Se avete letto questo post che risale al 29 novembre scorso, forse vi è rimasta la curiosità di sapere cosa avesse replicato allora il ministro Rutelli. Alla luce degli eventi di questi giorni, cioè dell’ inattesa chiusura del portale italia.it, vale la pena di leggere (od ascoltare) cosa affermasse il ministro dei Beni Culturali (con delega al turismo) poco meno di due mesi fa.


Per capire il senso della replica iniziale di Rutelli, va chiarito come Lucio Stanca gli avesse inizialmente contestato il fatto di essersi presentato in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, per la prima volta, solamente un anno e mezzo dopo l’inizio di legislatura. Stanca terminava poi così il suo lungo sproloquio:

L. STANCA: …Lei aveva suggerito in un primo momento di fermare, di partire da zero… attenzione signor… signor ministro che l’ENIT, cioè il presidente Paolucci che è ancora… ha un rapporto di lavoro con la Microsoft, e qui siamo evidentemente in un grosso conflitto di interessi, perchè le ricordo che la Microsoft è la seconda società classificata dopo il raggruppamento di IBM e quindi ha perso la gara, e quindi affermazioni se mai fossero state fatte da parte del presidente dell’ENIT in merito all’aggiornamento tecnologico del portale… suggerisco una cautela… perchè evidentemente ci troviamo difronte a un chiarissimo conflitto d’interessi.
Ma in definitiva a me in fondo mi interessa solo alla fine sapere: ma questo portale lo portiamo avanti sì o no? Le risorse finanziarie ci sono ancora o sono sparite?
Perchè questo poi il Paese vuole sapere.
Grazie.

Rif. audio: 1:20:00 – 1:31:38

A. SCARABOSIO: … Quindi darei la parola al ministro in modo tale che possa… eeehh… esaurire un pochettino questa richiesta, vedere cosa succede del portale, ecco diciamo…

F. RUTELLI: Grazie signor Presidente, io ribadisco la disponibilità, l’unico momento in cui mi sono permesso di interrompere il senatore Stanca è quello riguardante la procedura perchè onestamente io ho un grande rispetto per il Parlamento e non c’è una sola volta nella quale io son stato invitato a una commissione parlamentare o in aula o a fare altre attività in cui non abbia adempiuto al mio dovere. Chiaro quindi. La prima volta in cui son stato invitato da questa Commissione sono venuto. Mi è stato chiesto di fare una relazione sul portale; sono disponibile a fare una relazione complessiva sul turismo o se credete meglio a rispondere a quesiti dei colleghi senatori e poi, senza necessariamente introdurre, darvi… darvi delle informazioni. Però ripeto, quella istituzionale di inizio legislatura l’ho resa davanti alla Commissione Cultura perchè eravamo in una fase in cui la competenza del turismo era stata attribuita a me… in quanto ministro dei Beni Culturali finchè non c’è stato, non è stato approvato il decreto sullo spacchettamento delle competenze. Quindi l’ho svolta la relazione al Senato, ma l’ho svolta in altra commissione che all’epoca era quella reputataa… competente. Così come nel frattempo ho svolto duuue relazioni alla Commissione corrispondente, ripeto, della Camera poichè sono stato richiesto di farlo due volte, due volte sono andato. Non appena voi riterrete opportuno di chiedermi di ritornare tornerò volentieri e… anche con interesse, perchè tanto ci sono senatori che hanno certamente la competenza, Presidente a partire da Lei, per darci ancheeeee… indirizzi ed opinioni utili se si ricrederà una volta approvata la manovra, all’inizio dell’anno. Sono a vostra disposizione.
Rispondo ai quesiti posti dal collega Stanca e… e vorrei dare in estrema sintesi la mia valutazione sulla base dell’esperienza. E’ chiaro che la… proprio l’estrema complessità politico-amministrativa… ha fatto sì che un progetto che fu avviato all’inizio del 2004… mi corregga se sbaglio… e che ha visto la stipula dell’accordo di programma tra il Ministero dell’Innovazione e la Conferenza delle Regioni il 30 marzo 2006, cioè ha impiegato due anni nella fase ascendente… eeehh… non poteva per la sua configurazione prevedere l’applicazione di quel termine che prevedeva addirittura il popolamento, la disponibilità online del portale e il suo popolamento tre mesi dopo il 21 luglio 2005, in tempo appunto per le Olimpiadi. Poi si può valutare… io ho semplicemente citato la… l’opinione dell’Avvocatura dello Stato. Cioè la… la macchinosità della procedura era tale per cui… anche… anche necessitata, non entro nel merito, non amo fare polemiche sinceramente da un’amministrazione all’altra, [ndb: questa è veramente straordinaria !!] però nel nell’ereditare tra virgolette questo governo una procedura non può non dire… il Governo… oggi per mia bocca, che la disponibilità del portale online dopo tre mesi dal 21 luglio 2005, popolato dei dati era… era… era… eehh… ai fini… ai fini addirittura di renderlo agibile per… E certo io posso anche essere rimproverato di aver dato un impulso difronte alle tantissime sollecitazioni che erano identiche a quelle con cui ha concluso il suo intervento il senatore Stanca, ovvero “che se ne fa?”, “che fine fa?”, “compare?”, “si butta via o lo si mette in rete almeno per sollecitare una emulazione positiva, una partecipazione positiva?”; può essere stato certamente un eccesso di buona volontà… ecco diciamo così… e dunque… può essere stata una una aspirazione irrealistica quella di sollecitare… Un anno di tempo, perchè questo è stato detto con estrema chiarezza: una presentazione, un release provvisorio alla BIT del marzo di quest’anno [ndb: era il 22 febbraio] con l’impegno di arrivare al marzo successivo alla versione definitiva… eehhh… la valutazione che poi io vi ho scritto, che vi ho tradotto nel calendario… reso a questo punto ineludibile attraverso gli accordi tra il Ministero dell’Innovazione e le Regioni ci porta addirittura per… il termine ultimo di fine lavori dell’ultima Regione in grado di completare la procedura… al 18 aprile 2009. … So che non dobbiamo aspettare l’ultima Regione, però so anche bene che se… è la Sicilia quest’ultima Regione nel calendario, che se volete… rendo… rendo naturalmente disponibile. Questo a mio avviso ci spinge a considerare che essendo l’operazione un’operazione molto ambiziosa e molto macchinosa e… eeeehh… le procedure purtroppo non inverate dall’associazione temporanea d’impresa, tant’è che già il precedente Governo ha dovuto aprire una procedura per verificarne le inadempienze e l’attuale Governo non ha potuto fare altro che andare… continuare sulla stessa… sulla stessa strada, talchè c’è un contenzioso e non c’è un’erogazione di… di quattrini al… alla raggruppamento delle imprese… poichè sia il Governo precedente sia l’attuale si ritengono i-n-s-o-d-d-i-s-f-a-t-t-i della prestazione che è stata resa; a questo si è aggiunto la valutazione della comunità tecnologica, chiamiamola così, che è invece negativo sulla piattaforma. Non soltanto sulla qualità dei dati, non solo sul popolamento dei dati, ma ripeto un giudizio negativo sulla piattaforma stessa; questo a me ha spinto, alla luce di questo arco di valutazioni… che ho riassunto… a giudicare che nella responsabilità del Governo non c’è altro da fare che verificare gli inadempimenti per via amministrativa e contabile. Per quanto riguarda quello che io ho definito un nuovo inizio, io penso che sia giusto attribuirlo alla… all’agenzia ENIT, non in quanto… ho citato io per primo la competenza, Lei è stato ministro, è arrivato a fare il ministro svolgendo la responsabilità, eehhh… se non ricordo male nell’IBM, cioè proprio nella… in questa importante società internazionale… eeehhhh… e dunque io penso che quello sia un più, non sia un meno. Nessuno di noi ha mai citato la parola “conflitto di interessi” sa per il fatto che Lei… per il fatto che Lei… eeehhh… avendo… proveniendo da quell’azienda ha poi visto… [ndb: qui Stanca prova ad interrompere]… non ho mai pronunciato questa parola, non la… eeehhhmm… non intendo per quanto mi riguarda pronunciarla per polemica politica… l’ha fatto Lei prima e secondo me è stato sommamente inopportuno ma, in ogni caso ciascuno giudica i comportamenti degli altri liberamente perchè siamo nel parlamento di un Paese democratico. Ecco questo detto, io reputo che… eeehhh… l’ENIT abbia le competenze istituzionali per farlo in assoluta salvaguardia della trasparenza delle procedure, della correttezza delle procedure e dell’affidamento degli incarichi a chi ne abbia le caratteristiche adeguate… io penso che già noi potremmo tentare… io sto chiedendo in queste ore nell’ambito di un emendamento che ho presentato al ministro dell’Economia di… eeehh… attribuire la competenza, la gestione del portale Italia.it da “esercitarsi attraverso una apposita struttura organizzativa” all’ENIT. Da subito, da subito. Proprio perchè non si butti via nulla di tutto quello che è stato prodotto e nulla di questa collaborazione ineludibile tra lo Stato e le Regioni; sia affidato in questo senso all’ENIT. Io non so se verrà dichiarato ammissibile l’emendamento che ho presentato: se questo non avverrà dobbiamo trovare secondo me un’altra… spero con la collaborazione di tutto il Parlamento, un’altra circostanza… Presidente… legislativa, nella quale inserire questa opportunità. Chiedeva… mi chiedeva il senatore Stanca quanti soldi sono stati attribuiti alle Regioni, finora sono state impegnate… eeeehhh… complessivamente 5.431.000 euro, che son stati attribuiti alle Regioni in base ad una ripartizione…. se voleeeete ve la cito, se volete vi dò la tabella in base alla convenzione, vi dò la tabella dei dati disponibili. Eeeehhhh a fronte di questi finanziamenti voi sapete che per quanto riguarda l’avanzamento dei lavori del portale non si stanno registrando dei progressi particolarmente sensibili. D’altronde come lo stesso senatore Stanca osservava… eeehhhh… non si può prescindere dalle Regioni, non si deve prescindere dalle Regioni. Alla sua ulteriore… eehh… domanda se ci sono o no le risorse la risposta è sì: le risorse sono tutte appostate come è ben noto. Io reputo che la cosa migliore sia… eeehh… definire…., sarebbe anche utile un indirizzo del Parlamento… perchè no… al Governo dunque… magari dalla Conferenza Stato-Regioni alle Regioni impegnate sempre in sede di ENIT… perchè come dicevo prima la piattaforma possa essere rivista… eeehhh… in modo più partecipativo, più aperto, che corrisponda ai parametri di Web 2.0, cui lo stesso senatore Stanca si richiamava poco fa e dunque che da questa vicenda, ripeto… estremamente lunga, penso che i dati temporali vi siano chiari, vi sia chiaro come l’attuale Governo abbia cercato di assumere in termini di buona volontà questa eredità per comprendere se ve ne fossero le condizioni per portarla a buon fine… Pur difronte alle evidenti complessità che ho cercato di descrivere non reputo che sarebbe saggio disperdere il know-how, le capacità che si sono in modo così complicato acquisite. Ed io mi augurerei che anche con un atteggiamento costruttivo da parte di tutte le parti interessate, ferme restando… eeehh… le pratiche di contenzioso che sono aperte, si possa attribuire all’Agenzia del turismo e dunque allo Stato e alle Regioni, che attraverso di essa delegano le loro competenze di promozione del turismo italiano… eeehhh… la rinnovata esperienza di questo portale.
A. SCARABOSIO: … Grazieeee…
L.STANCA: … vorrei far mettere agli atti signor Presidente che io, siccome è stato fatto un riferimento, seppure molto indiretto alla circostanza che il raggruppamento che ha vinto la gara era l’IBM, che io ho avuto dei rapporti con l’IBM… siccome è stato fatto… voglio far mettere agli atti che dal 1 aprile 2001 [ndb: e non è un pesce d’aprile] io con la società con cui mi onoro di aver lavorato per trentatre anni non ho mai avuto nessun tipo di rapporto in nessuna circostanza e in nessun modo. Quindi non ci son stati più nessun tipo, ovviamente è inutile sottolineare nemmeno di lavoro, nè di compensiii, nè di consuleeenze…. NIENTE ! Tanto per chiarire, per fugare qualsiasi possibile dubbio. Grazie.
A. SCARABOSIO: … Grazie, lo abbiamo messo a verbale, perchè …

Per la cronaca, come ha fatto sapere in questi giorni l’assessore al turismo ligure Margherita Bozzano (cui, per inciso, piace evidentemente viaggiare in comodità), l’emendamento di cui si parla, in Finanziaria 2007, non è proprio passato. In effetti nel testo della legge (approvata definitivamente al Senato solo il 24/12/2007) non risulta. Nel frattempo però la stipula del contratto esecutivo con il nuovo RTI (Telecom & C. ) e relativo periodo di affiancamento di tre mesi al vecchio RTI capitanato da IBM, di cui parlava Ciro Esposito in audizione alla Camera nel settembre 2007 , era stata sicuramente sospesa dal ministro Nicolais: è il famoso “ripensamento” del DIT dell’ ultimo comunicato ANSA, tanto per intendersi. Al DIT si sono quindi trovati a fine 2007 con il vecchio contratto, già prorogato ad IBM e soci nel luglio 2007 per altri sei mesi, ormai definitivamente ed inesorabilmente scaduto; e nessuna reale e possibile immediata alternativa in mano. Difficile credere però che non fosse stato previsto che, anche nel caso l’emendamento ENIT fosse passato, non ci fossero comunque i tempi tecnici per un “passaggio di consegne” ragionevole.
Insomma il destino di italia.it era comunque segnato e deciso già due mesi fa (e forse anche prima).
Semplicemente niente più hosting per il portale, che giocoforza è stato semplicemente spento.
Come sia ora possibile che ENIT stia già preparando , dunque, un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico è comunque spiegabile. Poi non a caso era in programma un incontro per oggi tra “alcuni assessori regionali al Turismo e il ministro per l’Innovazione tecnologica Nicolais”, che diversamente avrebbe ben poco senso: parecchi assessori regionali siedono infatti già nel consiglio di amministrazione di ENIT; le Regioni non vogliono certo perdere ora la possibilità di spendere i loro 21 milioni di euro, ciascuno in piena libertà e autonomia. Notare che il decreto attuativo di trasferimento dei fondi nelle casse regionali, in realtà, non è mai arrivato.
Inoltre il nuovo statuto dell’Ente (ma che coincidenza…) dopo mesi di attesa, è stato “improvvisamente” approvato dal dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio proprio poco prima del Natale. E naturalmente il dipartimento a chi risponde? A Francesco Rutelli.
Intanto il ministro Nicolais, proprio il 29 novembre, il giorno dello scontro Rutelli-Stanca, così rispondeva ad un’ interrogazione parlamentare del deputato Giorgio Jannone (FI)


L’impegno del Governo è
, quindi, quello di garantire il mantenimento degli attuali livelli di funzionalità del portale nel passaggio dalla prima fase di realizzazione al nuovo assetto gestionale. Da ultimo va poi sottolineato che gli errori lamentati all’atto della prima pubblicazione del portale, tra i quali vanno senz’altro ricompresi quelli indicati dall’interrogante, e che comunque risultano percentualmente irrilevanti rispetto al complesso delle informazioni ivi contenute, sono stati eliminati e l’ulteriore sviluppo dell’iniziativa consentirà una messa a regime dei contenuti e delle indicazioni fornite, tali da assicurare per accuratezza e puntualità un miglior servizio agli utenti.

Puntuale è dunque arrivata l’odierna stoccata finale di Lucio Stanca

Mentre il ministro Rutelli circa un anno fa celebrava con enfasi l’apertura del portale in rete, a distanza di quasi due anni dalla presa in carico del progetto il Governo ha dimostrato la propria incapacità nel portare avanti l’iniziativa. In tutto questo tempo non è stato fatto niente per il suo successo.

Visto l’epilogo, è un po’ difficile dargli torto del tutto.