Lo so che sembra incredibile, ma la commissione d’indagine del portale Italia.it, nella sua relazione, riesce a sostenere questa tesi: che il progetto sia fallito anche per probabile sottostima dei costi e che non si siano affatto verificate “spese allegre” o ingiustificate.
Verificare per credere alle pagg. 28-29 del documento, paragrafo 13) Precisazione sui costi.

La Commissione ritiene del tutto infondate e sicuramente frutto di equivoci e disinformazione quelle osservazioni secondo le quali per la realizzazione del portale sarebbero state spese cifre esorbitanti, ingiustificate e da alcuni indicate come ammontanti a 45 Milioni di Euro.
Dagli atti analizzati e dalle audizioni effettuate (vedi ad esempio osservazioni del Dott. Previtera circa il non avvenuto pagamento delle prime fatture relative a quanto già collaudato e quanto riferito in merito dall’Ing. Falavolti) addirittura emerge che, dal punto di vista della spesa, a tutt’oggi non risulta erogato al RTI aggiudicatario nemmeno 1 euro.
Dal punto di vista dell’impegno di spesa, vale la pena ricordare quanto segue:
● l’importo posto a base della gara è stato di Euro 9.500.000.00 al netto dell’I VA;
● la gara è stata aggiudicata con un ribasso pari al 17,368% pari ad euro 1.649.960;
● il corrispettivo contrattuale omnicomprensivo, fisso ed invariabile, per l’esecuzione della fornitura è stato fissato in sede contrattuale in complessivi Euro 7.850.040,00 IVA esclusa, al netto del ribasso offerto in sede di gara.

E fin qui nulla di nuovo: sin dai primi giorni della pubblicazione del portale il blog scandaloitaliano aveva rinvenuto il documento originale del bando di gara sul sito di Innovazione Italia (Documenti di Innovazione Italia… – 24 febbraio 2007). Gli importi erano noti da tempo. Ma anche 7.850.040,00 euro + IVA non sono esattamente bruscolini: fanno all’incirca 18,24 miliardi del vecchio conio (IVA inclusa) . Ma ora viene il bello.

In merito alla valutazione circa la congruità dell’importo posto a base di gara, la Commissione ritiene pienamente condivisibile il parere espresso in merito dal CNIPA il 21 Aprile 2004, e cioè che:
“In considerazione delle valutazioni, dianzi effettuate, relative a ciascuna voce di costo, tenendo conto della complessità tecnica e, soprattutto, organizzativa del progetto, dei tempi ridotti richiesti ai fornitori per l’avvio in esercizio del sistema, nonché di precedenti esperienze relative a progetti comparabili, si ritiene che 1’importo complessivo a base di gara, pari a 9.5 milioni di euro, possa risultare sottostimato“.

Capisco sia difficile non strabuzzare gli occhi ed irrompere in una sonora risata, ma tenete conto che

Di particolare rilevanza appare la osservazione della complessità organizzativa del progetto che, ad avviso della commissione, è stata sottovalutata dall’acquirente ed ancor di più dal fornitore.
Ritornando ai costi della fornitura vale altresì la pena di ribadire qui quanto già riportato al punto 9), e cioè che, con atto aggiuntivo al contratto di fornitura sottoscritto dalle parti in data 13 ottobre 2006 e formulato sulla scorta di apposito parere dell’Avvocatura dello Stato, acquirente e fornitore concordemente stabiliscono che:
● vengono riconosciuti al fornitore Euro 4.161.651,00 Iva esclusa, quale corrispettivo per le attività svolte e forniture collaudate, e quindi per il portale Italia.it nello stato di fatto in cui si trovava;
● veniva fissato un ammontare globale delle penali, che il fornitore avrebbe pagato, pari ad Euro 1.059.000.00 IVA esclusa;
● veniva determinato un minor valore dei servizi resi per Euro 141.000,00 IVA esclusa;
● venivano riconosciuti servizi aggiuntivi per Euro 196.400,00 IVA esclusa.
Vale la pena di osservare che la somma di oltre 4 Milioni di Euro riportata al primo punto del precedente elenco, è la cifra che il Dott. Previtera lamentava, in sede di audizione, come non ancora pagata in difformità agli impegni assunti.

A pag. 38 della relazione, nelle sue considerazioni conclusive, la commissione ribadisce che il valore del contratto, dopo la transazione, sarebbe stato ridotto a 5.851.355,00 euro (IVA esclusa o inclusa… non è specificato). Ancora una volta, quindi, ambiguità sulle cifre. Provate a far tornare i conti ed a capire esattamente quanto alla fine sarebbe dovuto al RTI.

In ogni caso, la Commissione ritiene di poter valutare come un equilibrato punto di approdo gli accordi economici sanciti col citato atto aggiuntivo. Vale altresì la pena di sottolineare come la contestazione e la definizione delle penali concorrono ad ulteriormente smentire atteggiamenti di spesa “allegra” o ingiustificata”, che invece non si riscontrano.

Naturalmente la commissione dimentica di sommare i costi per studio di fattibilità, incombenze iniziali e gara, pari ad ulteriori 1.237.000 euro IVA inclusa, ma tant’è… questi mica erano per il portale.
Anzi, si premura di far presente che

La Commissione ritiene che forse, ad alimentare, gli equivoci, possa aver concorso il fatto che, col Decreto del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie del 28 Maggio 2004, effettivamente altre somme erano state poste a copertura del progetto “Scegli l’Italia”, ma per altre forniture ed altre attività. Appartengono, ad esempio, a tale stanziamento i fondi che il 7 Marzo 2006 vengono, con ulteriore decreto ministeriale impegnati come segue :
● Euro 21.000.000,00 destinati al finanziamento di progetti delle Regioni e delle province autonome relativi ai contenuti digitali;
● Euro 4.000.000,00 destinati all’acquisizione, da parte del Dipartimento e da altri fornitori, di contenuti digitali di interesse nazionale e utilità comune.

Ma certo. A parte che ai 25 milioni di euro per contenuti ne vanno sommati altri 2,1 di cofinanziamento regionale ed altri 2 milioni ancora per la promozione di italia.it (decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22/07/2005), che la commissione si perde casualmente per strada; ma anche qui si prova a sostenere la tesi del “…ma mica erano tutti per il portale”, la favoletta ormai preferita da tutti gli attori istituzionali per tentare di imbonire, secondo loro, i gonzi in ascolto.
La realtà nuda e cruda è che nessuno (commissione compresa) è sinora riuscito e senza ambiguità a fare piena luce sui conti e sui costi effettivi del progetto.
Comunque nelle considerazioni conclusive

Rileva preliminarmente la Commissione come non abbiano fondamento le molte critiche sollevate in relazione all’eccessivo costo dell’opera: queste si basano sul presupposto, assolutamente errato, che l’appalto ora esaminato abbia assorbito l’intero stanziamento di 45 milioni di euro, mentre il contratto è stato aggiudicato al prezzo di € 7.850.040, poi ridotto con la transazione di cui al punto 7 ad € 5.851.355.

Capito? Nessun fondamento. Tranquilli: è tutto OK. 😉