Dopo il NO a scandaloitaliano ed il successivo ricorso respinto è ora arrivato il NO anche a Generazione Attiva, che aveva chiesto accesso ai documenti di gara di Italia.it cinque mesi fa.
Generazione Attiva è un’associazione di consumatori, già famosa per l’abolizione dei costi telefonici di ricarica.
La motivazione della richiesta respinta è a dir poco risibile:

A seguito dell’esame della domanda, la commissione ha concluso, con un motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta Associazione, “…non rientra tra i diritti specifici dei consumatori…in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica”.

Non ci sono parole.
Non si può che urlare: vergogna, vergogna, vergogna !!

P.S. L’ultimo verbale disponibile tra le sedute della commissione di accesso ai documenti amministrativi risale al 17 settembre 2007: la richiesta di parere del DIT non c’è. Idem nei precedenti verbali. Quindi il parere deve essere stato espresso in seduta successiva. Notare che la richiesta di Generazione Attiva risale al 4 giugno 2007 e che ancora una volta il DIT non ha inviato la copia del verbale della commissione.

Purtroppo ero stato sin troppo facile profeta (sic!):

ITALIA.IT – Dopo soli 50 giorni il Governo risponde a Generazione Attiva (e che risposta!)

Commenti
2. frap1964 – Agosto 19, 2007

Temo che anche Generazione Attiva alla fine si prenderà un bel NO.
Ci sono pareri precedenti della Commissione di Accesso e del Consiglio di Stato che negano l’accesso anche alle associazioni (tipo Codacons o simili) quando la richiesta si risolve in un’azione di tipo popolare e/o presenta profili volti ad effettuare “controllo generalizzato”.
Vedi:
http://www.governo.it/Presidenza/ACCESSO/massime/massime_associazioni.html
[ndb: “purché l’esercizio del diritto di accesso da parte di tali enti esponenziali non si risolva in un’azione di tipo popolare (Cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 26 marzo 1992, n. 193)”]
e volume 11 pag. 536
http://www.governo.it/Presidenza/ACCESSO/volumi_accesso/volume11.pdf
Con la storiella dell’azione popolare, del controllo generalizzato, dell’insufficiente interesse differenziato e simili, in pratica, possono dire no a chi gli pare e/o decidere caso per caso, secondo come gli gira e con i più ampi margini di arbitrarietà.
A meno che non si tratti di questioni di natura ambientale.
Questo intendo quando parlo di “errore strategico”.
La trasparenza degli atti “all’italiana” è una vera e propria urgenza democratica sulla quale andrebbe fatta davvero una battaglia in sede europea.