Se avete letto questo post e avete sottoscritto la lettera di richiesta per l’apertura di un’indagine sulla vicenda di italia.it sapete che di tutta la questione è stata informata anche la Commissione Europea.
La lettera era stata inizialmente inviata alla Direzione Generale Salute e Protezione del Consumatore (questioni relative ai consumatori) che, dichiarando la propria incompetenza nel merito, l’aveva trasmessa alla Direzione Generale Impresa e Industria (che avrebbe competenza anche in materia di turismo).

Mi è arrivata (sempre su carta) una sintetica lettera di risposta datata 04/09/2007 e spedita il 05/09/2007 da Bruxelles.
Questo il testo integrale.

COMMISSIONE EUROPEA
DIREZIONE GENERALE IMPRESA E INDUSTRIA
Industrie del Nuovo Approccio, Turismo e RSI
Turismo
Bruxelles, 04 SEP. 2007
ENTR /1/LI/D(2007)28564

Egregio Sig. Aprile

Abbiamo preso conoscenza della Sua lettera relativa al portale del turismo italiano, inviata alle autorità italiane con copia alla Commissione europea.
Desideriamo informarLa che trattasi di competenza esclusiva delle autorità italiane e non della Commissione. Desideriamo, comunque, essere informati, se possibile, del proseguio della vostra iniziativa.
Cordiali saluti

Franco Iannniello

A parte il proseguio (è scritto proprio così) in buona sostanza la Commissione Europea se ne lava pilatescamente le mani.
Il che potrebbe anche essere ragionevole, se non fosse che la vicenda investe una gara europea.
Una gara che, come minimo, ha un piccolo (enorme) vizio d’origine.
La lettera, inviata anche alla CE, lo illustra e documenta nel dettaglio: in pratica si redige un bando di gara, si vietano le varianti, si fissano rigidi criteri per la partecipazione, criteri certamente in grado di escludere parecchi attori dalla scena, dopodichè durante l’esecuzione del progetto e a seguito di un contenzioso si cambiano le carte in tavola e si rendono quei requisiti del tutto inutili ed ininfluenti a fine di esecuzione del contratto.
In definitiva, diciamolo chiaramente, redigere un bel bando di gara “su misura” è del tutto regolare.
E la Commissione Europea cosa dice difronte a tutto questo: “trattasi di competenza esclusiva delle autorità italiane”.
Ma roba da matti: si fissano regole e leggi su base europea e se poi uno stato membro sgarra… vabbè dai, in definitiva sono problemi suoi.
Tuttavia “desideriamo, comunque, essere informati, se possibile, del proseguio della vostra iniziativa“.

Comincio a pensare seriamente di essere finito su ‘Scherzi a parte‘.