E’ tempo di interviste per italia.it (quattro giorni fa quella di Lucio Stanca) e di teatrini, cioè niente di nuovo.
La novità è che stavolta l’exploit compare su di un blog, ma non un blog qualsiasi, un blog professionale (del network Blogosfere).
Di qui rimbalza sul Sole24Ore.com per diventare informazione doc: degna perciò delle rassegne stampa istituzionali (Enit – pag. 16).
Insomma tutto ok, se non fosse che l’intervista è un gran bello spot per l’abruzzese Enrico Paolini, assessore regionale al turismo e vice-presidente del cda di Enit e, per il resto, un discreto esempio di superficialità e disinformazione.

Blogosfere è “Blog professionali d’informazione”, ma in questo specifico caso oserei dire ben lontano da “Blog d’informazione professionale”.
Cos’è un blog “professionale”? Mah, forse non solo un blog su cui scrivere dietro compenso.

Stiamo creando un network d’informazione molto vasto ma al tempo stesso affidabile e sappiamo che non è facile.

Fare informazione affidabile credo sia possibile: io cercherei buoni riscontri.
Un’ intervista magari la preparo, a meno che lo scopo non sia un po’ diverso da quello naturale.
Se poi l’intervistato mi dice cose false, scarico l’onere della verifica al lettore o replico all’istante ?
Oppure commento a fine post ?

E che sia chiaro che non ce l’ho con Blogosfere o con l’autrice (Eleonora). Per cui voglio anche dire che, nel confronto con la bassa qualità d’informazione fatta su italia.it da molta (troppa) stampa nazionale, non è che poi, alla fin fine, il pezzo ne esca tanto tanto male.

Bene, dopo avere sprecato diverse decine di milioni di euro anche le regioni hanno alzato la testa per dire basta allo spreco e insieme a Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) hanno deciso di rilanciare il sito con contenuti gestiti dalle redazioni regionali.

Lo “spreco”, nel senso dell’ effettiva ed avvenuta erogazione di denaro, non arriva ad oggi ad UNA decina di milioni di euro. I contenuti, da sempre, avrebbero dovuto avere provenienza regionale (a parte quelli di natura “nazionale”, per 4 milioni di euro). Redazioni regionali per Italia.it non esistono e non è mai stato previsto che ci siano; la redazione è sempre stata unica: quella di Its. Ma poi ce l’immaginiamo cosa sarebbe un portale gestito da venti redazioni diverse che non si parlano tra loro, con venti criteri editoriali diversi?

…del silenzio di Rutelli sugli altri 20 milioni di euro scomparsi nel vuoto.

La frase sarà anche ad effetto, ma per chi (anche faticosamente) ha ricostruito con riscontri certi il budget reale (o almeno verosimile) del progetto, suona come una gran baggianata. Senza contare che la “competenza economica” del progetto è semmai in mano al ministro Luigi Nicolais, cui come noto risponde il DIT (Dipartimento dell’Innovazione e delle Tecnologie). Rutelli, di suo, ci ha messo solo la faccia: perdendola subito. E poi ancora e ripetutamente.

In che cosa consiste l’accordo raggiunto fra Enit e le Regioni?

Al momento non esiste alcun accordo ufficiale tra le Regioni e Enit.
…..

Qui si danno allegramente per scontate (o si ignorano) cose forse note solo agli “addetti ai lavori”, facendo apparire Enit e Regioni come enti tra loro del tutto indistinti e separati e non è affatto così, anzi è vero esattamente l’opposto. Basta dare un’occhiata alla composizione del CdA di Enit, così come prevista dalla legge di riforma del 2005 (art. 12 comma 7)

GOV Umberto Paolucci (presidente – nomina governativa)
GOV Angelo Balducci (Dip. per lo sviluppo e competitività del turismo – rappresentante Rutelli)
GOV Flavio Fasano (Ministero Affari Esteri – rappresentante D’Alema)
GOV Guido Improta (MIBAC – rappresentante Rutelli)
GOV Piergiorgio Togni (MIBAC – rappresentante Rutelli)

REG Enrico Paolini (vice-presidente + Regione Abruzzo – assessore turismo)
REG Marco di Lello (Regione Campania – assessore turismo)
REG Maria Rita Lorenzetti (Regione Umbria – assessore turismo)
REG Tiziano Mellarini (Provincia autonoma di Trento – assessore turismo)
REG Massimo Ostillio (Regione Puglia – assessore turismo)
REG Guido Pasi (Regione Emilia-Romagna – assessore turismo)
REG Luca Zaia (Regione Veneto – assessore turismo)

ASS Bernabò Bocca (Federalberghi/Confturismo)
ASS Claudio Albonetti (Assoturismo/Confesercenti)
ASS Costanzo Jannotti Pecci (Federturismo/Confindustria)
ASS Andrea Mondello (Unioncamere)

7 REG (Regioni) + 5 GOV (Governo) + 4 ASS (Associazioni di categoria)

Cioè in pratica, detto papale papale, le Regioni, l’Enit, Paolini, Paolucci e Rutelli… se la cantano e se la suonano tra loro.

Ma solo dopo la perizia Enit voterà un atto formale con il quale chiede al Governo di poter allestire e gestire il portale.

Qui c’è veramente da spanciarsi dal ridere: Enit pensa di chiedere formalmente al Governo di poter fare ciò che un atto legislativo del 2005 stabilisce chiaramente debba essere fatto dal DIT (art. 12 comma 8)… in raccordo con Enit. Se l’obiettivo è tagliar fuori completamente il DIT (auguri…), è chiaro che, affinchè ciò sia possibile, va esplicitamente abrogata e sostituita la norma. Con tutti i tempi tecnici che questo comporta. E su Economy (rassegna stampa ENIT pag. 4) si prova pure a ipotizzare di poterlo fare con norma apposita nella prossima Finanziaria o in un suo collegato. E la perizia al portale in quanto tempo pensano di poterla disporre e far redigere? E per fare solo dopo la “richiesta formale” barzelletta. Siamo già all’ 8 di novembre, la Finanziaria va chiusa ed approvata entro la fine d’anno. Ma dove vivono questi?
La perizia la faccia piuttosto (e in fretta) la Corte dei Conti.

Perchè prima la palla era in mano al Governo, perchè nel progetto di elaborazione del portale era previsto che i primi contenuti venissero inseriti dal ministero dell’Innovazione tecnologica con il supporto tecnico del Dipartimento del turismo. Solo successivamente era previsto l’intervento delle regioni; non è un caso che le Regioni avessero stretto con il Ministero dell’Innovazione tecnologica un accordo sulla tempistica di perfezionamento del portale.

Questo è semplicemente un falso storico clamoroso. E’ ampiamente noto e documentato che le Regioni, Paolini in primis, si opposero al progetto ‘Scegli Italia’ ai tempi di Lucio Stanca e Berlusconi, per meri “interessi di bottega”. Quattro regioni, tra cui l’Abruzzo appunto (e proprio con Paolini assessore), fecero pure ricorso alla Corte Costituzionale. Per mera ripicca la medesima storiellina si è poi ripetuta pari pari nel 2007 con i provvedimenti sul turismo in Finanziaria; nuovi “ribelli” Lombardia e Veneto: per entrambe, manco a dirlo, giunte di centro-destra. Intanto però, cambiato il colore politico del governo e cominciato ad annusare l’odore “fresco fresco” dei soldi, ecco che pronto e repentino è arrivato il voltafaccia dei sodali.

Nella Finanziaria 2005 erano stati stanziati ma non erogati 21 milioni di euro a favore delle Regioni. Quando saranno erogati?

Questo dipende dal Governo. Nel marzo del 2006, grazie ad un assiduo lavoro delle regioni, siamo riusciti a far firmare dall’allora ministro dell’Innovazione tecnologica, Lucio Stanca, il decreto di assegnazione dei 21 milioni di euro in favore delle regioni. Questo significa che quei soldi nel bilancio dello Stato sono destinati alle Regioni e che è necessario un altro atto formale che deliberi la disponibilità di cassa delle risorse stesse.

Ma cosa c’entra la Finanziaria 2005 se il provvedimento che stanzia i fondi (i primi 20+25) è un decreto ministeriale di aprile 2004 ?
Le modalità di erogazione sono scritte belle chiare e tonde nello schema di convenzione che è stato già firmato dalle Regioni, ma solo a partire dal 2007, a portale già ampiamente pubblicato. Si dica piuttosto che il DIT di Nicolais, solo per redigerla ‘sta convenzione, ci ha messo quasi un anno.

Quali sono state le reazioni di Rutelli e delle istituzioni interessate alla presa di posizione delle regioni?

Con il vicepremier Rutelli non abbiamo avuto modo di confrontarci subito dopo la decisione delle regioni di andare avanti ma abbiamo sempre dichiarato di essere interessati al portale.

Altra barzelletta. In CdA ENIT ci sono Balducci e Improta, “bracci operativi” di Rutelli. Verificare (click prego) gli incarichi di questi signori.

Come hanno reagito le Regioni dinanzi alla scarsa accuratezza dei contenuti di Italia.it?

Hanno mantenuto una posizione di equilibrio proprio perché sapevano che il portale era in via di completamento. L’idea di presentare il portale alla Bit 2007 non è stata nostra. In quell’occasione, le Regioni avevano precisato che il sito mancava dei contenuti che avrebbero dovuto inserire i propri comitati di redazione. Non abbiamo sollevato polemiche o proteste formali proprio per questo motivo nella certezza che avremmo risolto i problemi contenutistici in futuro.

Siamo all’apoteosi del falso. Questo ha dichiarato Paolini. Zaia (assessore turismo leghista) chiese di oscurare le pagine del Veneto. Pasi definì il portale “una ciofeca ed un cadavere non rianimabile“. Son queste le “posizioni di equilibrio” dei funamboli del circo regionale di italia.it .
A proposito, alla BIT 2007, sul palco di presentazione, c’era anche Paolini. Ma l’ideona di pubblicare “qualcosa” a tutti i costi è ormai ben noto che è stata tutta e sola del piacione. Con inutili tentativi di dissuasione del resto della corte.

I giornali parlano di 40 mln spesi per il sito. Se 21 non sono ancora stati erogati, gli altri che fine hanno fatto?

Questo non le deve chiedere a noi. Una cosa è certa: finora le regioni non ancora vedono un euro di quelli stanziati per elaborare il portale.

e contemporaneamente però

Una cosa è certa: le Regioni non hanno alcuna intenzione di rinunciare a quei soldi perché tutte hanno già concluso le convenzioni e i contratti con le società di informatica.

Ma è credibile che le amministrazioni regionali stilino dei contratti con aziende senza prima vedere un euro? Alla firma della convenzione con il DIT, tutte le Regioni si sono viste erogare il 10% di quanto spetta a ciascuna. A presentazione e approvazione del progetto viene poi erogato un ulteriore 40%. Il resto a stati di avanzamento. E’ scritto chiaro chiaro nelle convenzioni. Basta leggere.

Quindi, rimaniamo in attesa dell’erogazione dei fondi stanziati alle Regioni, ma siamo ancor più ansiosi di sapere dal Ministro Rutelli dove sono finiti i 19 milioni di euro (o forse più) prelevati dalle tasche degli italiani.

Ecco, togliamo tranquillamente il “forse” e chiediamolo magari a Nicolais e Ciro Esposito. Ma col dovuto dettaglio, grazie.

Insomma, nel complesso, un’occasione persa per chiedere qualcosa di concreto sui progetti futuri per italia.it, sempre che un progetto od un’idea reale e plausibile sul cosa fare esista. Che ora “va di moda il blog e il social network” e allora alè, generiche sparate così, tanto per vender fumo.
Ma studiare prima il/i target? Andare dagli operatori per capire a fondo “cosa e come” vendono a chi vuole venire in Italia, no eh?
Far prima un’analisi seria e produrre un progetto editoriale credibile, invece di andar dietro alle sparate del primo vip blogger che passa e che di turismo vorrei sapere quali esperienze concrete possa vantare?
Ma sì, decidiamo pure prima il come e solo dopo il cosa: fa molto geek.

Complimentoni eh, ma complimentoni davvero a ‘sti gran manager e blogger, “professionali” e non.

P.S. da Blogosfere, visti i miei commenti, hanno proposto

Se vuoi scrivere un post documentato sui punti che hai contestato mandacelo a redazione@blogosfere.it!

io glielo mando anche, visto l’entusiasmo da punto esclamativo: in fondo, perchè deluderli?