Quando a maggio 2007 ho deciso di aprire millionportalbay, dopo l’ ibernazione di scandaloitaliano ed il cessato tam tam di indignazione nei vari blogs, pensavo che sulla vicenda italia.it avrei pubblicato sì e no, ma a dirla proprio grossa, un post al mese.
Oggi ho scoperto che questo è il 74-esimo post in categoria italia.it su un totale di 84 post del blog da 183 giorni a questa parte.

In media farebbe un post su italia.it ogni 2,5 giorni. Che sia un po’ troppo?😉

La colpa non è mia… è che le cose succedono, accadono improvvise, poi cambiano, si evolvono e la vicenda, che dire… a suo modo intriga.
Ieri, ad esempio, il senatore Lucio Stanca, ex ministro dell’ Innovazione e delle Tecnologie nel precedente governo Berlusconi, ha rilasciato un’ interessante intervista a Fabio Cavagna su La Provincia di Como; che alla vicenda di italia.it ha poi dedicato l’intera pagina 5 del giornale.
Questo forse perchè l’ex-deus ex-machina del progettone, pur essendo pugliese di nascita, pare che risieda ora in Lombardia (ma sono rispettoso della privacy e non vi dico esattamente dove).
Strenua e scontata difesa del progetto ed immancabili accuse di incapacità all’attuale governo.
Per-le dichiarazioni indimenticabili e poichè il documento rischia di non esser più disponibile di qui a qualche giorno, mi affretto ad archiviarne una copia anche QUI (co0411-attu04.pdf – 123 KB) e riporto un significativo stralcio del dialogo (ma poi leggetela tutta l’intervista: è breve e ne vale la pena).


Ma quei 45 milioni stanziati per il portale?

 

Quella cifra, per capirci, riguarda l’iniziativa nel suo complesso. Sarei stato altrimenti da arrestare e internare se avessi anche solo pensato di destinare tutti quei quattrini al solo portale.

 

La suddivisione, dunque?

 

Alle regioni c’erano 25 milioni da destinare per arricchire il loro ruolo imprescindibile, accrescere di contenuti i propri siti di promozione turistica per poi metterli a disposizione di quello nazionale così da creare una struttura di elevata qualità quanto ai contenuti digitali.

 

Avanti con la ripartizione.

 

La ventina di milioni restanti era destinata allo sviluppo tecnologico del portale, oltre alla gestione tecnica nel corso degli anni successivi e alla creazione di una vera e propria redazione editoriale. Senza scordarsi la promozione a livello internazionale, vale a dire le forme di pubblicità per far conoscere il sito in tutto il mondo. Sa cosa le dico?

 

Dica pure

 

Che 20 milioni sono anche scarsini per l’insieme di questo genere di iniziative. [eeehhh ?!?!!!]

 

Intanto, nella primavera 2005 l’ “appalto” viene assegnato al gruppo Ibm.

 

E, caso strano per la pubblica amministrazione, non si assiste ad alcun ricorso all’indomani della gara europea. Così, in luglio si inizia a lavorare.

Ora, come sappiamo grazie a scandaloitaliano, Luca Carlucci, Lelio Alfonso, Google & C. il budget conosciuto ad oggi è di 58,1 milioni di euro. Ma il progetto originale fu annunciato, a suo tempo, per “almeno 140 milioni di euro“.
Lucio Stanca ci spiega finalmente qui che i 45 milioni di euro originali non erano tutti per il portale, nooooooo: 25 milioni sono per i contenuti che dovranno arricchire i vari portali regionali, ma da far confluire nel portale nazionale e 20 (un po’ scarsini, eh!?!) per lo sviluppo tecnologico del portale. Chiaro no?
Poi siccome il tempo passa, che vuoi, ci siamo anche scordati per strada i restanti 13,1 milioni di euro, ma vabbè, fa niente: e poi mica erano tutti per il portale, no?

Ora visto che siamo in vena di dare i numeri, curiosamente noto che scandaloitaliano è oggi al 67 posto nella classifica di BlogBabel (in salita), una posizione mai raggiunta, a mia memoria, nemmeno nei suoi giorni migliori; nonostante il blog sia da tempo “ibernato”, negli ultimi 30 giorni ha collezionato una media di 520 contatti/giorno, con punta di 2938 il 19/10 (ne faceva circa 3000 al giorno di media a febbraio e marzo).
Per confronto questo blog ne ha fatti, nel medesimo periodo, all’ incirca un terzo.
Il post più clickato di scandit, ancorchè assai lunghetto, è il post-collezione che ripercorre l’intera storia del portale.
Subito dopo viene… la pagina ‘In breve‘. Eh, eh, eh… tuttavia almeno il 30% di impavidi hanno ragionevolmente optato per il post “di approfondimento”. Bravi.

La pubblicazione del post di MPB sul “de profundis” di Rutelli nel blog scandaloitaliano ha collezionato anche un commento-appello, parzialmente gridato, di Claudio Iacovelli, già noto agli scandaloitalioti di allora per le sue passate operazioni di marketing intelligence sul portale italia.it, nonchè per qualche non memorabile articolo pubblicato sul sito della (ormai ex) margherita.
Mi pare che alle allora invocate

sedi più opportune, le uniche idonee ad un giudizio anche di merito rispetto ai costi pubblici sostenuti”

ci si sia infine arrivati e, curiosamente, per inaspettata iniziativa di uno dei nuovi attori principali. O no?
Ma ecco qui il pugnace incitamento ed auspicio:

L’iniziativa ‘istituzionale’ ha incontrato numerose difficoltà. L’iniziativa ‘autonoma’ non ha raggiunto gli obiettivi libertari che intendeva esprimere, soffocandosi quasi da sola. [si riferisce a Ritalia]
Resta, ad oggi, una situazione difficile per il Paese: il turismo é la vera principale risorsa completamente endogena dell’Italia, capace anche di attrarre capitali esteri.

La classe politica (al Governo ed all’Opposizione), gli ‘addetti ai lavori’, la gente (comune e nella ‘rete’), TUTTI DOVREBBERO CHIEDERE INNOVAZIONE NEL TURISMO, NELLA COMPOSIZIONE DELL’OFFERTA, NELLA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI, NELL’INTEGRAZIONE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA.

Dovrebbero finire le polemiche, dovrebbero nascere le idee, seguite dalle azioni. CONCLUSE.

E allora OK… eccola qui la mia proposta, meglio… la mia ideona: facciamo nascere una fondazione dedicata ad italia.it e poi iscriviamola all’ apposito Albo dell’ Agenzia delle Entrate. Devolviamo il nostro 5 per mille alla nobile causa. Rimpinguiamo il misero budget del portalone. Chiediamo a Lucio Stanca di devolvere una parte consistente (facciamo il 50% dai) del suo stipendio di senatore al progetto e facciamolo presidente della fondazione ad-honorem. E poi contributi diretti anche dal ministro Nicolais, da Rutelli, dall’ amministratore delegato di ENIT, dai consiglieri, da tutti gli assessori regionali al turismo. Poi via con le liberalità e le donazioni di tutti, che tanto si detraggono pure dalle tasse, macheccenefrega.
Facciamo tutti insieme questo nuovo miracolo italiano, questo grande gioco di squadra invocato da Lucio, ma con un budget di progetto più bello, più ampio, più grosso, più tutto: dai, su, coraggio, più milioni di euro per l’innovazione di italia.it .

Oh, ma mica tutti per il portale, eh?

P.S. 1 – Ora leggete qui (in basso) quanto può ragionevolmente costare la realizzazione di un portale del turismo che esiste davvero e con piattaforma di booking che funziona; nello specifico per una sola regione italiana, la Sardegna, ma con localizzazione in 7 lingue (tra cui giapponese e russo). Controllatene il posizionamento su Google cercando ‘Sardegna’. Ora moltiplicate pure per 20 e… vabbè, siamo forse ancora un po’ lontani… ma possiamo sempre farcela. E non dimenticate di pensare in grande. Sempre.

P.S. 2 – Gli effetti dell’annunciata chiusura di italia.it sulle visite al portale: servono più annunci di chiusura ministro Rutelli, integriamo la comunicazione pubblicitaria !!

italiaitchiude.jpg

P.S. 3 – Chissà perchè, ma ho come la percezione che di qui a breve scriverò un altro post su italia.it: le cose succedono, accadono improvvise…