Nuovo colpo di scena per il beneamato portalone.
Mentre il ministro Rutelli, che ha delega in materia di turismo, recita il “de profundis” su www.italia.it, le Regioni approvano un ordine del giorno con il quale ribadiscono la volontà di voler procedere con il progetto.


Allora… proviamo a riassumere gli ultimi eventi ed a capirci qualcosa.
A fine luglio la commissione d’indagine sul portale italia.it, annunciata e voluta dal ministro Luigi Nicolais, consegna il suo rapporto finale.
Il 19 settembre scorso Ciro Esposito, capo dipartimento del DIT, in audizione presso la X Commissione Attività Produttive fa il punto sulla vicenda e svela quale sarà il RTI subentrante ad IBM & C (Telecom, Elsag-Datamat, Engineering spa); chiarisce inoltre che è in corso di stipula il nuovo contratto operativo e che quello con il precedente RTI è stato nel frattempo prolungato di sei mesi “per ragioni contingenti”.
Il 22 settembre l’Avvocatura Generale dello Stato, non si sa bene su interpellanza di chi, ma comunque dopo aver ricevuto il rapporto della commissione d’indagine di Nicolais, emette un parere e ritiene “ipotizzabile un’azione di responsabilità erariale nei confronti della concessionaria [Innovazione Italia] e dei funzionari del Dipartimento Innovazione e Sviluppo [il DIT]“. Questo dopo aver essa stessa consigliato al DIT, un anno prima, di transare con l’RTI inadempiente piuttosto che provare ad impelagarsi in una più rischiosa risoluzione contrattuale. Tutto ciò si apprende da un articolo di Mariano Maugeri del 19 ottobre pubblicato sul Sole24Ore.
Il 4 ottobre Umberto Paolucci, presidente di ENIT, rilascia ad Andrea G. Lovelock di Italia Oggi alcune dichiarazioni che pongono seri dubbi sull’effettiva possibilità di poter presentare la versione definitiva del portale alla BIT 2008 (21-24 febbraio 2008), contrariamente a quanto più volte annunciato e assicurato dal ministro Rutelli.
Lunedì 15 ottobre il ministro Rutelli, di propria iniziativa, invia un esposto alla Corte dei Conti, allegando il rapporto della Commissione d’indagine e il parere dell’Avvocatura generale. Questo si desume dal pezzo di Flavia Amabile su LaStampa del 19 ottobre.
Mercoledì 17 ottobre, durante la riunione del comitato nazionale delle politiche turistiche, sempre il ministro Rutelli, oltre a svelare l’esistenza dell’esposto, si sarebbe mostrato piuttosto alterato ed avrebbe dichiarato «Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo» e «Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere». Questo secondo Corriere.it ed il Sole24Ore del 18 ottobre.
Secondo altri avrebbe detto invece «Facciamo qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere».
Sempre mercoledì 17 la Stampa riprende le dichiarazioni di Umberto Paolucci che più o meno esplicitamente scarica la responsabilità dei ritardi sulle Regioni, cosa che peraltro aveva già fatto in parte Ciro Esposito nella sua audizione, individuando quattro Regioni su venti che ancora non avevano firmato la convenzione prevista con il DIT (Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia).
Intanto la notizia di una possibile ed imminente chiusura del portale fa immediatamente il giro del web, raccogliendo plauso e consensi.
Venerdì 19 ottobre Umberto Paolucci, invitato alla presentazione della candidatura di Milano all’Expo 2015, lascia intravedere ben poche speranze per Italia.it, che definisce “uno spreco di tempo”.
Nel contempo si augura e spera
“che potremo accedere ad alcuni dei fondi non utilizzati per Italia.it, come ad esempio i 21 milioni mai dati alle regioni”.
Mercoledì 24 ottobre, alle ore 10, il ministro Rutelli recita il definitivo (secondo lui) “de profundis” sul progetto Italia.it in sede di audizione presso la X Commissione Attività Produttive. Ne dà notizia, il giorno dopo, Andrea G. Lovelock su ItaliaOggi.
Giovedì 25 ottobre, questo blog riprende la notizia, rintraccia l’audizione sul sito di Radio Radicale e la trascrive nella parte che interessa Italia.it.

Nello stesso giorno RaiNews24 pubblica la notizia della probabile ed imminente chiusura del portale.
Margherita Bozzano, assessore ligure al Turismo, che a gennaio 2007 già era intervenuta nella diatriba sulle responsabilità dei ritardi nel progetto, annuncia

“Se a livello nazionale si decide così, noi siamo pronti a riprendere il nostro precedente progetto interregionale, che a quest’ora sarebbe già pronto e sarebbe costato molto meno”.

Sul “costato molto meno e già pronto” Luca Carlucci ha già scritto con dovizia di particolari su scandaloitaliano.
Se a questo aggiungiamo che il progetto del portale interregionale, poi derubricato a prototipo di portale con l’avvento di italia.it, è operativamente in mano a Datasiel, azienda di cui la Regione Liguria è “l’azionista unico di riferimento” e che sui rapporti tra la Regione Liguria e Datasiel è intervenuta a più riprese la Commissione Europea ed è in corso un’inchiesta, beh… che dire, qualche ragionevole dubbio rimane.
Tra parentesi, anche il portale regionale del turismo ligure è made in Datasiel.

Venerdì 26 ottobre, il colpo di scena.
Dal 25 al 28 ottobre 2007, presso il Centro Fieristico Regionale Umbria fiere di Bastia Umbra si è tenuta la prima edizione di “Vitae”, Rassegna del Tempo Libero, Qualità della Vita e del Benessere.
Il coordinamento nazionale degli assessori al turismo, riunitosi proprio a Bastia Umbra (Pg), in coincidenza della fiera, elabora un ordine del giorno in cui si ribadisce

“la volontà di dare seguito agli accordi a suo tempo stretti con il ministero dell’Innovazione tecnologica in merito alla realizzazione del portale Italia.it, con il quale si è sempre avuto un rapporto di leale collaborazione” [ ?!?!!😀 ].

Nell’ agosto 2005 l’allora Ministro Lucio Stanca, veramente, affermava l’esatto contrario a Panorama (e così pure alcuni assessori regionali). Qualcuno dimentica forse i ricorsi alla Corte Costituzionale.
Vabbè, la memoria a volte traballa.
In ogni caso, dall’Ansa del 26 ottobre, si apprende che

Al coordinamento, presieduto da Enrico Paolini, erano presenti il presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, gli assessori Guido Pasi (Emilia Romagna), Massimo Ostilio (Puglia), Margherita Bozzano (Liguria) e Giorgio Marinelli (Molise). Nella riunione del coordinamento gli assessori hanno inoltre sottolineato la volontà di “mantenere gli impegni relativamente ai 21 milioni di euro assegnati nella finanziaria 2005”, necessari per gli adempimenti tecnici e contenutistici in capo alle Regioni. La responsabile del portale per le Regioni, Margherita Bozzano, ha poi annunciato che dall’estate ad oggi tutte le regioni sono pervenute alla sottoscrizione della convenzione con il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie (Dit). Sulla base di queste convenzioni, sei regioni hanno già presentato al Dit i rispettivi progetti che hanno ottenuto la formale approvazione.

La notizia della “rivolta regionale” passa inspiegabilmente sotto silenzio. Rettifico: ne parla A.G.Lovelock su Italia Oggi il giorno dopo.
Nel frattempo la preannunciata chiusura del portale fa il giro del web, scatenando plauso ed indignazione, secondo i casi:
su Punto Informatico del 29 ottobre Massimo Mantellini pubblica Contrappunti/Buone nuove su Italia.it; su LaStampa l’ex-ministro Lucio Stanca, nel riprendere gli articoli del 19 ottobre, torna a dire la sua e difende il progetto. Idem su Italia Oggi il 27/10.

Ora in tutto questo marasma, la domanda nasce spontanea: ma sul progetto italia.it chi comanda e chi decide?
La risposta è scritta nei provvedimenti di legge tuttora vigenti [Legge 14 maggio 2005, n. 80 art. 12 comma 8]

8. Per l’iniziativa volta a promuovere il marchio Italia nel settore del turismo, sulla rete Internet, gia’ avviata dal progetto Scegli Italia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie provvede, attraverso opportune convenzioni, alla realizzazione dell’iniziativa, alla gestione della relativa piattaforma tecnologica, alla definizione delle modalita’ e degli standard tecnici per la partecipazione dei soggetti interessati pubblici e privati, in raccordo con l’Agenzia [ENIT], con il Ministero delle attivita’ produttive, con il Ministero degli affari esteri, con il Ministro per gli italiani nel mondo e con le regioni, per quanto riguarda gli aspetti relativi ai contenuti e alla promozione turistica di livello nazionale e internazionale e, con riferimento al settore del turismo culturale, in raccordo con il Ministero per i beni e le attivita’ culturali.

Insomma ennesima figuraccia per il ministro Rutelli, che forse farebbe bene ad occuparsi più da vicino del portalone cugino, culturaitalia, che con italia.it si sarebbe dovuto integrare, secondo il progetto “Scegli Italia”.
Anche lui è in ritardo rispetto ai tempi previsti.
Voci di corridoio ne darebbero per imminente il debutto (forse il primo dicembre): vedremo.
Intanto è possibile leggere i risultati della prima riunione tecnica di presentazione.

Insomma, la saga del portalone per il momento continua e chi dava italia.it ormai per spacciato, dovrà forse presto ricredersi.