L’aveva già detto e l’ha ripetuto a Riva del Garda: il portale Italia.it è importante, ma non è tra le priorità.
Naturalmente si parla di MVB, neo-sottosegretario con delega al turismo.
Contemporaneamente ha annunciato di aver già sottoscritto con il ministro Brunetta un accordo che prevede il passaggio di competenze per la gestione ed il rilancio del portalone presso il dipartimento per il turismo della presidenza del consiglio, quello da lei diretto… oops!
In conferenza stampa sembra abbia detto che questa decisione sarebbe stata presa dal grande capo in persona (Berlusconi).
Non sarà quindi l’ENIT a gestire il portale, come si era andato annunciando (inutilmente) nei mesi scorsi.
E le regioni, che pure siederebbero nel cda di ENIT, avranno quindi ben poco da decidere nel merito.
Confermato anche il siluramento di Umberto Paolucci (era alla presidenza del cda ENIT) che, come “atto dovuto”, pare si fosse già dimesso il 19 maggio, nonostante l’incarico del novembre 2006 fosse bipartisan; annunciata infine la nomina a nuovo presidente del cda di ENIT di Matteo Marzotto.

Plauso generale ed ovviamente tutti pronti a tirare la giacchetta al giovane manager, appena quarantenne, ma di “grande esperienza internazionale”, dicono; unica voce discordante quella di Assotravel, che ha fatto notare come “ancora una volta è stata scelta una persona estranea al mondo del turismo”.
Parole sacrosante.
Giorgio Armani, cui è stato ricordato come il precedente governo gli avesse offerto la presidenza del cda di ENIT ha dichiarato “Sì, me lo avevano proposto, ma non basta andare ai Caraibi una volta l’anno, come faccio io, per essere esperti di turismo. C’è comunque molto bisogno di fare qualcosa per il turismo italiano, spero che Matteo Marzotto si dia da fare”.
Frecciatina al neo-eletto, reduce da sei anni di maison Valentino Fashion?

Umberto Paolucci andrebbe invece a presiedere un non meglio identificato “comitato scientifico per lo studio e lo sviluppo delle nuove tecnologie” che si costituirebbe presso il dipartimento del turismo [ndb: ma cosa c’entra?]: “è un uomo che ha grandissime competenze in questo campo” – ha chiosato MVB – “e adempierà al meglio a questo incarico“.
Un contentino insomma, tanto per rendere meno amara la mancata riconferma alla presidenza del cda di ENIT. A chi gli chiedeva se, secondo lui, questa volta il governo riuscirà a realizzare un portale del turismo accettabile ha risposto: “Lì non c’entro. Mi sono offerto più volte ma non me l’hanno affidato. Inoltre non sono sicuro che debba essere un portale. Una presenza sul Web è efficace se ci sono dentro anche le imprese: ora è un persorso ad ostacoli“.

Così mentre la MVB continua a destra e manca ad elargire sorrisi e buoni propositi di “lavorare insieme”, riporta rapida sotto di sè le decisioni operative sul portalone e sui 21 + 7-9 milioni di euro che giacciono in attesa di essere spesi (dal 2004); naturalmente spacciando la cosa come “non così importante”, tanto che l’ omogeneità nazionale sulla classificazione alberghiera viene ora considerata come la priorità numero uno; a seguire la “riqualificazione e la politica integrata con gli altri ministeri.”

Il predecessore della MVB (Rutelli) col portale rimase parecchio scottato [ndb: Pliiisss vvisit the websait, bat…] ed il rischio per la “rossa salmonata” appare ora altrettanto elevato: soprattutto se proverà a fare completamente di testa sua (come sembra), negando pure i “famosi” 21 milioni di euro alle regioni.

“Nei prossimi mesi vi diro’ che cosa tecnicamente faremo e che cosa non faremo”.

Staremo a vedere.

P.S. Circa la bassa priorità nell’avere un portale del turismo “ragionevole” è interessante leggere alcuni degli atti della conferenza; in particolare “Il processo di pianificazione del viaggio nell’era digitale” (Tavolo 1 – 3 Brenner Google). Si tratta di uno studio di Synovate che paragona la situazione spagnola a quella italiana per il turista americano, inglese o tedesco che si accinga a fare una ricerca per una vacanza tramite google.