Sul tema dell’accessibilità del portale italia.it si sono aperte, sin dal momento della pubblicazione, grandi polemiche. Inizialmente italia.it era visibilmente non accessibile e fu lo stesso raggruppamento d’impresa a riconoscerlo.
Per la fine del mese di aprile 2007, con il supporto della fondazione ASPHI onlus, nel cui consiglio direttivo siede Andrea Pontremoli, Presidente ed AD di IBM Italia SpA, ci si pose l’obiettivo di raggiungere la piena conformità ai requisiti tecnici, elemento obbligatorio secondo la legge 4/2004 (legge Stanca) per i portali della pubblica amministrazione.


Sulla presenza dell’obbligatoria prescrizione in tema di accessibilità nel contratto esecutivo del progetto si sono accesi forti dubbi, polemiche e domande: di recente è stata presentata persino un’interrogazione parlamentare, la seconda sul tema, dopo quella a risposta immediata del 6 marzo 2007, di Leone, Palmieri e Campa e di cui è disponibile il video su YouTube.
Il RTI (IBM e soci), sul sito di italia.it, ha di recente modificato la dichiarazione di accessibilità, che ora contiene tutti i dettagli e la possibilità di visionare la valutazione positiva effettuata della cooperativa David Chiossone (regolarmente iscritta nel registro dei valutatori abilitati del CNIPA) ed il report di Roberto Scano, presidente dell’ IWA/HWG.
IWA e la cooperativa Chiossone, nel maggio 2006, hanno stretto un rapporto di collaborazione volto alla promozione dell’accessibilità del Web in Italia.

“L’accordo è un punto di partenza importante per Iwa Italy”, dichiara Scano “e si è chiuso grazie alla preziosa mediazione del Referente Regionale di Iwa Italy per la Liguria, Marco Bertoni, che colgo l’occasione per ringraziare. In questo modo”, continua Scano, “gli sviluppatori esperti in materia di accessibilità che hanno partecipato allo sviluppo delle regole tecniche del DM 8 luglio 2005 possono fornire un ottimo supporto per le attività di formazione e consulenza della Cooperativa David Chiossone. La sinergia quindi”, conclude Scano, “porterà senz’altro beneficio alla diffusione dell’applicazione della Legge Stanca nonché alla promozione della sua corretta implementazione.”

Marco Bertoni è “la voce fuori dal coro” che il 15 novembre scese in campo in difesa dell’accessibilità di Italia.it, dichiarando sul suo blog

Ho collaborato, come consulente per la Fondazione ASPHI, al miglioramento nel senso dell’accessibilità del portale. Se questo fatto mi rende fazioso, pazienza😉. Vorrei, però, che i paladini del “mugugno” ricordassero che dietro ogni progetto ci sono persone reali, il cui lavoro va rispettato.

In risposta al post di millionportalbay , che faceva notare l’assenza del logo di accessibilità sul portale italia.it, commentava

Che non abbiano fatto richiesta del bollino è irrilevante. Chiunque si occupi seriamente di accessibilità sa che il bollino in questione è, nella migliore delle ipotesi, un inutile fregio per dirigenti. Ci sono molte PA che seguono un serissimo percorso di adeguamento alla 4/2004 che se ne fregano del bollino. Per fortuna😉.

Un inutile fregio di cui il portale italia.it curiosamente ora si vanta

Il 21 novembre 2007 il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) ha assegnato al portale il logo di accessibilità.
Siamo il 100° sito che riceve questa attestazione.

Dunque i maggiori esperti italiani in tema di accessibilità sono scesi in campo per garantire e certificare l’accessibilità di italia.it e quindi, almeno su questo, si dovrebbe ora poter stare tranquilli.
La relazione della commissione d’indagine dedica alla questione dell’accessibilità uno specifico paragrafo, il 12) a pag. 27.

Per quanto riguarda l’accessibilità, i requisiti e le caratteristiche tecniche definite nella domanda e quelle, con esse soddisfacentemente coerenti, definite nell’offerta ( vedi.in particolare § 2.6.3.4), appaiono più che soddisfacenti. Si
segnala in particolare l’impegno al pieno rispetto della legge n.4/2000 e degli standard e delle norme WCAG 1.0 e W3C. E’, anzi, opportuno sottolineare che in questo caso, sia la domanda che l’offerta, appaiono spingersi verso la conformità ad un eccesso di standard e norme, al punto che il CNIPA, nel proprio parere sulla domanda, esplicitamente suggerisce di “..limitare la coerenza dei requisiti di accessibilità alle sole norme italiane, evitando il riferimento a norme europee che, allo stato non risultano in vigore”.

Se ne deduce che l’obbligatoria prescrizione di accessibilità era originariamente presente nel dettaglio della domanda e dell’offerta di gara. Anzi, l’RTI avrebbe addirittura proposto di “strafare” in questo senso. Una conferma di ciò la si poteva trovare nella precedente versione della dichiarazione di accessibilità sul sito di italia.it, là dove si faceva esplicito riferimento al raggiungimento di conformità alle più severe norme europee.
Purtroppo la wayback machine non ha registrato la pagina, per cui ora ci si può affidare solamente alla buona memoria di chi allora ha visitato questa sezione del sito.

Resta inspiegabile l’ostinato mutismo del DIT e di IBM su questa specifica questione: lo si comprende solamente ipotizzando il chiaro intento di non voler fornire, su richiesta, in nessun caso ed in nessun modo alcun tipo di informazione sul progetto.