[UPDATE 19/01/2008] – pronti a ricominciare !

Anna Masera su LaStampa.it di oggi annuncia il de profundis definitivo per Italia.it.
A quanto pare ieri sera verso le 19.00 sarebbe stata decisa e decretata la fine ingloriosa del portale ciofecone direttamente dal DIT e dal ministro Luigi Nicolais. Naturalmente nessun tipo di annuncio sul sito del Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella P.A.
Zitti zitti hanno spento il portale e buonanotte (ma i link sul sito governativo ci sono ancora tutti).

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Cinquemilioniottocentocinquantunomilatrecentocinquantacinque euro + un altro milioneduecentotrentasettemila per il solo studio di fattibilità + un bel centomila ancora per il solo sgorbio del cetriolone. Totale: 7.188.355 euro e probabilmente qualcosina d’altro ancora (vedi alla voce: anticipi del 10% per convenzioni già sottoscritte con le Regioni, certificazioni e verifiche per accessibilità, spese varie ed eventuali, ecc. ecc.)
Gettati al vento definitivamente.
Complimenti.

Lucio Stanca, padre putativo e strenuo difensore del progetto, il 29 novembre 2007 in audizione alla decima commissione permanente Industria, Commercio, Turismo del Senato: “Cioè, mettiamo a tacere… perchè sennò i cervelli vanno all’ammasso con questa storia degli sprechi… gli sprechi ci sono… In questo caso non ci sono!” e “Cioè dal punto di vista tecnico è validissimo” .

Progetto fallito per sottostima dei costi e nessuno spreco secondo il rapporto della commissione d’indagine del ministro Nicolais.

Il ministro Rutelli è “un esempio raro e unico di trasparenza ed efficienza”, secondo Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze; vincitore del Tourism, Business and Culture Award alla BIT 2007, premio speciale come “uomo dell’anno per il turismo”. Motivazione: per le attività intraprese in questi mesi a favore del turismo. Tra cui spicca luminoso e immemorabile l’accorato appello (con backstage) “Pliiz visit the websait bat pliiiz visit Italy“, improvvisato lì per lì. Per dirla con le sue parole: “...ed è diveeeentata una leeeeggenda questa storia…“.

Italia.it: nel 2008, il portale col sorriso, secondo Eugenio Magnani, direttore generale di ENIT.
Sorriso indecifrabile, forse poco più di un lazzo.

[UPDATE 19/01/2008]

E il resto dei 58,1 milioni di euro del budget di progetto che fine fa ?

“il resto, spiega Ciro Esposito, capo del dipartimento per l’Innovazione della presidenza del Consiglio, “rimane nelle casse in attesa di ricominciare, di fare qualcosa di diverso insieme alle Regioni”. “In questi mesi (da febbraio 2006 a dicembre 2007) – aggiunge Esposito – abbiamo cercato di migliorare l’offerta, di rilanciare il portale chiedendo il contributo delle Regioni. Ma le polemiche sull’efficacia del sito web hanno avuto la meglio. Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa“. (Agr)

Insomma, è colpa nostra.

Va bene. Ma ora chi paga?
Risponde Il Legno storto.

Corte dei Cooooooooontiiiiiiiiiiii, se ci sei batti un colpo !!

P.S. Ora più che mai, FIRMA !
P.P.S Negli ultimi sei mesi il sito ha svolto la sua funzione in modo davvero egregio, anche nel confronto con il sito di ENIT.
Il picco di accessi coincide con l’annuncio di chiusura del portale da parte di Rutelli.

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P.P.P.S. Per i nostalgici ormai c’è solo la wayback machine.