Una lettura attenta (od un’ascolto) dell’audizione del Capo Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie, Ciro Esposito, presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati consente di scovare qui e là qualche piccola e qualche più interessante novità sulla vicenda del mitico portalone.

Anzitutto si osserva l’atteggiamento vago, ondivago, verso la fine dell’audizione quasi reticente del funzionario. Il che sembra indispettire e insospettire qualche membro della Commissione e lo stesso presidente Daniele Capezzone, che peraltro fa esplicitamente notare di non aver ricevuto alcuna documentazione prima dell’ audizione. E di ciò si dice “leggermente stupefatto”:

…confesso un filo di stupore nel non avere ricevuto, come gli altri colleghi immaginavamo, un minimo di documentazione e anche di indicazione di numeri… ecco. Francamente siamo… ci auguriamo che questo stupore nostro sia presto superato da diciamo da… documentazione ulteriore, magari non solo orale.

Il deputato Ludovico Vico arriva a chiedere una successiva e separata audizione sulla vicenda e/o minaccia, come alternativa, una sua interrogazione parlamentare. Raccogliendo peraltro il pieno consenso di Capezzone. Difficile qui dire se si tratti solamente di un gioco delle parti o di che altro… ma i commenti sprezzanti di Capezzone ad audizione terminata e microfono aperto parlano da soli

…c’è da rimanere sconcertati… …ma io veramente… è una cosa… …no no una roba… insomma… parla da sè, parla da sè… (sospira)

Naturalmente Ciro Esposito si affretta a dichiarare che

… fermo restando che sarà mia cura trasmettere ogni altra informazione ritenuta necessaria… Se poi ci sono altre domande… sono qui…

Ma quando si parla di spese e di numeri, nella migliore tradizione, riecco comparire i

… vado a memoria… circa… altre cifre… qualche centinaia di migliaia… cinque, sei milioni…

Peraltro evitando nel contempo di rispondere alla domanda del deputato Paolo Affronti sull’ effettiva entità degli accessi al portale Italia.it .
Davvero penoso il tentativo di addossare sostanzialmente alle Regioni la responsabilità sullo stato generale di cose

Le critiche che sono pervenute per la gestione del portale attengono infatti esclusivamente o praticamente tutte ai contenuti. Bene. I contenuti devono venire dalle Regioni, devono venire dai territori, anche perchè esiste una competenza primaria delle Regioni.

Falso. Come noto il progetto originale del portale prevede la convivenza di contenuti sia di interesse nazionale che di interesse regionale.
E non a caso il complesso dei 25 milioni di euro (sugli originali 45) destinato ai contenuti è suddiviso in 4 milioni di euro per contenuti di interesse nazionale e 21 milioni di euro per contenuti di interesse regionale divisi tra le varie Regioni secondo la tabella leggibile in questo post.

Falso anche il fatto che praticamente le critiche pervenute riguardino tutte o quasi i soli contenuti, quando è ben noto che vi è stata una generale polemica sulla rete sia sull’intrinseca qualità tecnica del portale, di design, implementativa, di sicurezza, sia sull’ accessibilità ai disabili (obbligatoria per legge), con tanto di interrogazione parlamentare a seguire.

Per non parlare dell’ assenza totale della mitica “piattaforma nazionale di booking”, asse portante (e vincolante secondo gara) del progetto.
E qui si apprende che dopo oltre due anni, a portale già pubblicato e collaudato e contratto ormai scaduto

…il mio dipartimento ha dovuto correre ai ripari per garantire la continuità di esercizio del portale stesso, che altrimenti con la fine di luglio si sarebbe semplicemente spento. Per fare questo sono state fatte due cose. La prima: sono state chiuse le convenzioni sia con Innovazione Italia che ovviamente il contratto con l’RTI con capofila IBM a seguito di collaudo. …

il comitato del portale, di cui Ciro afferma essere il coordinatore

Al momento [si] sta dibattendo sull’opportunità o meno che il portale faccia anche, sia in grado anche di prenotare viaggi oppure di prenotare… eeehmmm… alberghi o ristoranti, ecc. e in ogni caso effettuare le prenotazioni e gli acquisti che servono al turista straniero che voglia venire in Italia o lo stesso turista italiano di stabilire il suo itinerario e di conseguenza provvedere agli acquisti sia di alloggio che di me… che di mezzi che servono per garantire i… i suoi spostamenti.

Cioè, come sarebbe… dibattono se sia il caso o meno che il portale risponda al requisito primario di una gara europea di oltre due anni fa, in cui si proibivano esplicitamente le varianti. Questo dopo aver richiesto delle varianti, e segnatamente azzerando proprio il requisito primario, ed aver nel frattempo collaudato una ciofeca da svariati milioni di euro.
E quindi aver ragionevolmente pagato i fornitori, ma attenzione, non senza

applicare delle penali piuttosto consistenti che hanno raggiunto il 20% dell’importo contrattuale.

Ueilà, mamma mia, che cattivoni !!

E delle figuracce di Rutelli, “Pliiiz, visit Italy”, delle dichiarazioni a Ballarò “… io quella roba lì l’ho improvvisata…”
Delle bufale di Luigi Nicolais circa l’ormai evidente inesistenza dell’ annunciata commissione d’indagine?
Della richiesta di trasparenza sugli atti amministrativi di gara?

Ma soprattutto è fin troppo evidente come il vero scandalo stia nella palese incongruenza, anche agli occhi di un totale profano, tra il budget a disposizione, il tempo trascorso, il presunto “prestigio” dell’ RTI vincente, con nomi di primo piano dell’informatica nazionale e fornitori in teoria “specializzati” ed i miserevoli risultati finali presentati.
Un vero trionfo di incompetenza tecnica, gestionale, dirigenziale e politica ai più vari e diversi livelli.

“Le critiche che sono pervenute per la gestione del portale attengono infatti esclusivamente o praticamente tutte ai contenuti.”

Ah, ah, ah, il capo-comico di una compagnia di varietà non avrebbe saputo dire di meglio.

Ma siccome al peggio non c’è fine, un anno intero non è stato sufficiente per programmare la futura gestione del portale e di soldi sin qui se ne son sprecati davvero pochini, ecco una breve ed immaginaria intervista con Ciro.

[inizio intervista immaginaria]
Chi si occupa attualmente del portale?

A luglio di quest’anno sono scadute sia le convenzioni con Innovazione Italia, che nasce da una convenzione fra il Dipartimento con Sviluppo Italia, che il contratto con IBM. Nel frattempo non essendosi ancora in dettaglio definite… definito chi gestirà a regime questo portale, il mio dipartimento ha dovuto correre ai ripari per garantire la continuità di esercizio del portale stesso, che altrimenti con la fine di luglio si sarebbe semplicemente spento. Per fare questo sono state fatte due cose. La prima: sono state chiuse le convenzioni sia con Innovazione Italia che ovviamente il contratto con l’RTI con capofila IBM a seguito di collaudo.

….

Il raggruppamento temporaneo di imprese subentrante ha bisogno di qualche mese di tempo per affiancare il raggruppamento temporaneo di imprese uscente in modo da essere pronto dal primo di gennaio del 2008. A tale scopo a valere sul quinto d’obbligo del contratto è stato richiesto ed è stato ottenuto dal raggruppamento temporaneo di imprese uscente di continuare l’attività di gestione del portale e garantire l’affiancamento al subentrante da qui al 31 dicembre del 2007. Di conseguenza attualmente la situazione è la seguente: il portale viene gestito fino al 31 dicembre 2007 dal raggruppamento temporaneo di imprese con capofila IBM che a suo tempo ha vinto la gara. Lo farà perchè ha aderito alla richiesta da parte nostra del quinto d’obbligo e terminerà questo contratto al 31 dicembre. Nel frattempo affianca il raggruppamento temporaneo d’imprese subentrante …

Può spiegare un po’ più chiaramente?
Siccome nessuno mi ha detto cosa devo fare di ‘sto benedetto portale e con la scadenza del contratto termina l’hosting del sito e il sito si spegne, ho deciso di fare così. Ho chiesto ad IBM di continuare a garantire l’hosting e a gestire il sito alle medesime condizioni del precedente contratto; siccome non è che sarebbe proprio del tutto regolare dal punto di vista amministrativo, ho risolto la cosa ricorrendo alla norma sul quinto d’obbligo. In pratica, dal punto di vista formale, ho ordinato “in corso d’opera” una variazione dei lavori di importo non superiore al 20% del valore del contratto originale, il che, secondo le norme generali sugli appalti pubblici, obbliga il fornitore a garantirmi il servizio alle medesime condizioni, senza altre indennità, naturalmente ad eccezione del corrispettivo relativo ai nuovi lavori.

E in cosa consiste questa variazione e nuovi lavori ?
Garantire l’hosting del sito per altri sei mesi, affiancare il nuovo fornitore (da scegliere) e “gestire” il sito. E l’ IBM mi ha detto vabbè.

E ti credo, anche perchè questo le consente di rifarsi di parte (o forse del tutto) delle “consistenti penali” che le sono state applicate sul contratto originale.
Già così siamo tutti felici e contenti e nel frattempo scegliamo il nuovo fornitore. Ma siccome fino ad oggi abbiamo dormito in piedi ed i tempi tecnici per fare una nuova gara di fatto non ci sono, anche perchè ad agosto eravamo tutti in ferie, che si fa ?
Semplice. Si “trasforma” il portale nazionale del turismo in un portale applicativo della PA (che naturalmente è tutt’altro da questo, ma che ce frega) e ci si appoggia ad un bando di gara già espletato in precedenza e nel frattempo aggiudicato.
Date le caratteristiche particolari di quella gara, questo consente di stilare semplicemente un contratto esecutivo e c’è anche meno lavoro da fare per me e difatti

il mio dipartimento ha in corso di stipula un contratto… un contratto con il raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto la gara per la gestione dei portali della PA, bandita dal CNIPA, all’interno del servizio pubblico di connettività, lotto 1.
A seguito di questa gara è stato stipulato un contratto quadro dal CNIPA a cui attraverso contratti esecutivi ogni pubblica amministrazione può aderire. Il raggruppamento temporaneo di imprese subentrante ha bisogno di qualche mese di tempo per affiancare il raggruppamento temporaneo di imprese uscente in modo da essere pronto dal primo di gennaio del 2008.

In pratica il contratto lo stiamo facendo e l’RTI subentrante ancora non l’ha firmato. Quindi, nella migliore delle ipotesi, l’affiancamento sarà ridotto ad un paio di mesi (a dicembre ci sono pure le ferie di Natale, chi lavora?).

E chi sarebbe l’ RTI subentrante?
Per l’esattezza, come da appalto, i nomi sono questi: Telecom Italia, Datamat, Elsag Engineering, Engineering Ingegneria Informatica s.p.a. Nel frattempo Datamat ed Elsag si sono accorpate nella “nuova” azienda Elsag Datamat del gruppo Finmeccanica.

Competenze specifiche e/o esperienze pregresse circa la progettazione di siti web di informazione turistica ?
Ma in definitiva che ce ne frega? Un portale è un portale, no?

Al di là del problema tecnico del portale, di come è fatto, di come è collegato, il punto sostanziale è quello delle notizie che viaggiano all’interno del portale. Rispetto all’errore iniziale di prendere dei contenuti e metterli nel portale, segnatamente prendere da DeAgostini o da altri, notizie che vanno bene su un libro di storia o di geografia, ma che sicuramente non sono scritte nel modo giusto per essere appetibili dal punto di vista turistico, ora la scelta che è stata fatta è esattamente quella… è stata scelta una redazione con provata esperienza nel mondo del giornalismo turistico e obiettivamente le notizie che vengono proposte adesso sono decisamente migliori che in passato.

Ma allora il nuovo RTI garantirà solo l’hosting o farà anche una progettazione/evoluzione tecnica del portale?
In teoria, in base al contratto quadro, potrebbero fare entrambi: tutto dipende da cosa prevederà il contratto esecutivo.

Il contratto esecutivo dell’ SPC lotto 1 è stato reso pubblico. Sarà pubblico anche quello di Italia.it?
Beh… visti i precedenti, e come no…

E la parte redazionale che è fondamentale ?
Leggere bene tra le righe…

è stato riorganizzato il contratto sia in termini di modalità che di tempistica interna e comunque il contratto ha mantenuto la scadenza finale che è quella del luglio di quest’anno.

Insomma la redazione sarà la stessa, cambierà, ci sono forse altri contratti vigenti e con chi? I contenuti di rilevanza nazionale ed il coordinamento complessivo e coerente del portale da chi saranno garantiti?

Ma alla BIT 2008 non doveva essere presentata la versione definitiva ed ufficiale del portale?
E come no… anzi ci saranno anche Tronchetti Provera in persona e gentile consorte!

Ma dal 2008 il portale non doveva essere essere gestito dall’ ENIT, come previsto dall’ art. 12 della legge n. 80 del 14/05/2005 e diventare finalmente il portale del sorriso, dopo essere stato a lungo quello dei lazzi ?
Chi vivrà vedrà.

[fine intervista]

A corollario si scopre anche che il famoso “benchmark internazionale” di Falavolti e che concorre al 1.237.000 euro insieme allo studio di fattibilità

…sono state spese alcune centinaia di migliaia di euro per lo studio di fattibilità fatto all’epoca dalla McKinsey, che costruì una situazione di scenario per la partenza del portale e… eeeehmmm… altre cifre che non superano il milione per Innovazione Italia che ha partecipato alla gestione del portale.

fu realizzato dalla McKinsey tra il 2003 ed il 2004, su iniziativa del DIT e quindi dell’allora ministro Lucio Stanca e se ne ha conferma in questo pezzo di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera del 1 agosto 2004.
Venne evidentemente citato e/o illustrato da Silvio Berlusconi in persona nel corso di un incontro alla Farnesina, presenti centosessanta ambasciatori, cui venne chiesto di “darsi da fare” (!?!) per sostenere l’industria turistica nazionale, visti i primi magri risultati dell’estate 2004.
Ma secondo il giornalista cremasco ad alcuni risultati della fondamentale analisi di mercato internazionale e nazionale del turismo c’era già arrivato anche il suo benzinaio sardo.

Comunque il portale, nella sua attuale versione, è stato collaudato e se esso sia effettivamente aderente a quanto previsto dal contratto esecutivo transattivo del 2006 redatto e firmato da Ciro Esposito in persona… beh… questo solo Ciro lo sa. Certamente non lo è rispetto ai requisiti originali di gara che prevedevano la traduzione in otto lingue diverse e la piattaforma nazionale di booking.
E non è pienamente accessibile come invece prevede la legge Stanca (e si verifica con poco); peraltro è anche lo stesso sito a confermarlo.
Ciononostante l’RTI è stato probabilmente pagato, come peraltro lo stesso ministro Nicolais aveva annunciato che si sarebbe fatto.

La scelta di non contestare il contratto originale, avendo certamente i titoli per farlo, è in capo a questo governo e segnatamente, per competenza, al ministro Luigi Nicolais: che rispetto alla composizione dell’ RTI, come il suo predecessore, era in palese conflitto d’interessi al momento di decidere. In altro post verrà spiegato molto più nel dettaglio il perchè.

Per il momento conto di scrivere al presidente e singolarmente a tutti i membri della X Commissione attività Produttive (46) per chiedere a ciascuno il proprio personale impegno di parlamentare nel fare piena luce sulla vicenda e per ottenere l’accesso (i parlamentari ne hanno pieno titolo) e/o la pubblicazione dei documenti di gara di italia.it . Naturalmente, in allegato, un piccolo dossier sulla vicenda del portalone.
Se poi scriveste anche voi, non vi farebbe male.

Noto che tra i segretari della Commissione, oltre a Paolo Affronti, presente all’audizione, c’è anche Manuela di Centa: e lei certamente vorrà andare “a fondo” della questione.🙂