Nei giorni scorsi, come era previsto da tempo (e da una convenzione dell’ ex-ministro Lucio Stanca di fine marzo 2006), la gestione dell’ ex-portalone è “ufficialmente passata ad ENIT”: ad evitare possibili “colpi di mano” del prossimo ministro.

Luigi Nicolais, attuale ministro per le riforme e l’innovazione nella PA, avrebbe nell’occasione dichiarato: “Da ora lo stato non vuole più saperne del portale“.
Appena cinque mesi fa invece scriveva: “L’impegno del Governo è, quindi, quello di garantire il mantenimento degli attuali livelli di funzionalità del portale” (29/11/2007).

Riassumendo, ci sono ventuno (+2,1) milioni di euro che le Regioni potranno ora allegramente dilapidare per rimpinguare di “contenuti” i propri portali regionali del turismo + altri nove (7+2) che finiranno invece ad ENIT (Paolini dixit) per “la gestione” di italia.it in versione 2.0, “più agile e partecipativa”, dicono.

Su ItaliaOggi di ieri, pag. 16 (articolo di Massimo Galli) Enrico Paolini, vice-presidente di ENIT, ha dichiarato:

“il presidente Paolucci, nonostante alcune discrasie tecniche ancora presenti, ha garantito che la firma ci sarà” – “Siamo a ridosso delle elezioni e non firmando si rischierebbe di bloccare tutto e perdere i soldi.”

Non sia mai.
Ci fosse qualcuno che si degnasse di spiegare invece che fine hanno fatto i 10 milioni di euro che mancano all’appello: silenzio assoluto, come sempre del resto, sui siti di ENIT e del governo.

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