Navighi in rete e tutt’ora leggi, anche in recentissimi articoli e post, che il portale Italia.it è costato 45 milioni di euro.
Naturalmente non è vero, ma la “leggenda metropolitana” è dura a morire.
Quanto si sia realmente sprecato per il nulla che è in rete, a tutt’oggi  è ancora un bel mistero: si tratta di cifre variabilmente indicate nel tempo tra i 6 ed i 15 milioni di euro.
Allora proviamo a rimettere in fila quel (poco o tanto) che è stato ricostruito sin qui e vediamo un po’ che succede:

D.M. 28/04/2004 – Allegato A – decreto Lucio Stanca: venne stabilito un fabbisogno complessivo per il progetto “Scegli Italia” di 90 milioni di euro e ne vennero subito finanziati per il triennio 2005-2007 la metà con fondi del CMSI:
i “famosi” 45 milioni di euro.
20 milioni furono destinati alla piattaforma, 25 ai contenuti digitali.
Con successivo decreto del ministro Lucio Stanca  i 25 milioni vennero così ripartiti : 21 milioni destinati a contenuti regionali e 4 milioni destinati a contenuti nazionali.

Vari e diversi ministeri comparteciparono poi al progetto con fondi provenienti dai rispettivi bilanci ordinari (es: Ministero dell’ Ambiente con 9 milioni di euro) . Infine le Regioni dovettero teoricamente co-finanziare ciascuna in ragione del 10% dell’importo spettante loro.

D.P.C.M. 22/07/2005 – Allegato A: vennero stanziati ulteriori 2 milioni di euro per la promozione del portale.

In definitiva il DIT (Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie), allora MIT, ministero senza portafoglio e quindi privo di fondi ordinari, potè disporre complessivamente dal luglio 2005 di 20 (piattaforma)+4 (contenuti nazionali)+2 (promozione) = 26 milioni di euro riservati alla PAC (Pubblica Amministrazione Centrale) e di  21 milioni di euro (contenuti regionali) da distribuire alle Amministrazioni Locali a seguito di opportune convenzioni. Queste cifre sono ulteriormente confermate dal recentissimo testo dell’accordo Brunetta-Brambilla.

Per lo studio di fattibilità e le operazioni preliminari di gara fu spesa da Innovazione Italia la cifra di € 1.031.834 + IVA =  € 1.237.000
Diverse centinaia di migliaia di euro finirono a McKinsey per la creazione di uno studio preliminare che fungesse da  “scenario” per il portale.
Questo affermò l’allora capo-dipartimento del DIT Ciro Esposito nel corso di un’audizione parlamentare del settembre 2007.
La cifra di  € 1.237.000 IVA compresa fu invece comunicata a scandaloitaliano da Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione Internet del governo Prodi, nel luglio del 2007.

Il bando originale di gara fu assegnato per la cifra di € 7.850.040 + IVA = € 9.420.048

Tuttavia a seguito di contenzioso con il RTI (Raggruppamento Temporaneo di Impresa) IBM, ITS, Tiscover, il 13 ottobre del 2006 (governo Prodi) venne firmato un accordo transattivo che riduceva il valore effettivo dell’appalto a € 5.851.355. Questa cifra è indicata a pag. 38 del rapporto della commissione d’indagine Nicolais. Non è specificato se è comprensiva o meno di IVA, tuttavia sembra ragionevole ritenere (come vedremo poi) che vada considerata in termini di IVA inclusa.

Dal rapporto della commissione d’indagine Nicolais (pag. 13) si evince che nel settembre 2005 il DIT assegnò una consulenza ad un esperto di fama internazionale (dott. Werthner) per affiancare tecnicamente (e sorvegliare) l’ RTI.
Si deve presumere inoltre che i membri della commissione d’indagine Nicolais abbiano percepito un qualche compenso per l’opera svolta.

Va poi considerato che nel luglio 2007, dopo il collaudo finale del portale, venne deciso un prolungamento semestrale dell’incarico al RTI, sino al 31/12/2007. Ne parla l’allora capo-dipartimento del DIT Ciro Esposito nel corso dell’audizione parlamentare di cui si è già detto. Essendo ricorso alla norma sul quinto d’obbligo, si deve ritenere che il costo massimo di tale operazione possa ammontare al più al 20% del valore effettivo del contratto d’appalto (dopo la transazione).
Quindi ragionevolmente al massimo  € 975.226 + IVA = € 1.170.271

Nel corso di un’audizione parlamentare del 29/11/2007 l’allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli dichiarò “...mi chiedeva il senatore Stanca quanti soldi sono stati attribuiti alle Regioni, finora sono state impegnate… eeeehhh… complessivamente 5.431.000 euro, che son stati attribuiti alle Regioni in base ad una ripartizione…. se voleeeete ve la cito, se volete vi dò la tabella in base alla convenzione, vi dò la tabella dei dati disponibili.
Notare che “impegnate” non significa necessariamente spese: significa però che questi fondi non sono più nella disponibilità finanziaria di spesa della PAC (e nello specifico quindi del DIT).

Nel piano industriale dell’Innovazione 2008 del ministro Brunetta, a pag. 10 si legge di un budget residuo del progetto pari a 18 milioni di euro per la PAC e 16 milioni di euro per le Amministrazioni Regionali (REG).

Infine il recente protocollo d’intesa Brunetta-Brambilla prevede il trasferimento dal DIT al DSCT (il dipartimento del Turismo) di una cifra iniziale pari a 10 milioni di euro e cita espressamente l’esistenza di ulteriori fondi residui (di entità non meglio specificata) da destinare a future iniziative di promozione. I fondi inizialmente stanziati con i due provvedimenti di legge più sopra indicati vengono confermati essere effettivamente pari a 45 + 2 = 47 milioni di euro.

A questo punto è semplice notare come:

PAC: 18 + 826 milioni di euro
REG: 16 + 5 = 21 milioni di euro

Se ora si provano a sommare i numeri prima indicati, si ottiene:

appalto ridotto dopo transazione    4.876.129 +IVA (975.226) =  5.851.355

consulenza prof. Werthner                  ?  +IVA  ? =  ?

costi commissione indagine Nicolais    ?  +IVA  ? =  ?

 studio fattibilità   e costi di gara       1.030.833 +IVA (206.167) = 1.237.000

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TOTALE                                         5.906.962 +IVA (1.181.393) = 7.088.355

prolung. contratto MAX      975.226 (?) +IVA  195.045 (?)  =   1.170.271 (?)
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TOTALE  MAX                                 6.882.188 +IVA 1.376.468 = 8.258.626

La cifra di “circa 7 milioni di euro” spesi (bene… sic!) sarebbe in effetti congruente con le dichiarazioni rese da Ciro Esposito al programma “Le Iene” nel gennaio 2008.  Con ogni probabilità in quel momento il prolungamento del contratto non era stato ancora saldato e ragionevolmente non dovrebbe comunque aver raggiunto la cifra massima: di fatto il RTI si limitò a prolungare l’hosting del sito italia.it per gli ultimi sei mesi del 2007 (luglio-dicembre).
E ragionevole ritenere che la cifra effettiva totale si aggiri attorno agli 8 milioni di euro; a onor del vero però Michela Vittoria Brambilla ha dichiarato qualche tempo fa costi sostenuti in passato per “circa 10 milioni“. Enrico Paolini, vice-presidente ENIT,  dichiarò a SherpaTV a fine gennaio 2008 (e in seguito anche all’ANSA) una spesa complessiva pari a 15 milioni di euro.

Chi ha ragione? Boh…

Naturalmente le cifre effettive, quelle esatte e reali, sono note solamente al DIT di Brunetta:  è però probabile che non siano poi così diverse da queste (non si spiegherebbe diversamente il budget residuo di 18+16=34 milioni di euro per il nuovo mega-portalone).

 
Se  poi il giorno della presentazione del nuovo progetto Italia.info, previsto per questa settimana, qualche giornalista in sala stampa a Palazzo Chigi chiedesse di fare definitiva chiarezza su questo specifico punto (e finalmente senza “circa”)…😉