[UPDATED – 31/01/2008]
Depositata il 24/01/2008 l’ interrogazione a risposta scritta 4/03357 del senatore Stefano Morselli.
Spunta anche una nuova interrogazione a risposta scritta 4/06166 (23/01/2008) del deputato Fabio Rampelli (AN) indirizzata direttamente alla Presidenza del Consiglio.

Qui tutte le interrogazioni parlamentari a risposta scritta su Italia.it.

Dopo il deputato verde Massimo Saverio Ennio Fundarò che ha preannunciato un’interrogazione parlamentare sulla chiusura di Italia.it, per par condicio, ci voleva un senatore.
Pronti.


Il segretario organizzativo e senatore de La Destra, Stefano Morselli, dalle pagine del sito di Francesco Storace (che di suo aspetta dal 3 aprile 2007 una risposta sull’argomento) esclama indignato:

Ci ricordiamo tutti il ministro Rutelli in un inglese maccheronico [ndb: qui in versione backstage] presentare con euforia il portale www.italia.it al Bit di Milano con la Pausini e Marcello Lippi [ndb: la Bellucci se ne avrà a male ?]. Un sito costato 45 milioni di euro per rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo. Ora questo portale già chiude nel totale silenzio del Palazzo. Rutelli deve spiegarci uno spreco di denaro pubblico di questa entità. Presenterò un’interrogazione al ministro Rutelli, che non perde occasione per dare lezioni di rigore morale ma poi, nei comportamenti concreti, sponsorizza iniziative fallimentari e clientelari” .

Si capisce subito che il senatore è uno informato e che l’iniziativa non è strumentale per niente.

Nel frattempo Rutelli, forse un po’ stufo di essere messo continuamente nel mezzo a sproposito, ha cominciato con le querele a qualche organo di stampa.
Naturalmente non manca di ribadire la favoletta della “release sperimentale”, peraltro già sostenuta in altra occasione.
Nel contempo il ministro precisa anche che ENIT sta già preparando un nuovo portale.
Dimentica di ricordare però che solamente a dicembre 2007 il dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio, che a lui risponde per delega espressa, ha finalmente approvato dopo mesi e mesi lo statuto di ENIT. Lo si apprende con nota striminzita che può essere letta nelle prime pagine della rassegna stampa di ENIT del 24/12/2007, oppure QUI .
E’ il regalo di Natale che Umberto Paolucci, presidente del CdA di ENIT (eletto il 15/11/2006 con decreto), attendeva da nove mesi e senza il quale l’ente era di fatto impossibilitato ad operare in piena autonomia.