Se avete letto questo post dovreste già sapere che il piano strategico del portale turistico regionale www.veneto.to, pienamente interoperabile sulla carta con http://www.italia.it, è stato redatto da TeDIS, consorzio parauniversitario veneto (costo dell’operazione: 35.000 euro + IVA e non li vale) ed approvato dalla Regione Veneto nell’aprile del 2008.
Il documento può essere letto QUI (bur_036_2008.pdf – 2.24Mb) da pagina 22 a pag. 118.
E’ corposetto, però vale la pena dargli un’occhiata.

Il piano si compone di due parti principali: i capitoli da 1 a 5 presentano un’analisi propedeutica, quelli da 6 a 12 contengono invece le linee guida allo sviluppo del nuovo portale veneto; che sono poi così generiche da essere replicabili, più o meno, per qualsiasi altro portale turistico.
Il capitolo più interessante è a mio avviso il quinto, che discute alcuni esempi di best practices internazionali, in particolare i casi dei portali nazionali di Spagna e Portogallo e dei portali regionali di Bouche du Rhone e South West England.
I capitoli 6-11 sono invece un buon concentrato di ovvietà, ancorchè esposte in modo ben strutturato e con linguaggio forbito.
La parte divertente arriva a pag. 112 con l’identificazione dei livelli gestionali del portale responsabili delle attività di pianificazione strategica, sviluppo tecnologico e pianificazione editoriale; in parole povere la struttura di governance proposta per il nuovo portale. Che secondo me è funzionale a non scontentare nessuno in regione, ma nella pratica operativa è da puro delirio.

Infine a pag 118 è proposto il piano finanziario che, in barba al finanziamento statale da 1.678.400 euro, stima un costo di adeguamento e promozione del portale per circa 2.987.000 euro in tre anni: altro che co-finanziamento del 10%. Ma naturalmente ci si preoccupa di far notare che la programmazione finanziaria potrà essere rimodulata in relazione all’effettivo budget disponibile.

Come dicevo il capitolo 5 è l’unico, a mio avviso, di un qualche interesse reale.
La Spagna ha investito molto nel suo portale turistico www.spain.info: lo sviluppo del portale è stato comunque parte in una strategia più generale di innovazione e diversificazione del turismo spagnolo che ha preso inizio nel Plan de Estrategias de la Administraciòn Turistica del Estado, hasta 2007.
Nel 2002 è stata fondata una società di diritto pubblico permanente ad hoc (SEGITUR, Sociedad Estatal de Gestiòn de la Informaciòn Turistica S.A.) con i seguenti compiti:

  1. completare per la parte online il lavoro di promozione e commercializzazione all’estero realizzato dall’Istituto del Turismo Spagnolo (l’equivalente del nostro ENIT);
  2. riunire tutti gli attori del settore interessati allo sviluppo delle ICT e promuovere gli strumenti necessari per diffondere l’accesso alle tecnologie;
  3. gestire spain.info, il portale ufficiale del turismo spagnolo

La società è organizzata in quattro direzioni: tecnologica, commerciale, marketing ed editoriale.
I contenuti editoriali e multimediali sono prodotti internamente e/o talvolta acquistati all’esterno, ma la propensione all’outsourcing appare generalmente scarsa.
Spain.info si definisce un mix tra content factory e virtual marketplace; inoltre ha attivato una intranet che interfaccia tutti gli uffici del turismo spagnoli all’estero ed il portale è anche integrato con un call center internazionale.
In definitiva gli spagnoli hanno ben compreso l’importanza strategica che il turismo assume nel loro paese ed hanno ampiamente riconosciuto Internet come un ottimo veicolo per raggiungere i loro obiettivi.

Il Portogallo ha sviluppato il proprio portale turistico www.visitportugal.com nel giro di due anni (da gennaio 2003 a dicembre 2004) con un’equipe di 45 persone, una base dati di 10.000 oggetti georeferenziati, la produzione di 4000 testi (inizialmente in 4 lingue, ora 7), 228 animazioni e 5 film in 4 lingue. Ha inoltre attivato un call center che copre 12 mercati e che è in grado di fornire informazioni in 8 lingue via telefono, fax, e-mail e posta. Investimento complessivo: 3 milioni di euro in tre anni. Il portale, che nel 2006 ha collezionato 8,7 milioni di visite e 1,8 milioni di visitatori unici, è gestito da Turismo de Portugal, ente pubblico unico per la valorizzazione del turismo (l’equivalente del nostro ENIT).

Piccola considerazione: per una volta non potremmo semplicemente ed umilmente provare a vedere come fanno e/o hanno fatto gli altri ed adeguarci di conseguenza, eh MVB?