annunciò che per il portale ancora non era stato speso un centesimo.

Se i dubbi non sono solo di Luca, perchè non viene fatto un comunicato ufficiale con un minimo di professionalità e/o non si fanno pubblicare sul sito (Lelio, chi lo dirige?) questi benedetti numeri ?
Questa di Rutelli al BIT 2007 poi è l’ennesima panzana.
L’annuncio “non abbiamo speso un centesimo” lo si deve a Falavolti su la Stampa (Anna Masera).

Inoltre basta rivedersi il filmato di presentazione del logo cetriolone sul sito del governo e sentire cosa dice Rutelli circa il portale del turismo.

Quando dico “release” significa che noi ci siamo dati un anno di tempo perchè il portale sia definitivo, però come voi vedrete domani il portale è già ad un livello avanzatissimo, molto soddisfacente e persino sorprendente se consideriamo che fino a pochi mesi fa eravamo incerti se saremo riusciti ad aprirlo. Quindi è un sito.. è un portale che tra l’altro è pronto a ricevere anche le osservazioni del pubblico. In questo senso è una fase già ufficiale, ma sperimentale nel senso che il pubblico potrà consigliare miglioramenti, potrà consigliare modifiche da qui ai prossimi mesi… quando sarà consegnato all’ENIT che lo gestirà.

Dopodichè si alza e se ne va insieme al resto dei presenti in modo da evitare ulteriori domande e repliche.
E sappiamo tutti quali siano state “le osservazioni” del pubblico e come il portale fosse pronto a riceverle: in fretta e furia sono stati fatti sparire nomi e cognomi di tutta la redazione (ma non abbastanza in fretta…).
A  seguire il mitico video “Pliiiis visit auar cauntry”, quello improvvisato lì per lì .

Se poi Rutelli avesse dichiarato alla BIT 2007 “non abbiamo speso ancora un centesimo per il portale” avrebbe oggettivamente dichiarato il falso.
E il famoso “milione circa” per lo studio di fattibilità cosa sarebbe ? Spicciolini ?

Sempre per fare un minimo di storia (ho consultato le varie dichiarazioni rese ai media, ma anche chiesto agli uffici interni) in aprile il ministro Nicolais aveva annunciato la composizione di una Commissione d’indagine sulle criticità del portale “per fare luce in tempi brevi sulle possibili omissioni che hanno finora accompagnato lo sviluppo del portale”. Ebbene, appena la Commissione sarà giunta al termine della sua indagine e presenterà al ministro le risultanze dell’”inchiesta”, sicuramente – anche per l’impegno che ho preso con lei – farò in modo che ci sia una comunicazione trasparente di quanto emerso.

Il concetto di tempi brevi per Nicolais & C. quale sarebbe ? Son già passati quattro mesi.
E sul “farò in modo che ci sia una comunicazione trasparente di quanto emerso” ho già fatto un nodo al fazzoletto.

Al di là delle cifre, quello che è da confutare è il sistema delle destinazioni visto che ad esempio i 21 milioni di euro destinati alle Regioni per la produzione e l’aggiornamento dei contenuti e per l’attivazione dei collegamenti con i portali regionali sono sì una cifra che definirei consistente, ma messa a disposizione comunque in forma “federale”, anche grazie al lavoro del Comitato nazionale formato pariteticamente dalle amministrazioni statali e regionali che ha cominciato il suo lavoro il 2 marzo scorso.

Traduzione: 21 milioni (+10% almeno) sono tanti, ma siccome sono in 20 a spenderli non sono mica poi tanti.
Ah… ecco, e a proposito complimenti alle Regioni, perchè era dal marzo 2006 che avrebbero dovuto cominciare a lavorare: e invece han cominciato un anno dopo. Anzi, neanche questo. Perchè finchè Ciro & C. (DIT) non hanno finalmente deciso di stendere il testo operativo della convenzione (e c’è voluto quasi un anno per farlo) nessuno si è mosso. E ora ogni singola regione, per la parte di competenza, dovrà rifarsi tutta la trafila: bando, gara e avanti così.

Il quadro degli stanziamenti è complessivamente corretto, ma vanno aggiunti ulteriori 2 milioni, stanziati, con DM 22.07.2005, per la promozione del Portale.

E qui notare la finezza informativa. Decreto Ministeriale, ma non si dice di QUALE ministero.
E nemmeno se la data è quella di emissione o di pubblicazione sulla G.U.
Ho provato a rintracciare il documento e non l’ho trovato.
Luca c’è riuscito, e qui ribadisco… Luca non è uno qualsiasi !
Il decreto non è un decreto ministeriale, ma è un decreto della Presidenza del Consiglio – DIT.
Quindi è un D.P.C.M. e non un semplice D.M.
La data è quella di emissione, ma senza la data di pubblicazione, che nel caso specifico è successiva di due mesi, state pur certi che il documento non lo trovate nemmeno morti. E invece… eccolo QUI (allegato A).
Insomma il DIT dice le cose a metà e depista pure (grazie Ciro, eh!).
Comunque, siccome 56 milioni erano effettivamente pochini, avanti altri due e crepi l’avarizia !
Davvero in-Stanca-bili.

Il “milione circa” si riferisce allo studio di fattibilità, spese di appalto ed altre incombenze iniziali ed ammonta per l’esattezza a 1,237 milioni.

Ah ecco, “circa” nel gergo di Innovazione Italia, significa circa il 25% in più.
Se poi qualcuno mi spiega cosa sono esattamente le “spese di appalto” (carta, buste e affrancature ?) e le “incombenze iniziali” mi fa davvero felice.
Se poi mi spiega anche come mai, in svariati altri casi (es: altro appaltino/portalino di IBM, di recentissima presentazione: si vede?) lo studio di fattibilità viene normalmente pubblicato e per italia.it invece no, mi fa doppiamente felice.

Spero davvero di essere riuscito a dare un contributo di chiarezza. Tra l’altro la devo ringraziare perché la sua sollecitazione è stata utile anche a me per saperne di più ed essere così in grado di “comunicare” senza fare troppe “pierre”. Un’ultima annotazione riguarda la filosofia che il Governo cerca di portare avanti da alcuni mesi, cioè quella di coordinare le realtà esistenti e di sfruttare le sinergie,….

AAAAAAAAAARRGHHHHHHH.

Scusate. Quando sento la parola “sinergie” il mio livello di irritazione improvvisamente esplode.
Caro Lelio, mi dispiace, ma il contributo di chiarezza non l’ha dato proprio, non certamente del livello che ci si aspetterebbe da un responsabile della comunicazione istituzionale e integrata di un governo.
Lelio Alfonso a Punto Informatico appena due giorni fa.

Si tratta di una questione sulla quale è doveroso effettivamente fare chiarezza. Se le cifre che sono girate fossero effettivamente milionarie, la “rivolta” del mondo web sarebbe assolutamente legittima, per ragioni che non devo certo spiegare io.

Bene, stabilito che le cifre sono effettivamente milionarie e sono quelle che scandaloitaliano ha ricostruito con enorme fatica; e che quindi persino il portavoce del governo legittima l’incazzatura generale e dichiara che è doveroso effettivamente fare chiarezza.

a) caro Francesco Rutelli, come la mettiamo ora con:

Tutto quello che è stato scritto non è vero: finora non è stato speso un centesimo per il portale italia.it . Le risorse dovranno essere attribuite attraverso una procedura”.

b) caro Enrico Letta, vice di Prodi e Presidente della commissione di accesso ai documenti amministrativi, come la mettiamo ora con:

Secondo me l’unico modo per evitare l’effetto calderone è la chiarezza e la trasparenza.

Date retta, firmate perchè sia aperta un’indagine conoscitiva seria, definitiva e chiarificatrice: da questo governo non ci caveremo mai un ragno dal buco, ma neanche a supplicarli in ginocchio.