Se leggete i commenti al post precedente, scoprite che dopo soli 50 giorni la Presidenza del Consiglio ha finalmente risposto a questa lettera di Generazione Attiva, inviata il 4 giugno 2007 e con la quale l’associazione, facendo propria la petizione di scandaloitaliano, ha chiesto accesso ai documenti di gara e di progetto del portale italia.it.

La lettera viene nel contempo trasmessa, per opportuna conoscenza, al Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, un dipartimento che dipende dalla medesima Presidenza del Consiglio, ma con delega al ministro Luigi Nicolais, anche lui tra i destinatari della lettera di Generazione Attiva.
Il tutto in data 25 luglio 2007.

La Commissione Europea (da Bruxelles) ad una analoga lettera spedita il 16 luglio 2007 ha risposto in soli 15 giorni e spedito in uno.
Cosa deduciamo da tutto ciò?

Che si tratta di una nuova e vergognosa manovra dilatoria (è la seconda).

A questo proposito notare quanto prevede il DPR 12 aprile 2006, n. 184 “Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi”

Art. 6 comma 2

2. La richiesta formale presentata ad amministrazione diversa da quella nei cui confronti va esercitato il diritto di accesso è dalla stessa immediatamente trasmessa a quella competente. Di tale trasmissione è data comunicazione all’interessato.

Immediatamente = 50gg?

Ora sono davvero curioso di scoprire quali motivazioni verranno addotte dal DIT per negare l’accesso, posto che esiste un precedente citato dalla Commissione di accesso ai documenti per casi del genere:

Codacons
Legittimità all’accesso – Fattispecie – Ha diritto
L’Associazione di coordinamento dei consumatori (Codacons) – agente in conformità ai suoi fini statutari a garanzia dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti – ha diritto di accesso ai documenti amministrativi al fine di conoscere le modalità di reimpiego e di recupero delle batterie cellulari nonché le proposte dei Ministeri competenti in ordine a campagne di sensibilizzazione dei cittadini e degli Enti istituzionali sulle modalità d’uso dei telefonini e di riciclaggio delle relative apparecchiature, nonché di prendere visione e copia di tutti i documenti relativi all’attuazione della convenzione Vodafone Omnitel e Legambiente, in ordine alle modalità di recupero e riciclaggio realizzato in Italia sulle batterie dei cellulari ed alle comunicazioni effettuate nei confronti degli utenti e dei fornitori, alle aziende che hanno espletato le predette attività, nonché alle operazioni di monitoraggio e controllo svolte dai Ministeri dell’ambiente e delle comunicazioni sull’attuazione della convenzione.

T.A.R. Roma sentenza n. 17155 del 22 dicembre 2004 – Pres. Giulia, Est. Giordano – Codacons
(avv.ti Rienzi, Tabano e Peduto) c. Presidenza Consiglio dei Ministri ed altri (Avv.ra
gen. Stato) e Soc. Vodafone Omnitel (avv.ti Orlandi e Minervini)

Dal sito della Commissione di accesso ai documenti amministrativi, click su volumi, scegliere il volume 10 e andare a pagina 315.

Inoltre anche il Consiglio di Stato si è già ripetutamente espresso in questo senso, chiarendo che

non può disconoscersi, in astratto, la legittimazione di un’associazione di tutela dei consumatori ad esercitare il diritto di accesso ai documenti dell’amministrazione o di gestori di servizi pubblici in relazione di interessi che pervengono ai consumatori e utenti di pubblici servizi, come ha già avuto occasione di ritenere la giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. sul punto, tra le tante, C. Stato, sez. V, 29-04-2002, n. 2283; C. Stato, sez. IV, 26-11-1993, n. 1036 e C. Stato, sez. VI, 27-03-1992, n. 193).