UPDATED 27/08

Davide Beretta, un giovane giornalista italiano che può vantare qualche esperienza internazionale, pubblica oggi sul Wall Street Journal un pezzo sulla vicenda del portalone e del logo cetriolone. Molto “understatement”, come si conviene, ma anche molto divertimento nel leggere le dichiarazioni di Luca Palamara, “former managing editor of www.italia.it”, di Marco Ottolini, project manager poi dimissionario e di Roberto Falavolti l’allora AD e DG di Innovazione Italia, gruppo Sviluppo Italia, recentissimamente ribattezzato Invitalia (OT: assolutamente imperdibile il video-discorso strappalacrime di Arcuri sulla nomina dei nuovi dirigenti…). Ai manager di Arcuri piace comunque viaggiare.

Diciamolo, questo articolo ci voleva davvero per migliorare definitivamente l’immagine del turismo italiano nel mondo: MVB (Michela Vittoria Brambilla) e Silvio si dispiaceranno forse un pochettino. Voi non fateglielo sapere.

“il Governo Zapatero”, spiega Arcuri, “nel prologo del suo piano sul turismo, con scadenza 2020, scrive testualmente: dobbiamo usare come benchmark l’Italia, perché nonostante le potenzialità infinite, ha fatto di tutto per non valorizzarle”. [se trovate la citazione… indicatelo nei commenti, grazie]

Saranno invece contenti i vari contributors di scandaloitaliano nel vedersi citato il loro blog addirittura sul WSJ

Scandalo Italiano, a popular blog authored by Italian multimedia professionals, chronicled more of the slip-ups. Among them: Typical seafood dishes from the coastal region of Marche came to include “pork roast with prunes,” which is popular in Poland.

anche se probabilmente ritengono di aver fatto qualcosina più della “cronistoria degli errori”.
Quale altro blog italiano, Beppe Grillo escluso, può vantare tanto?

[UPDATE] Notizia ripresa anche da BusinessWeek (How not to build a website), che naturalmente snobba le vere fonti, ancorchè citate, e puntualmente infila lo strafalcione sui costi del portale ($66 million); quelli veri sono ormai noti da mesi. Compliments.

[UPDATE 27/08] Notizia ripresa anche da gawker (che persevera nello strafalcione).


But the nation of Italy decided, hey, why don’t we do the opposite of all that, and see how much money we can burn through in pursuit of a conceptual online fiasco? So they did!

Ma la parte migliore sono i commenti:

“Forget the website, my beloved Italiani, and update your plumbing. Ti amo, Italia!”

Ovviamente di tutto ciò non troverete una riga una nella rassegna stampa di ENIT, che però vigila attenta sull’immagine turistica italiana nel mondo.