Se per caso non avete mai letto nel dettaglio i risultati delle due ricerche di mercato (Makno e IPSOS) del febbraio 2007 sul logo cetriolone, quello il cui “gradimento è risultato straordinario, aldilà di quanto è normalmente atteso in condizioni del genere” [Ricardo Franco Levi], sarebbe anche ora che lo faceste: è una lettura estremamente interessante ed assolutamente imperdibile.

Diciamocelo francamente: la desk analysis semiotica di Makno era essenziale per avere la percezione dell’effetto teaser. E poi, voi non ve ne siete accorti, ma

L’immaginario evocato dal marchio è ricco e positivo.
Il marchio ha un buon portato empatico e relazionale al quale le due componenti concorrono in un massimo di complementarietà.
[…cioè, in lingua italiana?]

Il logo completo nel test di personificazione si rivela:

  • autorevole e determinato (“ha le idee chiare e un carattere forte”)
  • serio, tranquillo, stabile (“la voce è chiara e pacata”)
  • dotato di fantasia e sentimento


dà il senso della speranza in quello che verrà
[e la speranza non muore mai… sic!]

La presenza sorprendente della T richiama l’estro italiano (la capacità di accostare e
combinare in modo originale con stile inaspettato forme e colori).

Fa pensare a un contesto internazionale, a un paese aperto sul resto del mondo.

Chi si mostra perplesso ritiene che non riesca a rappresentare in modo compiuto le caratteristiche di solito attribuite al nostro paese.
“È troppo “spiazzante”, lontano dall’immagine tradizionale dell’Italia”
“È “troppo semplice”, pulito e discreto per corrispondere davvero allo spirito nazionale”
“È troppo educato, poco chiassoso: non siamo noi”
“È poco coreografico”

Se ‘it’ è la sigla, ‘Italia’ è la firma per esteso
[perbacco: ma anche questo è sorprendente !!]

Tutto cio propone un nuovo indizio “enigmatico” :
ma quanto ci potrà essere costata questa sequela di… !?!@!!?xx [censored] ?😀