Il portale italia.it ha chiuso, ma le Regioni non intendono rinunciare ai 21 milioni di euro che spetta[va]no loro.
La conferma arriva da Enrico Paolini, assessore al turismo della regione Abruzzo, coordinatore degli assessori al turismo regionali e vice presidente di ENIT.

“La posizione delle Regioni è stata sempre chiara perché fin dall’inizio abbiamo mostrato l’intenzione di proseguire sulla strada del portale” – ha detto Paolini – confermando inoltre le richieste delle regioni, e cioè “la gestione del portale affidata all’Enit e il trasferimento dei 21 milioni di euro che il decreto Stanca ha affidato circa due anni fa alla competenza delle regioni stesse”.

Sulla chiarezza della posizione delle Regioni ci sarebbe parecchio da discutere. Ai tempi di Lucio Stanca si opposero in tutti i modi al progetto, anche ricorrendo alla Corte Costituzionale pur di mettere il bastone tra le ruote al progetto.
Enrico Paolini, su Panorama il 18/08/2005 – pagg. 154/56, definì il progetto “un inutile sperpero di denaro” nato “non si sa per favorire quali interessi”.
Poi, dopo la pubblicazione del portale, fu la volta delle dichiarazioni di sdegno, tra cui è rimasta famosa quella di Guido Pasi che definì il portaleuna ciofeca ed un cadavere non rianimabile” e quella di Luca Zaia, che chiese l’oscuramento delle pagine del Veneto. L’assessore veneto rincara oggi la dose con suo comunicato stampa sul sito regionale:

“La doverosa chiusura del portale Italia.it è l’ulteriore dimostrazione del fallimento del centralismo e dei tentativi di ricreare con altri nomi un ministero del turismo che non serve e non esiste perché bocciato dagli italiani”…. una vicenda “che è costata agli italiani 45 milioni di euro e ha portato solo danni al nostro turismo. Per il Veneto, di gran lunga prima regione turistica d’Italia con oltre 60 milioni di presenze registrate e 12 miliardi di euro di fatturato, sarebbe stato molto meglio se il portale non avesse mai aperto e se avessimo potuto investire in immagine i soldi così malamente spesi”. “Del resto – ha spiegato Zaia – a Rutelli glielo avevamo detto in chiaro da subito, ancora nel settembre del 2006: il portale non va, lascia perdere. Il vicepresidente del Consiglio ha invece voluto fare di testa sua, presentandolo con fuochi d’artificio alla scorsa edizione della BIT, nel febbraio del 2007. L’effetto è stato tra il comico e il devastante, e i tentativi affannosi di rimediare sono stati vani. Ora parla di colpe non sue, rispetto ad uno strumento del quale come Regioni, in coro, gli avevamo segnalato limiti ed errori”.

Ma quando arrivò il momento di firmare le convenzioni con il DIT, praticamente tutti (o quasi) si buttarono voraci a spartirsi la torta da 21 milioni di euro, con un rapido voltafaccia, che per alcuni definire vergognoso è poco.

Su proposta di Luca Zaia, la Regione Veneto già il 28 marzo 2007 approvava la convenzione con il DIT, scrivendo nel documento accompagnatorio di presentazione alla Giunta Regionale:

Appare evidente che l’implementazione del portale Italia.it è indubbiamente uno strumento di diffusione importante, con il quale si intende raggiungere e comunicare con milioni di potenziali turisti del mondo, attratti dalle eccellenze del nostro Paese, e in questo senso quindi il Ministero per l’innovazione e le tecnologie ha inteso allargare l’operatività del portale nazionale alle Regioni instaurando con esse specifici rapporti per il flusso delle informazioni turistiche, culturali ed ambientali.

Infatti con provvedimento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 3 agosto 2006 è stato approvato il piano di riparto tra le regioni dei fondi stanziati, e alla Regione del Veneto, in relazione al fatto che risulta essere la prima regione in Italia in termini di presenze turistiche, sono stati assegnati Euro 1.678.400,00 da destinare appunto alla realizzazione degli opportuni collegamenti fra il portale regionale e quello nazionale.

Sempre su proposta di Luca Zaia il 10 luglio 2007 la Regione Veneto approvava una consulenza/incarico professionale da 35.000 euro, destinatario TeDIS, un centro di ricerca appartenente ad un consorzio para-universitario fondato e collegato all’ università di Venezia ed a varie università internazionali.

Le attività previste per questo incarico:

1. Analisi dell’attuale modello gestionale e tecnologico del portale nazionale Italia.it,
2. Analisi del sistema e ricognizione dei siti Web esistenti in Veneto,
3. Benchmarking internazionale,
4. Stesura della scheda progetto da presentare al DIT per il co-finanziamento dei progetti destinati alla realizzazione dei contenuti digitali di interesse turistico nel portale “Italia.it”,
5. Stesura del Piano Strategico per
http://www.veneto.to [ndb: il portale del turismo regionale veneto]

Nel contempo veniva abbandonato da tutte le Regioni il portale del turismo interregionale (in realtà depotenziato a prototipo) con budget da 15.561.486,70 € e arenatosi nei meandri burocratici della regione Liguria, responsabile prima del coordinamento del progetto. L’assessore al turismo ligure Margherita Bozzano, secondo quanto scrive il Secolo XIX, girava nel frattempo in missione l’Italia e il mondo (compreso un viaggio a Shangai in business class, giustificato con certificato medico) e la sua regione accumulava in due anni e mezzo spese per 2 milioni e 385 mila euro, autorizzando per dipendenti vari oltre 5000 missioni all’anno. Tutto nella norma per l’assessore al personale ligure G.B. Pittaluga, perchè

«gran parte di queste missioni riguarda la partecipazione alla Conferenza delle Regioni ed alle sue commissioni – puntualizza l’assessore- ma anche ai molti incontri con l’amministrazione centrale per cose che hanno ricadute importanti sulla nostra Regione»;

per Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria

«Sono stati viaggi in cui la Regione ha sostenuto l’internazionalizzazione delle imprese liguri.»

Dopo la notizia dell’avvenuta chiusura del portale, anche l’assessore ligure era rapidamente insorta rivendicando il diritto ad avere i 21 milioni di euro previsti dal budget di italia.it (alla Liguria spettano 1.046.363,00 euro).

Francesco Rutelli, in audizione il 29 novembre alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato faceva presente che

nel calendario… reso a questo punto ineludibile attraverso gli accordi tra il Ministero dell’Innovazione e le Regioni ci porta addirittura per… il termine ultimo di fine lavori dell’ultima Regione [ndb: la Sicilia] in grado di completare la procedura… al 18 aprile 2009.

Scrive Luca Carlucci su scandaloitaliano [italia.it: ecco perchè il peggio deve ancora venire]

Vista la condotta delle regioni nella vicenda (ricordiamo che nel gennaio 2007, cioè tre anni dopo l’avvio del progetto italia.it, erano ancora a discutere se e come spartirsi i soldi loro destinati, e che a tutt’oggi non hanno ancora prodotto nella sostanza un bit di contenuti), alla Bozzano si potrebbe rispondere in maniera altrettanto spiccia che i 21 milioni, le regioni, dovrebbero averli tutti in monete da due euro.
Sui denti.

E io quoto.