La pubblicazione del rapporto della commissione di indagine Nicolais delinea finalmente, con buona chiarezza, la vicenda di italia.it.
La lettura del documento, insieme alle recenti dichiarazioni del senatore Lucio Stanca alla X Commissione del Senato e ad altri elementi che scandaloitaliano e millionportalbay hanno scovato e ricostruito in questi mesi, consente una ricostruzione precisa, dettagliata e decisamente verosimile dei fatti.
La fase iniziale di italia.it, di cui si racconta qui, è di particolare importanza, tanto che la commissione d’indagine e poi l’Avvocatura dello Stato concludono che proprio gli eventi dei primi mesi finiranno per condizionare pesantemente il seguito, determinando di fatto il fallimento del progetto.

Nel marzo del 2001 Lucio Stanca lascia IBM Italia, dove è entrato nel 1968, ricoprendo nel tempo vari incarichi sia in Italia che in Europa.
Nel giugno del 2001 viene nominato da Silvio Berlusconi ministro senza portafoglio per l’Innovazione e le Tecnologie e con decreto del 9 agosto 2001 gli vengono assegnate le deleghe.

L’ 8 di ottobre del 2003 è annunciata la nascita di Innovazione Italia (gruppo Sviluppo Italia).
Lucio Stanca, ministro, fa notare come il governo

“si sia così dotato di uno strumento operativo agile, flessibile, utilizzando l’alleanza e le sinergie con Sviluppo Italia, l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, forte della sua presenza sul territorio e dei suoi consolidati rapporti con le Regioni e le Autonomie locali nella promozione della competitività e del sistema produttivo del Paese”.


Due mesi dopo, il 4 dicembre 2003, Roberto Falavolti è nominato amministratore delegato e direttore generale di Innovazione Italia.

Dopo aver ricoperto gli stessi incarichi in Consip e con un passato in IBM, EDS e Capitalia, il nuovo manager, 52 anni, dovrà dare attuazione alla mission di Innovazione Italia, ossia assicurare le competenze specialistiche per la realizzazione dei piani e dei progetti del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie…

Nel frattempo, a novembre 2003, è nominato presidente di Sviluppo Italia Veneto l’imprenditore Massimo Colomban, già noto alle cronache per aver fondato e portato al successo internazionale il gruppo Permasteelisa. Sua l’idea originale del portale, almeno stando a quanto si legge in diversi articoli sulla rete.

12/11/2004 – Quella speranza chiamata Pdi
10/11/2005 – Italia.it, il portale nazionale del turismo – Attualità – Silvana Santoro
07/12/2005 – Il progetto “Italia.it”, il portale per promuovere le bellezze del nostro Paese
07/07/2006 – Turismo, il sito fantasma di Italia.it

Passano appena cinque mesi e il 16 marzo 2004 viene varato il mega-progetto “Scegli Italia”, di cui il portalone dovrà rappresentare l’elemento catalizzatore.
La commissione d’indagine, nel suo rapporto, ricorda l’impegno di una somma totale pari a 45 milioni di euro, ma in realtà le cose sono un tantino diverse.
A quella data, infatti, il progetto viene annunciato con un budget pari a 140 milioni di euro, di cui 100 per contenuti e 40 per la piattaforma.
Otto giorni dopo, a Rimini, vengono ribadite queste cifre da Lucio Stanca, corum populi.
Passa un mese e con decreto ministeriale D.M. 28/04/2004 il progetto viene apparentemente ridimensionato ad un fabbisogno di 90 milioni di euro e vengono subito finanziati, per il triennio 2005-2007, esattamente la metà dei fondi.
Sono gli ormai famosi 45 milioni di euro iniziali del portalone: 20 per la piattaforma, 25 per i contenuti nazionali e regionali.
Quindici giorni dopo, il 14 maggio 2004 un deputato della Margherita, Roberto Giachetti, presenta un’ interrogazione parlamentare

parrebbe all’interrogante che la somma complessiva di 140 milioni di euro per un portale internet, se pure dettagliatissimo, funzionale e di ampi contenuti, sia quantomeno esagerata, tenuto conto che per i servizi di e-government su tutto il territorio nazionale viene dedicata una cifra appena maggiore di quella proposta per il suddetto progetto, e che per il digitale terrestre lo stanziamento è addirittura inferiore, chiedendo se 140 milioni di euro non siano un po’ troppi per realizzare un sito.

Nell’ occasione Lucio Stanca risponde che

L’iniziativa, dedicata al rilancio del settore turistico, prevede un finanziamento complessivo di 140 milioni di euro, da utilizzare per la realizzazione di una piattaforma informatica organizzata in modo da consentire sia l’accesso alle informazioni che l’effettuazione di transazioni nel settore turistico-alberghiero. Il portale nazionale informativo concernente l’offerta turistica italiana non costituirà soltanto una mera raccolta ed aggregazione dell’offerta ricettiva italiana, ma sarà arricchito da una mappatura degli itinerari turistici, culturali, archeologici e gastronomici del nostro Paese, nonché realizzerà la distribuzione dell’offerta ricettiva nazionale sui circuiti internazionali tramite canali telematici quali GDS e Internet;

Il fondo gestito dal Comitato dei Ministri per la società dell’informazione interviene con un cofinanziamento di 45 milioni di euro di cui 20 milioni destinati al sistema di prenotazione e alla realizzazione del portale e 25 milioni per contenuti digitali; in particolare, nell’anno 2004, per le suddette finalità saranno impegnati rispettivamente 10 e 15 milioni di euro.
Altre risorse da stanziare a carico dei capitoli di bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero attività produttive, Ministero delle politiche agricole e forestali, Ministero dell’ambiente e tutela del territorio prevedono impegni per 45 milioni di euro.
Uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro sarà a carico di regioni ed imprenditori privati.


Con questi 45(iniziali) + 45(a carico dei bilanci di vari ministeri) + 50 (regioni ed imprenditori privati) si arriva appunto a 140 milioni di euro.

Il 29 luglio 2004 il DIT, tramite convenzione, incarica Innovazione Italia di redigere lo studio di fattibilità relativo all’attuazione del programma.

Per lo studio di fattibilità, un benchmark internazionale realizzato da McKinsey, altre incombenze preliminari e la gara, Innovazione Italia spende 1.237.000 euro IVA inclusa.
Ne dà conferma Ciro Esposito, capo dipartimento del DIT, in audizione alla X Commissione della Camera dei Deputati, il 19 settembre 2007

…sono state spese alcune centinaia di migliaia di euro per lo studio di fattibilità fatto all’epoca dalla McKinsey, che costruì una situazione di scenario per la partenza del portale e… eeeehmmm… altre cifre che non superano il milione per Innovazione Italia che ha partecipato alla gestione del portale.

Dello studio di fattibilità (qui una sintesi ) ne ha già raccontato, con dovizia di particolari, Luca Carlucci su scandaloitaliano.
Ma vale la pena di riportare di nuovo qui le proiezioni economico-finanziarie

Il progetto della piattaforma digitale richiede nell’arco dei primi tre anni, per la fase di start up ed avviamento, un investimento pari a:
• circa 11 Milioni di Euro per investimenti in tecnologia, comprensivi di realizzazione della piattaforma e dei sistemi integrati di booking, connettività, sviluppo e manutenzione evolutiva
• circa 9 Milioni di Euro per l’acquisizione di un set iniziale di contenuti e per la loro traduzione e aggiornamento multilingua

Il programma generale prevede inoltre che il lancio mondiale della piattaforma sia sostenuto attraverso una campagna di comunicazione a livello internazionale per un valore complessivo sui primi tre anni stimabile in circa 46 Milioni di Euro, da inserire nell’ambito dei programmi di promozione previsti dalle Amministrazioni a ciò delegate.
Sulla base delle previsioni di sviluppo dell’iniziativa nel tempo, i costi operativi evolvono dai 4,5 Milioni di Euro del primo anno fino a circa 17,5 Milioni di Euro nel 2010, anno in cui è previsto un numero di accessi pari a 40 Milioni di utenti.
Si prevede che la piattaforma generi ricavi pari a circa 1,5 Milioni di Euro nel primo anno, con una crescita nei successivi anni di esercizio fino a circa 22 Milioni di Euro nel 2010.
Dopo un primo periodo caratterizzato da flussi di cassa negativi, a partire dal 2008 la piattaforma potrà raggiungere l’equilibrio finanziario divenendo in grado di sostenersi autonomamente.

e a seguire le previsioni di spesa in merito ai contenuti

Le attività di digitalizzazione, da collocare nell’ambito di idonei accordi di programma, potranno essere co-finanziate in forma paritaria dai Ministeri competenti, MIT, Regioni e soggetti proponenti, per un impegno complessivo previsto pari a 100 Milioni di Euro. Potranno essere predisposti appositi bandi per la digitalizzazione ed integrazione di contenuti rilevanti secondo le modalità ed i formati concordati per rendere più efficace la consultabilità.

Sempre Lucio Stanca, alla X Commissione del Senato nel novembre 2007, afferma

Come è stato ricordato, e qui voglio fare solo un commento, quando abbiamo programmato i 45 milioni, cifra che è stata subito… subito strumentalizzata, come ha detto anche il Vicepresidente Rutelli per l’eccessivo costo, non è comparabile a livello di investimento fatto in questo campo specifico dell’ innovazione tecnologica negli altri paesi a fine di sostegno del turismo. Non è comparabile…., in termini minoritari, in termini di insufficienza delle risorse stanziate.

Quindi lo stanziamento di 45 milioni per fare una volta per tutte, mettere chiarezza e qui sono d’accordo con il ministro Rutelli, è una cifra iniziale per fare un’opera del genere, un progetto sistema Paese di questa complessità.

L’ 8 febbraio 2005 lo studio, nei termini di cui sopra, viene approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione e dal Comitato Strategico rappresentativo delle altre amministrazioni coinvolte.

Il 26 febbraio 2005 Lucio Stanca invita il DIT ad impartire le disposizioni attuative del progetto.
Appena due giorni dopo Innovazione Italia redige il bando di gara con la formula di “licitazione ristretta accelerata” con questa motivazione:

Necessità ed urgenza derivante dall’importanza strategica del portale per il recupero di competitività e per fronteggiare la situazione di crisi del settore turistico italiano avente preminente interesse nazionale.

Per un prezzo a base d’asta pari a 9,5 milioni di euro + IVA si richiede

Realizzazione dell’infrastruttura ICT del Portale Nazionale per il Turismo Italia.it, acquisizione contenuti e servizi per il caricamento dei medesimi e la traduzione nelle lingue di riferimento, la conduzione del sistema e dei servizi applicativi, inclusa la piattaforma di booking in ASP.

Si prevedono un termine ultimo per la consegna del progetto pari a 24 mesi ed una serie di prescrizioni piuttosto restrittive sul fatturato del triennio antecedente e sulle pregresse esperienze delle aziende in materia di realizzazione di portali.
In particolare nel bando si prescrive:

al punto III.2.1.2 che:

I concorrenti,a pena di esclusione, unitamente alla richiesta di invito, dovranno produrre una dichiarazione a firma del legale rappresentante, …, attestante un fatturato globale per forniture di tipologia analoga a quella oggetto della presente gara per un importo complessivo realizzato nel triennio antecedente non inferiore a 12.000.000 EUR.

al punto III.2.1.3 che:

a) I concorrenti,a pena di esclusione, unitamente alla richiesta di invito, dovranno produrre una dichiarazione a firma del legale rappresentante,…, attestante nel triennio l’esecuzione di un contratto di fornitura di tipologia analoga a quella oggetto della presente gara per un importo non inferiore a € 5.000.000, ovvero almeno due contratti per un importo complessivo non inferiore a € 6.000.000, o tre contratti per un importo complessivo non inferiore a € 7.000.000.
b) Nell’ambito di tali contratti il concorrente dovrà avere realizzato un portale con annessi servizi informativi, di booking e promozionali.

al punto VI.4) che:

La piattaforma tecnologica dovrà essere disponibile on-line entro tre mesi dall’aggiudicazione ed i servizi e le attività accessorie di sviluppo, personalizzazione, manutenzione e gestione dovranno essere assicurati per l’intera durata del contratto.

Il bando prevede infine i criteri di aggiudicazione (in ordine di importanza)

1 Valore tecnico
2 Prezzo
3 Tempo di esecuzione

e viene pubblicato il 2 marzo 2005 sulla G.U.C.E. (Gazzetta Ufficiale Comunità Europea) ed il 4 marzo sulla G.U.R.I. (Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana), oltre che su quattro quotidiani nazionali.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande è insolitamente ristretto: 15/03/2005 ore: 12:00.
Tenuto conto che il 4 marzo 2005 è un venerdì, di fatto le imprese avranno sì e no appena sei giorni lavorativi per approntare l’offerta.

Alla gara partecipano inizialmente diciassette aziende, ne vengono selezionate dodici che, dopo la fase di pre-qualifica, si riducono a sei e poi a quattro.
Tra queste c’è l’elite dell’informatica mondiale: IBM (in RTI con ITS e Tiscover), Microsoft (in RTI con il Touring Club Italiano), Accenture ed altre (non specificate).
Nonostante i tempi ristrettissimi c’è comunque spazio per chiedere ed ottenere chiarimenti sui requisiti di gara.

Soltanto quindici giorni dopo, il 31 marzo 2005, viene chiesto al CNIPA un parere di congruità sull’appalto.
La richiesta è obbligatoria in base all’ art. 8 d.lgs. 39/1993, come ribadito anche nellla legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Legge Finanziaria 2005), ma andrebbe ovviamente effettuata prima e non certo dopo l’esecuzione della fase di pre-qualifica di gara.

Sta di fatto che il CNIPA, con atto n.60/2005 del 21 aprile 2005 esprime nel complesso parere favorevole, evidenziando però alcune criticità e definendo il progetto, secondo quanto scrive la commissione d’indagine, come sostanzialmente velleitario.
In particolare :
– la durata contrattuale di due anni viene considerata eccessivamente breve e si invita ad estenderla compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione;
– l’impegno continuativo di “sole 18 persone” per due anni viene considerato sottostimato;
– l’impegno economico-finanziario in bando pari a 9,5 milioni di euro + IVA viene considerato sottostimato;
– si invita a mettere in atto un sistema tecnico di monitoraggio del progetto, viste le varie scadenze particolarmente brevi.

Nessuno di questi suggerimenti sarà preso in considerazione.

Nel maggio del 2005, con l’ art. 12 della legge n. 80 del 14/05/2005 viene approvata la riforma di ENIT, che diventa Agenzia Nazionale del Turismo.
Con il provvedimento la neonata Agenzia dovrà gestire a regime il portale e contribuire al proprio sostentamento, anche con iniziative di promozione e commercializzazione collegate alla nascente PDI (Piattaforma Digitale Interattiva), cioè il mega-portalone.
Nell’occasione il Ministero dell’Ambiente viene autorizzato ad investire sul progetto 9 milioni di euro aggiuntivi da individuare nell’ambito del cosidetto Fondo speciale (il fondo normalmente utilizzato per far fronte alle emergenze nazionali !).

Il 15 Giugno 2005 a Milano, presso la Mediateca Santa Teresa, Claudio Chetta, consigliere per l’informatica e la digitalizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e componente del comitato strategico del progetto “Scegli Italia – italia.it” al convegno “La valorizzazione dei grandi tesori culturali e turistici italiani”
presenta

una proposta politica per un grande progetto di collaborazione finalizzato al rilancio internazionale del nostro Paese.

In questa occasione si prospetta nuovamente la

Costituzione di fondi regionali di incentivazione e cofinanziamento all’uso delle tecnologie per la creazione o l’adeguamento di portali o siti di settore. Con lo scopo di valorizzare e promuovere luoghi e beni di attrazione turistica con la partecipazione dei Ministeri coinvolti. (il progetto “scegli italia” prevede 100 ml di euro)

Il 4 luglio 2005 Sviluppo Italia, con suo comunicato, annuncia che l’appalto è stato aggiudicato al RTI costituito da IBM s.p.a. (mandataria) , ITS s.p.a. e Tiscover AG s.r.l. (mandanti) per 7.850.040,00 euro + IVA.
In verità non si tratta dell’offerta economica più vantaggiosa, altre due offerte sono inferiori a 7.000.000 di euro mentre una è di molto superiore, pari a € 9.199.800,00 .
Tuttavia sulla base dei criteri di aggiudicazione, che privilegiano la qualità tecnica dell’offerta sul prezzo, IBM & soci risultano essere i vincitori, con punti complessivi pari a 49,667.

Il contratto esecutivo, che curiosamente verrà firmato soltanto il 16 settembre 2005 (da cui l’aggiudicazione “ufficiale” comunicata alla CE nella medesima data), prevedeva originariamente tre scadenze precise e ben distinte.
La prima entro tre mesi dalla data del verbale di inizio attività, con obbligo di rendere disponibile il portale online entro tre mesi,

comprensivo dei contenuti, delle banche dati, delle funzionalità specificate nel capitolato tecnico, nonché dell’interfacciamento con il portale ufficiale delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

La seconda, con l’obbligo di consegnare

entro cinque mesi dal predetto verbale, il completamento della fornitura del secondo set di contenuti “localizzati”.

La terza, con l’obbligo di consegnare, entro ventiquattro mesi, dalla medesima data

il portale, completo di tutti i servizi e prestazioni accessorie ivi compreso il trasferimento della conduzione del portale stesso, dei servizi applicativi e dei formati sorgente dei programmi software e personalizzazioni realizzate in esecuzione del contratto e delle basi di dati per garantire la continuità del servizio.

Il verbale di inizio attività, che fa fede per il rispetto delle tre scadenze, viene sottoscritto tra le parti il 21 luglio 2005.
La prima scadenza da rispettare è dunque il 21 ottobre 2005.
Le restanti sono il 21 dicembre 2005 ed il 21 luglio 2007.

Lucio Stanca, nel suo lungo monologo in X Commissione al Senato nel novembre del 2007, dichiarerà poi

mi assumo tutte le responsabilità per i tempi ristretti che IO ho voluto, perchè con la piccola esperienza che ho, credo che i tempi che lei ha menzionato di tre, cinque mesi… trattandosi… trattandosi di prodotti già esistenti e funzionanti potevano essere affrontati… e una volta tanto questo Stato deve dimostrare di essere moderno e di essere all’altezza delle sfide che vengono dal mercato e dall’esigenze del mercato. Portali che si sviluppano in anni di lavoro non esistono, non possono esistere sul mercato. Quindi mi assumo la responsabilità politica di aver definito dei tempi ristretti per fare il portale il più velocemente possibile.

Mi assumo la responsabilità, ripeto, di dire che i tempi erano più ristretti di quanto normalmente la Pubblica Amministrazione accetta di realizzare questi… questi progetti.
Io ho sfidato la Pubblica Amministrazione a fare presto, come si fa in altri settori.

Da notare che il contratto esecutivo firmato prevede l’applicazione di penali articolate e diverse per le varie scadenze. In particolare:

il comma 2 lett. a) dispone- una penale giornaliera di €. 5.000,00 nel caso di violazione dell’art. 3, comma 2. L’art. 2, comma 2, al primo cpv, prevede che il Fornitore debba rispettare il cronoprogramma di cui al Capitolato tecnico, e, al secondo cpv, che “il Fornitore è in ogni caso obbligato, per patto essenziale, accettato in sede di gara, a completare la piattaforma digitale e rendere disponibile on-line il portale entro tre mesi dalla data del verbale di inizio attività, comprensivo dei contenuti specificati al par. 2.10 della medesima offerta presentata in sede di gara, della banca dati delle strutture ricettive, delle funzionalità specificate nel capitolato tecnico, nonché dell’interfacciamento con il portale ufficiale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, per l’applicazione delle penali di cui oltre”.

Lucio Stanca, in sede di audizione il 28 novembre 2007, dirà al ministro Rutelli che il vincolo contrattuale di consegnare il portale era più un “nice to have” che altro, e che

no assolutamente, non era un obbligo contrattuale, non è stato mai messo nel contratto questo termine.

In questo periodo si inseriscono anche una serie di eventi che la commissione d’indagine Nicolais tralascia di menzionare totalmente, ma che spiegano molto bene la mancata collaborazione da parte delle Regioni: in particolare l’insorgere di un contrasto istituzionale Stato-Regioni in materia di legislazione del turismo, con relativo ricorso di quattro Regioni alla Corte Costituzionale (Abruzzo, Campania, Toscana e Veneto).
Se ne è parlato diffusamente e nei dettagli in questo post di millionportalbay:

italia.it: fermate il progetto. Ma andate in Cina…

e su scandaloitaliano in

Storia di uno scandalo italiano #4. La guerra dei Comitati

Il giorno dopo la firma del contratto, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22/07/2005, vengono aggiunti al budget di progetto altri 2 milioni di euro da destinare alla promozione del portale.
Il totale sicuramente finanziato sale così a 45 + 9 + 2 + 2,1 (di cofinanziamento regionale obbligatorio), uguale a: 58,1 milioni di euro.
Anche su questo, la commissione d’indagine Nicolais, nella sua relazione, non dice una parola.

Ad appena 8 giorni dalla firma del verbale di inizio attività, Innovazione Italia, con comunicazione del 29 luglio, incredibilmente

contesta al RTI la carenza di competenze specialistiche in materia di turismo online [??!!??]

Il 9 settembre 2005 l’ing. Falavolti di Innovazione Italia incontra i responsabili di IBM e contesta loro i ritardi; per contro IBM rimprovera una chiusura per ferie eccessivamente lunga, sostenendo che Innovazione Italia si è resa disponibile solamente a settembre.
Si decide congiuntamente che dovranno tenersi degli incontri di aggiornamento settimanali, al primo dei quali (16 settembre) IBM partecipa solamente con personale operativo.

Vista l’aria che tira, Innovazione Italia ed il DIT decidono di affidare una consulenza ad un esperto di fama europea (il prof. Werthner), perchè segua da vicino il progetto.
Potrebbe trattarsi del Prof. Dr. Hannes Werthner, direttore del centro ricerca EC3 (Electronic Commerce Competence Center) con sede a Vienna.
Ma l’RTI non si adegua alle prescrizioni ed ai suggerimenti dell’esperto, che il 10 ottobre, ad 11 giorni dalla prima scadenza, segnala che a suo parere

il progetto non è ben gestito dal fornitore.


Curioso però il fatto che lo stesso professore (se è lui) abbia poi in altra occasione espresso un ben diverso parere per uno dei due mandanti del RTI.

Appena tre giorni dopo, il 13 ottobre, ha inizio la prima fase dei collaudi: tutti negativi.
Il 21 e 24 ottobre, il 3 ed il 4 novembre nuovi collaudi: ancora negativi.

La prima scadenza è dunque saltata ed il DIT viene informato da Innovazione Italia il 10 novembre 2005 (venti giorni dopo la scadenza).
L’esito dei collaudi è ufficialmente dichiarato negativo:

in ragione di “significativa incompletezza sotto il profilo dei contenuti e conseguentemente delle localizzazioni linguistiche nonché della indisponibilità o incompletezza di importanti funzionalità”.

Ciononostante sia Innovazione Italia che il DIT non assumono alcuna concreta iniziativa, nel senso che sembra non contestino formalmente la scadenza trascorsa e si limitino invece, secondo quanto scrive la commissione, a prendere atto dello stato di cose.
Intanto Innovazione Italia insiste affinchè la prima fase venga terminata al più presto; poi il 25 novembre chiede la sostituzione del responsabile di progetto.
Il 5 dicembre 2005 viene organizzata una sessione dimostrativa alla presenza del capo dipartimento del DIT e ancora una volta l’esito è negativo.

Ormai è fin troppo chiaro che il portale non sarà certamente pronto per le Olimpiadi di Torino.
E la seconda scadenza del 21 dicembre si avvicina inesorabile.

Quattro giorni dopo, con lettera del 9 dicembre, IBM addossa a Innovazione Italia la responsabilità del ritardo, contestando ritardate approvazioni e richieste di attività aggiuntive inizialmente non previste.
Sei giorni dopo, il 15 dicembre 2005, IBM comunica che il responsabile del progetto è stato sostituito.
Il 21 dicembre è la data limite per la consegna “conclusiva” del portale nella sua prima versione: nella relazione della commissione Nicolais non si fa però cenno all’esito dei relativi collaudi.

A questo punto il ministro Stanca viene avvertito della situazione e prova a dirimere direttamente la questione: ma i contrasti apparentemente continuano.

Il 4 gennaio 2006 lettera del RTI che nuovamente respinge le responsabilità e il 12 gennaio lo stesso fornitore non accoglie l’invito di Innovazione Italia ad una verifica congiunta della funzionalità del portale.

Intanto però, nella seconda metà di gennaio 2006, viene redatto il piano per la pubblicità del portale (quello da 46 milioni di euro in tre anni, almeno secondo le cifre dello studio di fattibilità).
Il 23 gennaio IBM comunica di aver consegnato ad Innovazione Italia le password di accesso al portale.
Il 3 febbraio viene ideato il logo del portale (sic!)

logoitaliait_stanca.jpg

che il governo Prodi sostituirà poi con l’ormai famoso “cetriolone” da 100.000 euro (ri-sic!).

logoitaliait_prodi.jpg

Il 7 febbraio 2006 finalmente le Regioni possono accedere al portale, ma appena due giorni dopo Innovazione Italia scrive (prot. U/225) criticando fortemente il lavoro svolto da IBM e soci.
Un mese dopo, il 7 marzo 2006, con provvedimento del ministro Lucio Stanca, viene istituito il Comitato per il portale.

Il 21 marzo Innovazione Italia scrive al DIT e finalmente pone il problema di dover decidere se continuare oppure cessare il rapporto con il RTI.

II DIT si esprime a favore della prosecuzione.

Il 30 marzo viene sottoscritto un protocollo d’ intesa tra DIT ed ENIT, che prevede il passaggio di gestione del portale ad ENIT al più entro due anni.
Lo stesso giorno viene sottoscritto il protocollo d’intesa tra Lucio Stanca e Vasco Errani (presidente della Conferenza delle Regioni) per definire
i criteri operativi con i quali le Regioni dovranno partecipare al progetto “Scegli Italia”.

Il giorno dopo, il 31 marzo 2006, Lucio Stanca presenta alla stampa il portale italia.it affermando che

“abbiamo finalmente colmato una evidente lacuna con gli altri Paesi concorrenti sulla scena turistica internazionale”
….
il Governo ha costruito questa determinante e rilevante base documentale digitale ed interattiva con 20 mila schede e 32mila strutture ricettive on-line già disponibili, il futuro di Italia.it passa al Comitato Nazionale per il Portale Italia.it, a cui partecipano, oltre ai ministeri interessati, anche l’Enit, le Regioni e le associazioni di categoria
….
“con questa infrastruttura digitale, che a regime sarà in 8 lingue, l’Italia colma una lacuna e, soprattutto, si riposiziona in modo competitivo nel nuovo filone del web-turismo, che sta registrando notevoli tassi di crescita, mettendo in mostra nel mondo tutti i suoi ‘gioielli’ turistici, artistici, culturali, ambientali ed anche eno-gastronomici, un ‘tesoro’ che non ha eguali”.

Quattro giorni dopo:

il 4 aprile Innovazione Italia presenta una relazione sullo stato di avanzamento lavori comprensiva delle stime sulla valorizzazione delia fornitura.
Nonostante il quadro pessimistico circa l’avanzamento (si cominciano infatti a calcolare le penali dovute per contratto) , l’analisi conclude ne! senso della opportunità di prosecuzione del progetto, e indica le possibili modalità.
Nello stesso senso conclude la relazione del prof. Werthner, che pure inizialmente
sì era espresso non favorevolmente.

Questo insolito cambio d’opinione potrebbe però avere una ragione.

Cinque giorni dopo, il 9 ed il 10 aprile 2006 si vota.
Termina la legislatura ed inizia l’era del governo Prodi.

Sempre dall’audizione di Rutelli al Senato del 28 novembre 2007 si apprende, dalla viva voce di Lucio Stanca che:

Nel mio documento di consegne… passaggio di consegne che ho effettuato il 18 maggio 2006, in funzione del cambio di responsabilità del Governo, io indico al collega Nicolais precisamente che c’è in corso una vertenza con il raggruppamento di imprese che ha vinto l’assegnazione della gara, per quanto riguarda la qualità dei dati e quindi l’opinione dell’Avvocatura… e indico anche l’esigenza di accelerare il più possibile; visto che i fondi son stati resi disponibili per il decreto di febbraio e l’accordo di programma era stato sottoscritto, c’erano tutti gli strumenti e le risorse finanziarie per chiamare le Regioni a sviluppare i dati. Stiamo parlando quindi di maggio 2006 quando consegno con documento di passaggio di consegne questi due aspetti, una di criticità e l’altra di accelerazione.

Con nota del 9 giugno 2006 il DIT (nel frattempo è cambiato il capo dipartimento ) richiede un parere all’Avvocatura dello Stato.
In particolare domanda:

– se in base all’art. 15, secondo comma lett. a) del contratto, sia possibile applicare la penale ivi prevista per la mancata disponibilità on line del portale entro tre mesi dall’inizio dei lavori, in considerazione delle contestazioni avanzate dal fornitore;
– posto che l’importo complessivo delle penali supera il 15% del valore del contratto, che consente di chiedere la risoluzione dei contratto, come affrontare il possibile contenzioso, ovvero l’eventuale transazione.

Questo è il punto nodale di tutta la questione, ma qui facciamo una pausa e ci fermiamo.
Per riprendere poi.