Ormai è quasi tradizione che la Campania dedichi la fine d’anno ai suoi progetti turistici sul web.

L’anno scorso si distinse, in piena crisi rifiuti, per la tempestiva approvazione del progetto di contenuti regionali del portale italia.it, che di lì a venti giorni sarebbe stato chiuso definitivamente.
Una delibera da 1,2 milioni di euro che non ebbe poi alcun seguito operativo; tuttavia quei soldi sono ora in fase di “rinegoziazione” col ministro Brunetta & DIT e saranno presto destinati ad altri “progetti turistici” per consentire a Michela Vittoria Brambilla & DSCT di poter sviluppare in completa autonomia il futuro portalone multi-milionario nazional-turistico italia.info senza tante rotture di scatole (leggi: le Regioni).

Questo perchè le regioni sono troppo lente, “non sono attrezzate” e varie altre balle del genere.

Nello scorso dicembre, ancora ignara dello straordinario incremento del 14% delle presenze turistiche a Napoli nel ponte di Capodanno 2009  (poi) trionfalmente annunciato dal governatore Bassolino sul suo blog personal-istituzionale, nelle more dell’attesa di italia.info del cui progetto tutto si ignora,  la Campania aveva già deciso di rilanciarsi alla grande sul web, ma in completa solitudine.

Sono questi i primi benefici effetti della famosa “cabina di regia” brambillesca di cui il sottosegretario-forse-prossimo-ministro va inutilmente cianciando a più non posso per vari convegni del turismo da sei mesi a questa parte al grido di:

per ogni euro speso voglio un nuovo turista!“.

brambillavelardi

Non a caso nei mesi scorsi aveva incontrato l’assessore al turismo campano Claudio Velardi (a sx nella foto), quello di “Monnezza a chi?“, che ora ben supportato da tutta la giunta regionale bassoliniana, in perfetta coerenza con i ripetuti appelli a non dilapidare inutilmente risorse in un momento di crisi, approva allegramente un piano per lo sviluppo di una

 “Piattaforma web per la razionalizzazione delle strategie e delle spese relative alla comunicazione web su turismo e beni culturali della Campania

per la modica cifra di 3,5 milioni di euro in tre anni.

Ne ha scritto Ciro Pellegrino su Il Napoli-Epolis e sul suo blog.
Così come l’assessore campano di Mission Impossible ed il Riformista, una delle creature del Velardi.

Questa presunta razionalizzazione triennal-milionaria avrebbe quale scopo principale l’integrazione iniziale e poi l’evoluzione dei contenuti attualmente disponibili sui portali www.turismoregionecampania.it e in-campania.com.

Il primo sito mi risulta in questo momento non raggiungibile (nota:  il dominio è attivo); le cronache lo ricordano come un portale [web-archive – gennaio 2008… wait please] di qualità non esattamente “primerrima”, sviluppato dalla ITS di Torre Annunziata (Napoli), già coinvolta in pole position nell’ indiscutibile successo nazional-popolare del portalone italia.it insieme ad IBM e Tiscover. 
Giusto per la precisione va ricordato che  in entrambi i casi l’azienda curò la

gestione della Redazione del Portale (…) basata sul modello della redazione di un giornale on line

e che il vicedirettore editoriale della redazione di italia.it e la responsabile del portale campano, erano di fatto la stessa persona.
Per dire, qualità garantita.
Per lo sviluppo del sito campano e l’ hosting, secondo la stessa responsabile, furono allora impegnati

circa 3 milioni di euro per l’intero portale. Rispetto alle risorse umane è necessario fare un distinguo: la redazione non è interna alla Regione ma fa capo al raggruppamento di imprese Telecom, Finsiel, ITS e CID Software. I 3 milioni includono non solo la progettazione e la realizzazione del portale ma anche la sua manutenzione e gestione per un arco di tempo di 5 anni. 

Personalmente rimpiango con una certa nostalgia l’intuitività e l’innovazione dell’interfaccia di navigazione per “tematismi” nell’ home page del sito campano, già finanziato a suo tempo con fondi europei.

Il secondo sito, meglio noto agli addetti ai lavori come “Piattaforma di Comunicazione Multimediale Beni Culturali – Agendona”, è a tutti gli effetti una semplice agenda degli eventi turistico-cultural campani organizzata in forma di calendario e schede evento. Progetto anch’esso finanziato con fondi europei, POR Campania 2000-2006 Misura 2.1, azione “d” e già approvato  con deliberazione di giunta n. 856 del 16/05/2008: realizzato quindi negli ultimissimi mesi e reso disponibile nel novembre del 2008.  
Per soli €  290.000,00.

Nel caso vi fossero dubbi, la prossima razionalizzazione ed integrazione del tutto sarà invece finanziata con… fondi europei POR Campania 2007-2013 – Asse I – Obiettivo  Operativo 1.9 – “Beni e Siti Culturali”.😀

Come sia ora possibile spendere altri 3.5 milioni di euro (in soli tre anni) per una cosa del genere è presto detto: la delibera della giunta regionale campana riporta in allegato il dettaglio del progetto; ben tredici pagine con vari dettagli e quindi… buona lettura (ne vale la pena).

Sinteticamente questo è:

BUDGET PORTALE TURISMO E BENI CULTURALI

Infrastrutturazione hw – € 150.000,00
Produzione audiovisivi – € 500.000,00
Sviluppo, implementazione e manutenzione 
evolutiva tecnologie – € 250.000,00
Connettività e apparati – € 100.000,00
Sviluppo contenutistico (realizzazione archivio, 
indicizzazione, manutenzione evolutiva) – € 500.000,00
Realizzazione, integrazione e manutenzione evolutiva sezioni 
(istituzionale, eventi, beni culturali, turismo) – € 2.000.000,00

TOTALE – €  3.500.000,00 

L’alternativa sarebbe consistita nel restituire i fondi all’ UE, secondo Il Riformista [POR 2007-2011, maddeche?!?].

La progettazione e realizzazione dell’ opera omnia, in barba ai regolamenti comunitari ed a ragionevoli e sacrosanti principi di libera concorrenza, è stata riservata alla Campania Digitale s.r.l, gia Talete Campania Digitale s.c.a.r.l, in quanto

organismo individuato […], per legge o per altra norma, [come] l’attuatore delle strategie nazionali o regionali nella specifica materia

del sapere digitale e multimediale dirette a vantaggio sia dell’amministrazione regionale che della collettività di riferimento della Regione stessa.

Si tratta di una società in-house della Regione Campania, originariamente società consortile a responsabilità limitata la cui storia è stata molto ben ricostruita qui da Stefano Albamonte; nel febbraio 2008 è stata trasformata in vera e propria s.r.l partecipata praticamente al 100% dalla Regione Campania.

Già assurta alle cronache per la gestione del blog Bassolino e relativi filmati TV a suon di budget da centinaia di migliaia di euro, ha realizzato il sito in-campania.com ed avrà ora l’improbo compito di integrarlo per

migliorare la conoscenza e la fruibilità dei beni culturali, nell’ottica anche di uno sviluppo sostenibile dell’offerta turistica campana sia in termini di quantità che di qualità, nonché di offrire all’utenza un servizio di informazioni, in tempo reale e nel tempo, su attività, eventi, festival, ecc. che si svolgeranno sul territorio campano, tesi a promuovere l’immagine culturale della Campania.

Milioni di auguri.

incampania