Appena dieci giorni fa Umberto Paolucci, presidente di ENIT, dichiarava che per italia.itfinora non sono stati buttati soldi, ma tempo, questo sì”.
Nel contempo, dopo l’annuncio “o cambia o si chiude” di Rutelli sul Corriere.it,
il manager avrebbe detto che se il ministro “non è più disponibile ad avallare questo tentativo e se non c’è il sostegno da parte sua significa che il portale, nella sua configurazione attuale, non può andare avanti”.
A seguire, di lì a pochi giorni, il “de profundis” di Rutelli alla X Commissione Attività Produttive e poi la “rivolta delle regioni“.

Ieri l’assessore al turismo della regione Abruzzo Enrico Paolini, vice presidente del cda di ENIT, ha reso noto che

Il consiglio di amministrazione dell’Enit ha votato un ordine del giorno in cui impegna l’Agenzia Enit a prendere in carico la gestione del portale Italia.it. Si tratta di una decisione importante – ha spiegato Paolini – che conferma la volontà del presidente dell’Enit, Umberto Paolucci, di farsi carico del portale Italia.it assecondando in questo modo una precisa volontà delle Regioni’. La decisione non e’ stata assunta ancora come delibera ufficiale dell’Enit e sarà fatta nei prossimi giorni ‘previa elaborazione di una perizia tecnica che indichi con precisione lo stato dell’arte del portale stesso. In sostanza – ha chiarito Paolini – l’Enit prima di ufficializzare l’assunzione della gestione diretta del portale vuole accertarne le attuali condizioni tecniche e lo stato dell’arte. Lo stesso coordinatore nazionale degli assessori ha parlato di ‘vittoria delle Regioni che hanno mostrato fin dall’inizio la volonta’ a non rinunciare allo strumento di promozione turistica e alle potenzialita’ che puo’ offrire Italia.it se congegnato e pensato secondo criteri innovativi’. [ ?!!?!😀 ]

Insomma, dopo l’annuncio del ministro che dava ormai per spacciato il progetto, ecco improvvisa la corsa a soccorrere il moribondo portale.

Alzati e cammina

Nel frattempo vale forse la pena di rileggere quanto scriveva ENIT appena il luglio scorso.

Il solito bene informato Andrea G. Lovelock ne parla su Italia Oggi del 30 ottobre.
Il pezzo può essere letto integralmente nella rassegna stampa di ENIT dello stesso giorno. Qui si legge anche che Paolini avrebbe dichiarato:

“Non volevamo dare alcun segnale di dissenso o critica nei confronti di Rutelli [noooooo…?!?], in quanto le Regioni hanno inteso solo raccogliere un esplicito invito del ministro competente, Nicolais, a tentare l’ultima carta di fattibilità di quello che era ed è un prezioso presidio per il mercato on-line.

Se andiamo a vedere, il nostro passo è un segno tangibile contro gli sperperi poichè, nel prenderci l’onere di avviare Italia.it, evitiamo di perdere la dotazione di 21 milioni di euro finalizzati alle redazioni regionali per i contenuti del portale. Vogliamo però che anche l’Enit metta a disposizione la sua dotazione di 8 milioni di euro restanti, affinchè si possa davvero compiere il passo decisivo per l’operatività del portale.”

Di quali 8 milioni parla Paolini? Notare che Umberto Paolucci, appena dieci giorni fa, difronte all’ipotesi di chiusura di italia.it dichiarava:

Ho dato mandato alle nostre sedi sparse per il mondo di rafforzare i nostri siti esistenti, andando anche nella direzione del btoc. Però con i fondi a nostra disposizione.

Ma che significa? Si intende per caso aggiungere altri 8 milioni di fondi ENIT ai 58,1 milioni di euro già a budget del progetto italia.it?
Ecco, ci mancherebbe solo questa…

Il “portale del sorriso” per il momento continua a far piangere ed i vari attori sulla scena, con le loro contraddittorie dichiarazioni ed azioni, sembrano costantemente oscillare tra la commedia e la tragedia.
Povera italia.it .

P.S. La notizia è stata già ripresa da molti .